Surf, Mick Fanning torna e vince nel luogo in cui fu attaccato da uno squalo

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

mick fanning
19 luglio 2015, Jeffreys Bay, Sudafrica. Siamo in fondo al continente africano, laddove s’incontrano l’Oceano Atlantico e quello Indiano. E’ proprio lì che ogni luglio si tiene il J-Bay Open, una tappa della World Surf League. Nel corso della finale il tre volte campione del mondo Mick Fanning viene attaccato da uno squalo bianco di oltre quattro metri. Le immagini fanno subito il giro del mondo. Fortunatamente il surfista australiano esce miracolosamente indenne dall’incontro ravvicinato con il più temuto predatore degli oceani. Lo shock è grande e Mick decide di chiudere in anticipo la stagione prendendosi un anno di riflessione.
Ma il richiamo del mare è troppo forte e a fine maggio, durante un talk-show sulla tv australiana, Fanning rivela: “Tornare alla J-Bay per me non è mai stato in dubbio. Sento la necessità di surfare nuovamente laggiù. Ora posso finalmente annunciare che prenderò parte alla gara.”

Esattamente 12 mesi dopo il surfista 35enne si ripresenta sul reef della Jeffreys Bay: “Sono uscito in mare e mi guardavo attorno con un po’ di ansia addosso, ma una volta presa la prima onda mi sono reso conto che quello dello scorso anno è stato solamente uno sfortunato incidente, un qualcosa che succede una volta nella vita. In realtà amo questo posto, conservo bellissimi ricordi.”
Non a caso ha inciso il suo nome per ben tre volte nell’albo d’oro del J-Bay.

A due giorni dall’inizio del contest però arriva un infortunio alla caviglia, ma per mettere ko il veterano della tavola ci vuole ben altro. Mick è prontissimo per addomesticare quelle onde lunghe e potenti, le quali rischiano di catapultarti sui fondali di rocce spioventi e sommergerti con autentici muri d’acqua.
La concorrenza è spietata, sono presenti tutti i più forti interpreti della disciplina: Conner Coffin, Adriano de Souza (campione del mondo in carica), Wiggoly Dantas, Filipe Toledo (vicecampione mondiale) e John John Florence.

Fanning approda in semifinale dove per una singolare coincidenza ritrova il connazionale e amico Julian Wilson. Un anno fa i due si ritrovarono in finale e Julian non esitò un istante a nuotare in soccorso dell’amico nonostante la presenza del bestione marino. Una nuotata eroica che è rimasta impressa come una delle immagini più commoventi di quella drammatica giornata. Un gesto che Fanning non potrà mai dimenticare: “Affrontare Julian in semifinale ha rappresentato un momento speciale, fra i più toccanti della mia carriera.”

 

Trama da film

Il derby australiano viene vinto da Fanning per 17.10 a 15.17. “Congratulazioni leggenda! Grazie per essere tornato”, le parole di Wilson su Instagram al termine della sfida. Ma per alzare la coppa al cielo c’è un ultimo ostacolo, l’hawaiano John John Florence. Nonostante onde non particolarmente alte, la sfida è combattutissima e spettacolare tra due fenomeni della tavola che prediligono stili diametralmente opposti. A spuntarla è Mick grazie a un 9.93 che rasenta la perfezione, e che combinato con un 7.77 gli permetterà di tornare a riva da vincitore del J-Bay Open.
“Non ho parole… Adesso tutto assume un altro sapore. Il mio piano era riparare il torto subìto l’anno scorso e ci sono riuscito.”
Il successo sudafricano lo ha issato in quinta posizione nel ranking della World Surf League nonostante abbia saltato due tappe del circuito: “Davvero? E’ assurdo, ma sono felicissimo. A essere sincero quest’anno non sto proprio guardando ai risultati. Ecco perché mi sento leggero e al top della condizione. Mi sto divertendo come non mai.”

La vittoria in Sudafrica è degna di una trama da film: la tragedia sfiorata, la scelta di fare un passo indietro, il ritorno per esorcizzare quel episodio drammatico e infine la redenzione esattamente nel luogo in cui hai visto la morte in faccia chiudono idealmente il cerchio.
Per Mick Fanning il 2015 è stato un “annus horribilis”: all’attacco dello squalo sono seguiti la morte del fratello e il divorzio dalla moglie. Ora tutto questo è alle spalle. Dopo mesi difficili la sua vita sta lentamente tornando alla normalità. Subire un incidente del genere inevitabilmente ribalta le tue prospettive obbligandoti a rivedere le priorità.
“Andrò a Lower Trestles in California e chiuderò lì la mia stagione. Se dovessi vincere e rimanere in corsa per il titolo mondiale? No, non cambierò idea, non continuerò per nessun motivo. Mettere trofei in bacheca non è più una priorità. Voglio soltanto godermi questo fantastico mondo, esplorarlo e ammirarne le bellezze.”

  •   
  •  
  •  
  •