Roma 2024: scontro Raggi-Giachetti, i mille metri per il Campidoglio?

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

I Giochi Olimpici rischiano di indirizzare il ballottaggio del 19 giugno

raggi-giachetti
Olimpiadi sì, Olimpiadi no, Olimpiadi forse. Ma soprattutto: Olimpiadi ago della bilancia delle elezioni comunali del 2016? Lo scontro sull’argomento è chiaro e netto, con “partecipazioni esterne” che negli ultimi giorni hanno fatto capolino a spalleggiare l’una o l’altra tesi, in vista del ballottaggio di domenica 19 giugno tra Virginia Raggi e Roberto Giachetti.

A far da proscenio alla candidatura dell’esponente pentastellata furono proprio delle dichiarazioni chiaramente avverse ad accogliere i giochi olimpici. “Occorre prima risistemare la città, e comunque in caso di Olimpiadi informeremo i cittadini dei singoli costi”, aveva tuonato la Raggi. Aggiungendo come un tale evento rischi di tramutare Roma “per l’ennesima volta in una mangiatoia, con la costruzione di opere incompiute come accaduto in passato”. A tal merito, forse balzerà a tutti alla mente la Città dello Sport di Tor Vergata, da anni incompiuta e abbandonata a se stessa, nonostante gli ingenti investimenti del passato. In quella zona dovrebbe sorgere proprio il Villaggio Olimpico. In molti malignano sulla stretta connessione tra quei terreni e il costruttore Francesco Caltagirone, puntando il dito contro eventuali speculazioni edilizie volte a creare perfetti cattedrali nel deserto. Ed anche l’atteggiamento di Luca Cordero di Montezemolo, Presidente del Comitato Promotore Roma 2024, sfuggente e poco incline a rispondere alle domande sui rischi di far trarre vantaggio “ai soliti noti” senza portare vero giovamento alla città, suscita più di qualche perplessità nell’elaborata tavola degli astanti a questa campagna elettorale. E non solo.

La posizione della Raggi fa particolare riferimento a questo genere di situazioni, sebbene in dicembre proprio Di Maio, deputato M5S, abbia dichiarato che “in caso di vittoria al Campidoglio, M5S è pronto a ragionare sull’eventuale svolgimento delle Olimpiadi a Roma”. Se, dunque, da un lato appare inevitabile razionalizzare il rischio sprechi, dall’altro il Movimento non sembra chiudere, come si è vociferato, totalmente le porte ai cinque cerchi olimpici.

Ciò che risulta a tratti preoccupante, è quanto questo argomento possa essere usato solo e soltanto come volano per attrarre voti e corroborare il confronto politico tra i due candidati. Su fronte Partito Democratico, Roberto Giachetti ha spinto in maniera lapalissiana sul “sì”. In suo soccorso è arrivato anche il parere del capitano della Roma Francesco Totti, che ha dichiarato: “Da sportivo ovviamente vorrei le Olimpiadi a Roma, ma non c’entra nulla la politica”. Di certo l’affermazione del numero 10 romanista, in ogni verso venga interpretata, assume giocoforza una valenza politica. Coscienti di quanto il calcio, nella Capitale, riesce fattivamente a spostare consensi, simpatie e, di conseguenza, voti.

In virtù dell’importanza della prossima tornata elettorale, in un momento cruciale per il futuro della città, bisogna porsi un serio interrogativo su quanto si voglia amministrare davvero Roma per migliorarne il modus vivendi. Senza ricorrere a proclami e promesse consoni soltanto ad accaparrarsi consensi. E già il fatto che le Olimpiadi vengano strumentalizzate è un chiaro segnale di malessere generale e mala gestione di un cruciale momento politico. Nonché di argomentazioni assenti. Seppure i candidati ne dovrebbero avere a iosa.

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