Doping Rio 2016 , il day after per la velista Caputo è ancora più duro

Pubblicato il autore: Luigi Mellone Segui

Doping Rio 2016 , Roberta Caputo non si dà pace!

Doping Rio 2016

Doping Rio 2016 , Roberta Caputo esclusa

Roberta Caputo, la velista napoletana esclusa per doping da Rio 2016, non riesce a darsi pace. Forse non è nemmeno riuscita a realizzare cosa le sta accadendo. In soli 20 minuti è svanito il sogno di una vita!
Si trovava già in Brasile quando è arrivata la telefonata dall’Italia la telefonata che le comunicava la positività ad un test antidoping.
L’atleta 23enne si è sfogata in un un post su Facebook. Non riesce a credere che non potrà partecipare alla sua prima Olimpiade a causa della positività al Clostebol.
Una disattenzione” – si difende Roberta. La positività a questa sostanza, stando a quanto dichiara la Caaputo, deriverebbe da un medicinale chiamato Trofodermin. Una crema che serve come cicatrizzante per ferite ed ulcere, nel suo caso per curare dei brufoli.

Ma nonostante tutto la giovane non sembra abbattersi, avendo dalla sua la giovane età. Aspetterà che la  giustizia le dia ragione e ricomincerà a lavorare per riconquistare ciò che le è stato tolto.

“Non c’è niente da fare, posso solo provare a chiarire la mia situazione”

Questo il comunicato integrale postato dalla velista:

Mi avete scritto e pensato in tantissimi, questa è una grande fortuna, più grande della sfiga che ho avuto! Chi mi conosce sa che ho sempre navigato con il sorriso stampato in faccia, sia nelle vittorie che nelle sconfitte e affronterò questa situazione nello stesso modo, senza rimpianti e senza troppe lacrime! Farò il possibile per tornare in barca il più presto possibile, e soprattutto voglio condividere la mia storia perché possa servire d’esperienza e magari anche cambiare questo sistema che taglia le gambe a buoni e cattivi senza differenza.

Al momento Facebook è la mia unica arma di difesa, non ho altre strade, non c’è niente da fare, posso solo provare a chiarire la mia situazione, per me stessa.

Meno di 20 giorni al segnale di partenza: la barca è perfetta, il team è pronto, mancano gli ultimi dettagli…ma qualcosa stamattina è andato storto: arriva la chiamata dell’antidoping da Roma, sono le 9:00 qui a Rio, mi comunicano la positività del test effettuato il 6 luglio, a Napoli. Torno in hotel per cercare di capirci qualcosa, dopo meno di un’ora il mio nome era già stato cancellato dall’elenco iscritti delle olimpiadi, dopo altri 20 minuti sono stata sostituita. Difficile da credere, ma questa è la procedura.
Sono risultata positiva alla sostanza clostebol metabolita: anabolizzante contenuto in un medicinale da banco chiamato trofodermin, comune cicatrizzante per ferite e ulcere. Ho comprato questa crema per curare dei segni di brufoli che mi erano venuti in faccia, ero totalmente ignara del suo stato dopante, è successo agli inizi di giugno (weymouth) non ero ancora nel programma nazionale antidoping, ma i residui della sostanza sono rimasti vivi nel mio corpo fino al controllo di luglio…
Ho provato a spiegare in tutti i modi la mia innocenza, e ho provato a contestualizzare la mia posizione di atleta nuova nel programma Nado ma niente da fare, la legge è uguale per tutti e non ammette ignoranza

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