Intervista esclusiva a Marco Aurelio Fontana per SN: “Prossima tappa? Le Olimpiadi di Rio!”

Pubblicato il autore: Mirko Madau Segui
Credito di Michele Mondini

Credito di Michele Mondini

Per i nostri lettori appassionati di mountain bike abbiamo pensato di contattare Marco Aurelio Fontana per parlarci della sua disciplina. Di seguito l’intervista che ha rilasciato in esclusiva per SuperNews:

Si presenti brevemente
“Buongiorno a tutti, sono Marco Aurelio Fontana pilota di bici, padre, marito ed amante dei motori.”

Quando e come è venuto a contatto con la MTB?
“Grazie ad uno dei regali che mi fecero i miei genitori quando avevo circa 10 anni. Fu un cambiamento all’interno della mia vita perché ebbi subito la sensazione di libertà, di poter andare ovunque e di stare anche su una ruota se volevo…”

Quante ore sono necessarie per prepararsi ad una gara?
“L’allenamento in bici varia dalle 15 alle 25 ore alla settimana a cui vanno aggiunte le sedute in palestra, lo stretching e i massaggi. Non è molto in termini di tempo ma l’intensità è davvero alta.”

Il fatto che la gara sia più o meno dura come influisce sulla forma fisica e mentale?
“Le competizioni di livello Mondiale (Coppa del Mondo, Campionati del Mondo ed Olimpiadi) sono corse a ritmi incredibili e dunque a livello fisico portano dei traumi muscolari elevatissimi, (una gara dura 90’ e si corre a frequenze medie di quasi 180 battiti) ma quando si è in una buona forma fisica aumentano la nostra performance nel giro di breve tempo. Il problema nasce quando non siamo al 100% ed un lavoro fisico così elevato ci farà sentire molto stanchi con dei tempi di recupero decisamente lunghi. Per quanto riguarda la parte mentale a seconda del livello e dell’importanza della gara varia anche il nostro approccio all’evento. In particolare su eventi minori la nostra testa sarà meno stressata rispetto ad esempio ai Giochi Olimpici dove la difficoltà maggiore è quella di arrivare concentrati, sereni e convinti dei propri mezzi, sulla linea di partenza. I fattori che influiscono sulla nostra tranquillità sono moltissimi quindi è difficile trovare l’equilibrio giusto ma è fondamentale ai fini della performance.”

Quanti e quali tipi di terreni è possibile trovare durante la gara?
“Qualsiasi tipo di terreno. In maggioranza boschivi con single track (sezioni dove passa una sola bicicletta), tratti di prato e asfalto in zona partenza ed arrivo ma corriamo in tutto il mondo e può capitare anche la pista sabbiosa piuttosto che quella alpina piena di radici e sassi. Con lo sport che si evolve ci sono tanti percorsi artificiali quindi non stupitevi di vedere percorsi cittadini con “rocky garden” (tratti di rocce grosse molto tecnici) e salti.”

La bici ideale per praticare MTB?
“Io consiglio una full suspended 29 pollici con 120mm di escursione. E’ simile a quella che utilizzo io ma in una configurazione più soft che permette di fare quasi tutto, dalla pedalata lunga di 3-4 ore ai giri in bike park.”

Mountain bike simile a quella usata da Marco Aurelio Fontana

Mountain bike simile a quella usata da Marco Aurelio Fontana

Il kit ideale di ogni biker?
“Baggy shorts assolutamente! Io corro da qualche anno con un kit che è più morbido e stiloso dei completini in lycra che usano gli stradisti. Si tratta di un look più comodo e decisamente più bello con maglia e pantalone corto leggermente più larghi ma molto funzionali. Poi chiaramente portatevi dietro una camera d’aria di scorta, la pompa ed il multi tool. Se avete lo smaglia catena ancora meglio!”

La sicurezza è importante in questi sport. Quali sono le misure da adottare?
“Il casco va messo sempre, anche quando si pedala su strada ed io ci tengo moltissimo a ripeterlo. Salva veramente la vita ed i prodotti sul mercato sono bellissimi quindi niente più scuse. Se si gira in bike park o si affrontano sentieri enduristici allora meglio avere anche le ginocchiere, paraschiena e casco integrale.”

I prossimi eventi che la vedranno impegnato?
“Una prova di Coppa del Mondo in Svizzera questa domenica, poi la gara Internazionale di Londra sul percorso Olimpico del 2012, un’altra prova di Coppa in Quebeq, Canada, e finalmente il 21 agosto i Giochi di Rio.”

Come ci si sente ad appartenere ad un gruppo come quello della Red Bull dove ci sono tanti sportivi giovani?
“Il mio paragone per far capire cosa vuol dire Red Bull per me è la “compagnia”. Sapete quando a 14 anni si usciva con il motorino (avevo un Fifty Top 3 marce) si andava al ritrovo della compagnia e si decideva cosa fare? Ecco per me è proprio così! Gente giovane, in gamba e idee nuove ogni giorno.”
https://www.youtube.com/watch?v=NhjX2JskFwQ&feature=youtu.be

La gara più intensa che ha dovuto affrontare?
“Difficile da dire ma se devo tirar fuori un nome dico Cairns 2016 in Australia.”

Una sua opinione sulla tecnologia ormai affiancata ad ogni sport? Sport cams e GPS?
“Per quanto riguarda i GPS credo siano utili, comodi e funzionali. Ti danno tante informazioni senza nessun cavo e filo, semplicemente con un computerino. Le Action cam sono oggetti divertenti e per un uso prettamente ludico che ci fa scattare e filmare in ogni dove e su qualsiasi mezzo. Certo è che la tecnologia arrivata nella Mountain Bike ha dato frutti più di sostanza sulle sospensioni, telai e ruote che ci fanno apprezzare i sentieri sempre di più.”

Un ringraziamento va a Marco Aurelio Fontana per la sua disponibilità a svolgere per noi l’intervista e all’ufficio stampa che ha reso possibile contattare e fare da tramite con Marco Aurelio Fontana.

Giulia de Maio responsabile ufficio stampa per Marco Aurelio Fontana grazie alla quale l'intervista non sarebbe stata possibile.

Giulia de Maio responsabile ufficio stampa per Marco Aurelio Fontana grazie alla quale l’intervista non sarebbe stata possibile.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: