Baseball, nel buio della notte risplende il decimo scudetto della Fortitudo Bologna!!

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

Fs
Ore 2 del mattino.  Capitan Liverziani alza al cielo il decimo trofeo nazionale (quello che vale la stella sul petto, per intenderci), fra gli olè dei pochi sostenitori rimasti sui gradoni, ed i fiumi di birra che scorrono inevitabilmente tra tutti i membri del club.

Una serata strana, quella del “Gianni Falchi”.  Cominciata con nuvole gonfie, lampi minacciosi e picchi di umidità toccati soltanto di Ecuador.

Un clima che pareva uscito dalla penna di George R.R. Martin a fare da sfondo ad una finale tra due squadre che non si amano per niente. Tanto è vero che la tensione ha cominciato a serpeggiare sin dai primi lanci (e soprattutto dalla prime chiamate dubbie del signor Silvano Filippo), scaldando un pubblico che sembrava avvicinarsi pericolosamente più al calcio che al baseball.

Sul campo però, nulla di esaltante durante gli inning iniziali, con le situazioni offensive ben gestite dalle linee difensive ed orchestrate magicamente dalla grande classe dei due lanciatori partenti (l’australiano Ryan Searle per la Fortitudo Bologna, il mancino Ricardo Hernandez per i romagnoli).

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Per sbloccarsi , il match è dovuto addentrarsi sino al quarto inning basso, quando una gran valida di Alessandro Vaglio (bravo a riscattare il clamoroso errore di gara 2 costato il match ai felsinei) consente al battitore designato Osman Marval ed al suo compagno Alesandro Sambucci di completare il giro delle basi siglando due punti per Bologna.

Situazione ideale per i favoriti – con un doppio vantaggio in tasca e due lucine gialle sul tabellone(quindi con due eliminati per gli ospiti) – nell’inning successivo madre natura ha deciso di complicare a tutti la nottata.  Una bomba d’acqua della durata di un quarto d’ora ha letteralmente costretto tutti a ripararsi alla disperata, trasformando il diamante da gioco in un laghetto per la pesca sportiva. E quindi? Beh, Rimini e la sua tifoseria speravano in un rinvio(non avendo raggiunto gli inning necessari per omologare il finale, l’incontro si sarebbe dovuto rigiocare), ma la federazione ha concesso un’ora e mezza alla società di casa per tentare di ripulire il terreno di gioco. Neanche a dirlo, si è messa subito in moto una macchina tanto buffa quanto funzionale. Tra inservienti, giocatori e spettatori scesi dagli spalti armati di badile, si contavano almeno 30 persone impegnate a salvare il continuo della partita.

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Ci sono voluti quasi 90 minuti per rendere “agibile” il terreno dello stadio bolognese e far ripartire il match. Tuttavia, una tregua durata pochissimo, giusto il tempo per la F di cambiare il lanciatore partente  Ryan Searle  con il rilievo  Raul Rivero( bravo ad eliminare Desimoni, Retrosi e Flores )prima di entrare nel sesto inning basso e di doversi fermare per l’ennesimo rovescio. Stavolta i “numeri legali” per chiudere l’incontro anzi tempo ci sarebbero già, e della trentina di sgobbatori visti prima infangarsi  le scarpe pur di drenare il terreno, adesso non vi è più traccia. A prendersi le gocciolone sulla testa ci sono appena tre signori (il numero minimo richiesto dal regolamenti in questi casi) ed è evidente che più di tanto non riescano a fare.

Il match resta bloccato per altre 2 ore, ma una volta appurata l’impossibilità di riprendere, gli arbitri decidono di chiudere definitivamente il duello. Una finale non esaltante ma certamente paticolare. Un meritato successo della Fortitudo Bologna (al netto delle polemiche riminesi)  che ha dominato il campionato e che adesso potrà fregiarsi di una stella lucene sul petto!

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