“Doping coperto e favorito dallo Stato ” – La Wada chiede esclusione totale da Rio dei russi

Pubblicato il autore: Michele D. Segui

doping russia
La conclusione del rapporto della commissione indipendente della WADA diretta dal professore di diritto Richard McLaren è eloquente: Il doping dello sport russo era coperto e favorito dallo Stato”

E non solo per l’atletica, cosa già arcinota. A capo del sistema di falsificazione dei test, tra il 2010 e il 2015, c’era il ministero dello Sport di Mosca, con la collaborazione dei servizi di sicurezza dell’Fsb. Esso supervisionava tutte le falsificazioni, distruzioni e manipolazioni delle analisi fatte sugli atleti e dei test positivi. Di ogni pratica illecita veniva informato il suo vice Nagorchyk, e di tutte queste attività, secondo McLaren, ci sono prove documentate,le più grosse delle quali provengono da dalle rivelazioni dell’ex direttore del laboratorio antidoping russo, Grigory Rodchenkov,che è fuggito negli Usa dopo la morte in circostanze poco chiare di due colleghi, uno per infarto, uno per motivi oscuri.
La manipolazione ha coinvolto i laboratori di Sochi e di Mosca, per almeno 312 casi. Il sistema sarebbe cominciato con Vancouver nel 2010, avrebbe coinvolto tutti gli sport, e l’effetto sarebbe continuato anche a Londra 2012, ai Mondiali di atletica di Mosca 2013 e a quelli di nuoto di Kazan 2015. Alle olimpiadi invernali di casa di Sochi 2014 l’apice, con la gran parte degli atleti che si dopavano liberamente sicuri di non venire scoperti: 15 medaglie russe sarebbero risultate positive. Ai mondiali di atletica di Mosca del 2013, nei laboratorio di Mosca le provette di urine venivano tranquillamente aperte e sostituite, con i dipendenti minacciati e costretti a fare tutto senza avere alcuna scelta. Di queste pratiche erano già saltate fuori nei mesi scorsi diverse denunce.

Queste conclusioni che hanno spinto la Wada a chiedere l’esclusione della Russia da tutte le competizioni internazionali, compresi  i Giochi di Rio, e non solo per l’atletica. La parola ora passa al Cio, la cui commissione esecutiva potrebbe prendere provvedimenti nella giornata di martedi. Sentendo le parole del presidente del Cio, Thomas Bach, non è da escludere il grande passo : “ Siamo pronti alle più dure sanzioni nei confronti di persone e organismi coinvolti nello scandalo doping della Russia, e di chi attenti all’integrità dello sport e dei Giochi Olimpici”. Certo una scelta così drastica non potrebbe che riaccendere il filone complottista anti-russo. Il presidente del comitato olimpico Zhukov mostra tranquillità, dicendo che la lettera non contiene nessuna richiesta di esclusione.

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