Rio 2016, il villaggio olimpico cade a pezzi

Pubblicato il autore: Al Rey Segui

Rio 2016, il villaggio olimpico cade a pezzi

Rio 2016, il villaggio olimpico non è ancora pronto, niente corrente, uffici allagati, operai senza stipendio; alcune delegazioni cercano ospitalità altrove, l’Italia si arrangerà

A pochi giorni dall’inizio dei Giochi Olimpici di Rio 2016, il villaggio olimpico non è ancora pronto ed anzi cade a pezzi. Il presidente del Coni Giovanni Malagò si è detto ottimista: “noi italiani siamo abituati ad arrangiarci, faremo bella figura“, come ha riportato la Gazzetta dello Sport di stamani mattina. La squadra olimpica italiana è supportata da uno staff tecnico che è disposto a mettersi all’opera per vivere al meglio l’esperienza di Rio 2016. Ci sono dei grossi ritardi e il comitato di organizzazione brasiliano non ha ancora completato nemmeno le palazzine che dovranno ospitare gli atleti. Sembra che il problema sia facilmente risolvibile, si tratta di aspettare qualche giorno che tutto quanto sarà pronto all’uso.

Strutture approssimative e danneggiate

Il capo della delegazione azzurra Carlo Mornati è in contatto con gli addetti della spedizione che si trovano già a Rio de Janeiro, dove ieri sono arrivati gli azzurri Giovanni Pellielo e Jessica Rossi, tiratori al volo. Gli edifici costruiti nel villaggio olimpico per ospitare gli atleti sono 31 e l’Italia occuperà il numero 20, ancora incompleto e con molte cose non funzionanti. Il vice segretario generale sostiene che non vi sia un vero e proprio allarme, sebbene sia tutto ancora molto approssimativo e poche persone siano già nelle strutture. Quando inizieranno i Giochi Olimpici ci saranno 11mila persone al villaggio ed è facile immaginare cosa dovrebbe accadere se non fosse tutto perfettamente funzionante. Probabilmente i lavori non saranno ancora conclusi e alcune delegazioni sportive rischiamo di entrare nelle palazzine con gli operai ancora all’opera. Quelle riservate agli azzurri non sono ancora funzionali e nei giorni scorsi è stato fatto il tentativo di mettere a disposizione dello staff brasiliano delle maestranze italiane che potrebbero occuparsi dell’allestimento.

Proposti operai italiani ma il Brasile non ci sta

Sul posto c’è una società italiana di servizi e per metterla in moto bisogna accordarsi con il comitato organizzatore per far subentrare nei lavori una serie di operai. Mancano elettricisti, addetti alle pulizie e idraulici, nella palazzina numero 20 ci sono i rubinetti rotti, c’è molto sporco e non funzionano le stampanti. La situazione è difficile, i ritardi dei lavori erano previsti ma non fino a questo punto, tuttavia c’è ancora c’è qualche speranza che in pochi giorni venga normalizzata ogni cosa. Carlo Mornati ha dichiarato stamattina alla Gazzetta dello Sport che le difficoltà ci sono per tutti. Molti comitati olimpici sono disorientati e quello australiano se n’è andato. L’Argentina vuole affittare appartamenti esterni perché considera gli alloggi inabitabili e il sindaco di Rio Eduardo Paes cerca di mantenere la calma. I problemi sono talmente tanti che bisognerà rimboccarsi le maniche per vedere il villaggio olimpico completato, sebbene molte delegazioni straniere e non sappiano nemmeno da dove cominciare.

Uffici allagati, niente corrente, operai brasiliani senza stipendio

Uno dei primi ad entrare nel villaggio olimpico è stato il general manager delle nazionali di volley Libenzio Conti: “Qualche problema si è riscontrato, però al momento direi ancora poche cose”, ha rilasciato detto alla Gazzetta dello Sport, “un quadro più chiaro lo avremo quando le delegazioni avranno occupato tutte le palazzine”. Il manager ha trovato un ufficio allagato a causa dello scarico di una doccia non funzionante e sembra che negli ultimi mesi gli operai addetti ai lavori non abbiano percepito gli stipendi ed abbiano fatto qualche danno di proposito. Il resto delle abitazioni visionate da Libenzio Conti sono sembrate confortevoli, nonostante in tutto il villaggio olimpico manchi la corrente elettrica. Ieri sono stati fatti arrivare dei generatori per sopperire a questa mancanza e pare che le prime 15 palazzine siano praticamente finite. Gli azzurri stanno arrivando in Brasile alla spicciolata e il presidente del Coni Giovanni Malagò non ha voluto essere polemico sostenendo che tutta l’organizzazione spetta al comitato brasiliano.

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