Baseball: la Fortitudo Bologna sogna la stella!

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

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La caccia del club Felsineo al decimo titolo nazionale, comincerà ufficialmente giovedì 11 con gara 1 nel fortino – amico del  mitico “Gianni Falchi”.  Di fronte alla favoritissima Fortitudo Bologna scenderà in campo il solito Rimini (che si è sbarazzato agilmente di San Marino in semifinale) dando così vita all’ennesimo capitolo di quella che sembra la storia infinita del diamante italico.

La compagine del capoluogo emiliano e quella romagnola, si sono incontrare in una finale ben 5 volte negli ultimi 5 anni ( Coppa Italia 2012, European Champions 2013, campionato 2014 e 2015) e chi si augura un esito diverso da quello dello scorso anno, è certamente capitan Liverzani , 41enne leader dello spogliatoio targato Fortitudo.

Queste le sue parole riportare sulle colonne del QN sport a 3 giorni dall’inizio della serie decisiva.

Liverzani, pronto per la finale?

“Ci siamo concessi due giorni di lavoro blando, da oggi si comincia a fare sul serio”

Trovate, anzi, ritrovate Rimini, per il terzo anno consecutivo.

“È un anno che aspettiamo questo momento. Non abbiamo dimenticato come abbiamo perso nel 2015. Volevamo Rimini per poter dimostrare qualcosa. Il baseball è bello per questo. Prendi una pacca, cadi a terra come è successo a noi e ti rialzi”.

Scudetto già in cassaforte?

“Assolutamente no, la serie è equilibrata. Rimini è fortissima, ha un monte di lancio notevole e un parco giocatori di tutto rispetto”.

E la Fortitudo?

“Sta crescendo, il clima dei playoff ha alzato la tensione, non possiamo sbagliare.  Con Nettuno è stata difficile la prima sfida. Poi abbiamo rotto il ghiaccio. E se non giochi bene a Nettuno non vinci due partite su tre”.

Zielinski acciaccato alla vigilia di gara uno con Nettuno. Cedeno che si fa male al primo attacco: a quel punto cosa ha pensato?

“È stato un uno-due destabilizzante. Ma è tutto che conviviamo con qualche incertezza. Poi, per uno Zielinski che non ce la fa, ecco Rivero. Manca la stella Cedeno? Abbiamo Fuzzi, che conferma la sua duttilità. Questo è un gruppo vero”.

E lei, da capitano, dà l’esempio

“Ho fatto il mio. Come tutti. Non vai lontano se non sei una squadra vera”.

Solito dilemma: questa è la sua ultima finale?

“Sono anni che tutti gli anni dico che smetto e poi tiro dritto”.

E quest’anno?

“C’è una finale. Il discorso è collettivo, mai soffermarsi sul singolo”.

Però lei corre come un ragazzino e sembra divertirsi.

“Non sembra, mi diverto. Sono stato fortunato. In carriera non ho mai avuto infortuni seri. A lungo andare conta. Penso al manager Lele Frignani è più giovane di me. Ma ha dovuto smetter per gli acciacchi. Sono fortunato”.

Chiudiamo con Cedeno.

“Straordinario.”

All’inizio, lei, qualche dubbio l’aveva.

“Non su Ronny in particolare. Ho visto tanti grandi giocatori. Uomini che avevano alle spalle carriere straordinarie. Non si sono mai adattati.”

E Ronny?

“Fantastico dal primo giorno. Si è calato nella nuova realtà. Ci ha portato, anzi, ci ha regalato il suo professionismo. Ha condiviso le sue esperienze con tutti. E quando i giovani gli chiedono una mano non si tira indietro. Mai. Per noi è un valore aggiunto. Perché da l’esempio. Perché è un campione e fa tutto con grande semplicità”.

 

 

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