Vela, Comanche fissa il nuovo record di traversata dell’Atlantico

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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Comanche fissa il nuovo record di traversata dell’Atlantico, e non di poco. La barca americana, infatti, distrugge in un sol colpo il record detenuto da Mari Cha: il nuovo record del team americano ha migliorato di più di un giorno il primato di questa traversata di ben 2880 miglia, pari a circa 5330 chilometri. Una vera e propria impresa condotta dal 100 piedi Comanche che proprio nella mattinata di oggi ha varcato il traguardo immaginario posto davanti a Lizard Point, in Cornovaglia, precisamente sulla costa inglese proprio all’ingresso della Manica. Da Ovest a Est. Il 30 metri statunitense è partito la sera del giorno venerdì 22 luglio ed ha impiegato 5 giorni, 14 ore, 26 minuti e 44 secondi per raggiungere l’altra sponda dell’Oceano Atlantico, con una media di 21,4 nodi. Il record precedente, detenuto dalla due alberi Mari Cha IV, è stato battuto di un giorno, 3 ore e una manciata di minuti, conquistato nel lontano 2003. Al momento sembra davvero una impresa titanica quella di poter migliorare ulteriormente l’impresa di Comanche, di proprietà del multimiliardario Jim Clark, il creatore, per chi non lo sapesse, di Netscape, il primo browser grafico della storia. Grande appassionato di barche, di vela e di traversate, nel 2014 decide di costruire una barca fatta apposta per battere record, una imbarcazioni in grado di unire il meglio di quanto esiste al giorno d’oggi nel mondo della nautica. Un concentrato di hi tech, Comanche porta con sé in dote anche qualcosa di veramente prezioso, di assolutamente italiano. Infatti, l’impianto idraulico da cui dipendono tutte le manovre è firmato da Cariboni di Ronco Briantino. E, per reggere la spinta del vento, si affida a una conchiglia basculante e a derive costruite da Re Fraschini di Legnano.

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Altro grande protagonista di questa impresa storica è l’equipaggio: 17 velisti esperti, di cui nessuno di fama ma tutti ottimi e solidi marinai comandati da Casey Smith, tra questi il navigatore Stan Honey. A quest’ultimo si deve l’individuazione della giusta traiettoria per abbattere il record, vero uomo bussola di altri tempi che, aiutandosi di certo con tutto il meglio che il mondo della tecnologia può offrire, non disdegna quel sesto senso tutto umano che fa di questa traversata una storia da raccontare ai piccoli. Proprio perché questa non è una semplice traversata, ma è la traversata che dal lontano 1905 rappresenta la sfida principe di tutti i velisti. In quell’anno, infatti, il capitano Charlie Barr, al comando di una goletta di 69 metri di nome Atlantic, vince la regata indetta dal Kaiser Guglielmo II, sulla rotta che va da New York a Lizard Point. Era un tempo meno tecnologico e più romantico, in una immagine in bianco e nero della memoria che regalava vere e proprie imprese, a costo di rimetterci la vita su navi a vela, lontane parenti dei moderni oggetti di design. Il nome nuovo si chiama Comanche, dal nome del popolo dei nativi americani, che lancia un guanto di sfida e chissà chi avrà il coraggio, la pazienza e soprattutto i soldi per sfidare l’impossibile su rotte solcate più di un secolo fa da uomini leggendari.

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