Russia fuori da Rio? Il Cio prende tempo

Pubblicato il autore: Marco Verdelli Segui

rio-2016

La procedura è stata aperta, ma la decisione non è stata ancora presa:l’unica certezza è che le Olimpiadi di Rio,ormai, sono alle porte rischiano di trasformarsi in giochi sub-judice cioè sotto il giudizio del giudice. Questo perchè il Cio, in una riunione convocata all’indomani della pubblicazione del rapporto Wada sul presunto doping di Stato in Russia, ha preferito prendere tempo prima di bandire Mosca: la partecipazione degli atleti di Mosca alle Olimpiadi resta in bilico. Le uniche misure concrete prese a Losanna prevedono lo stop ad ogni manifestazione sportiva sotto patrocinio Cio fino al 31 Dicembre, con sollecitazione alle federazioni internazionali degli sport invernali a sospendere tutti i mondiali o coppe del mondo delle rispettive discipline, nonché il riesame completo di tutti gli atleti russi presenti a Sochi 2014 e dei loro allenatori. Inoltre,i dirigenti del ministero dello sport russo tirati in ballo dal report Wada non avranno il pass per le Olimpiadi e le Paralimpiadi.
<< Esamineremo con cura il rapporto McLaren- ha fatto sapere la Cio- valutando le opzioni legali, confrontando il bando totale di tutti gli atleti e il diritto alla giustizia individuale>>. Una prima sentenza arriverà domani con la sentenza del Tas sul ricorso degli atleti russi squalificati dalla Iaaf, intanto il Cio, anche per rispondere al rapporto  McLaren, ha varato una commissione disciplinare che esplorerà le opzioni legali . Secondo il commissario Russo sarebbe sbagliato impedire agli atleti “puliti” di andare a Rio: << siamo in disaccordo con chi ritiene la possibile esclusione dai giochi di centinaia di atleti russi puliti>>, ha fatto sapere l’Okr nel giorno in cui il premier Dmitri Medvedev ha firmato l’ordine di sospensione, fino al termine dell’inchiesta doping,del viceministro dello sport. Insomma, la Russia non intende boicottare i giochi << siamo grandi sostenitori delle idee olimpiche e membri della famiglia olimpica- ha fatto sapere il cremlino- e non vogliamo che queste situazioni danneggino il movimento olimpico>>. Intanto il Cio ha chiesto alla Wada di comunicare i nomi degli atleti russi coinvolti nella presunta manipolazione delle provette. In attesa dei riscontri in chiave olimpica, la bomba-doping ha inevitabili ricadute anche di natura politica, con il Cremlino che è tornato a difendere il ministro dello sport, Vitali Mutko, considerato il “regista” del programma doping di stato, ma il suo nome non figura nel rapporto come persona coinvolta direttamente e quindi non sarà sospeso.
<< C’è una pericolosa ricomparsa della politica che interferisce con lo sport>>, ma Mosca non intende boicottare le Olimpiadi. Vladimir Putin agita lo spettro di un ritorno al passato,ai tempi di Mosca 1980 e Los Angeles 1984, cercando di uscire dall’angolo in cui si trova la Russia dopo la pubblicazione del rapporto choc dell’agenzia mondiale antidoping sul doping di stato nel paese che rischia di mettere al bando tutti gli atleti russi dagli ormai imminenti giochi di Rio. Il presidente Russo, tra affondi e parate rievoca il tempo in cui anche lo sport divenne terreno di scontro con l’America, il tempo delle Olimpiadi dimezzate, simbolo in negativo dello spirito dei giochi. Ora il fantasma del boicottaggio,riecheggiato dal doping, è tornato ad aleggiare.

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