“Escludere la Russia da Rio 2016”: dieci paesi avanzano la richiesta

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

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In prima fila ci sono Stati Uniti e Canada. Ma all’appello rispondono presente anche Spagna, Germania, Giappone e Svizzera. In tutto sono dieci le agenzie antidoping nazionali, unitamente ad una ventina di atleti i cui nomi, però, restano riservati, che hanno presentato esplicita richiesta al Cio affinchè l’intera delegazione della Russia venga esclusa dai giochi olimpici di Rio de Janeiro, che prenderanno il via tra meno di venti giorni.
Nel nome della comunità degli atleti puliti e delle organizzazioni antidoping confidiamo che il Cio, in base a carta, codici e principi olimpici, sospenda immediatamente il comitato olimpico e paralimpico russo dal movimento e dichiari che nessun atleta può rappresentare la Russia ai Giochi” è stato scritto nella missiva inviata al Comitato Olimpico Internazionale.
La lettera domani sarà sul tavolo del Cio, a Losanna, insieme alla relazione della commissione d’inchiesta insediata dalla Wada e diretta dal canadese Richard McLaren.
Oltre che una questione prettamente sportiva, sembra anche una questione, di fatto, geopolitica che ricorda, per certi versi, il contesto storico e sociale della guerra fredda, dove i due maggiori blocchi (USA e URSS) si confrontavano su qualsiasi campo, da quello culturale e a quello politico, da quello scientifico a quello, per l’appunto, sportivo. Non siamo di certo a quei livelli, ma la forte presa di posizione e la richiesta di esclusione di tutte le squadre della Russia dalle prossime Olimpiadi rischia di diventare un vero e proprio caso diplomatico.
Intanto il primo a replicare è proprio il Ministro dello Sport russo, Vitaly Mutko, che ha testualmente dichiarato:  “Il rapporto McLaren non è ancora stato pubblicato, ma per loro è tutto già molto chiaro. È sorprendente.”.
Mentre negli Stati Uniti il New York Times, il primo organo di informazione a dare spazio, a suo tempo, alle dichiarazioni di Grigory Rodchenkov, ex direttore del laboratorio di Sochi che, di fatto, avrebbe ricevuto ordine dal governo di coprire il doping russo, con, addirittura, l’ausilo e l’intervento di agenti dei servizi segreti che avrebbero ripulito o sostituito i campioni organici di molti atleti che erano stati controllati, annuncia che il Cio, domani, potrebbe rilasciare il report della Wada (agenzia mondiale antidoping), che dimostrerebbe come il governo russo “sia coinvolto in uno dei più grandi scandali antidoping della storia, un’enorme cospirazione ai danni degli atleti puliti di tutto il mondo“.
Si accavallano intanto le dichiarazioni e le prese di posizioni delle varie personalità sportive internazionali, a favore o contro la Russia. A favore di questi ultimi, ad esempio si è schierata la Federazione Internazionale del Nuoto, secondo cui “le richieste di Usa e Canada sono premature, e si basano su contenuti di un rapporto che avrebbero dovuto rimanere strettamente confidenziali fino alla pubblicazione. Tutto ciò mina la credibilità di tale rapporto“.  Ulteriori dichiarazioni a favore della Russia sono state rilasciate dall’irlandese Pat Hickey, presidente dell’associazione europea dei comitati olimpici, che si in merito ai contenuti della lettera presentata al Cio, ha detto “è chiaro come l’indipendenza e la credibilità del rapporto siano stati compromessi“.
E mentre si attendono le decisioni del Cio, al Tas c’è anche il ricorso di una sessantina di componenti della Russia dell’atletica contro il divieto di partecipare a Rio 2016.

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