Beach volley, Marta Menegatti e Viktoria Orsi Toth a caccia della gloria olimpica

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

marta menegatti

Tra le discipline più attese agli imminenti Giochi olimpici c’è sicuramente il beach volley. L’Italia della sabbia schiererà nel suggestivo scenario della Copacabana tre coppie: Marta Menegatti e Viktoria Orsi Toth, Paolo Nicolai e Daniele Lupo, Alex Ranghieri e Adrian Carambula. Per la prima volta nella storia l’Italia potrà contare su due formazioni in campo maschile, mentre in quello femminile era già accaduto a Sidney 2000.
Le speranze azzurre sono riposte soprattutto nella coppia Menegatti-Orsi Toth. Per Marta si tratta della seconda esperienza a cinque cerchi, mentre per Viktoria sarà la prima volta. La coppia, nata nel 2013, si affaccia alle Olimpiadi forte di una stagione fin qui molto positiva sotto il profilo dei risultati, anche se senza acuti. Bisognerà allora ripartire dal successo nell’Open di Sochi del settembre scorso, la loro prima medaglia d’oro nel World Tour.

“La qualificazione olimpica è un grande traguardo per noi – racconta Marta in un’intervista al sito della Federvolley internazionale (cev.lu) –. Da quando abbiamo iniziato il nostro cammino insieme abbiamo sperimentato difficoltà, gioie e delusioni. Ma la cosa più importante è che siamo cresciute come squadra, in particolare grazie al nostro staff che ci ha sostenuto in ogni momento permettendoci di migliorare giorno dopo giorno con pazienza e determinazione.”

Quattro anni fa il sogno olimpico di Marta Menegatti, con la partner Greta Cicolari, si infranse ai quarti di finale contro le statunitensi Kerry Walsh e Misty May-Treanor, poi future campionesse olimpiche.
“A Londra era una Marta meno esperta e più giovane – spiega –, adesso mi sento più matura e preparata per affrontare un evento di tale portata. Sarà fondamentale non sottovalutare nessun avversario e nemmeno sopravvalutare le altre coppie, scenderemo in campo per lottare su ogni pallone. Avremo di fronte le campionesse del mondo e d’Europa, ma noi dovremo pensare esclusivamente a noi stesse perché solo così potremo toglierci delle soddisfazioni.”

Per Viktoria Orsi Toth si tratta dell’esordio assoluto ai Giochi olimpici, ma la beacher nativa di Budapest non sente alcun timore reverenziale.
“Non sento alcuna pressione. Le Olimpiadi rappresentano il massimo per ogni atleta perciò non vedo l’ora di giocare. E poi rappresentare il proprio Paese è un grande onore e un privilegio. A Rio daremo il massimo.”

L’esperienza di Londra è certamente preziosa ma per fare una grande Olimpiade ci vuole ben altro e Marta lo sa bene.
“Ora sono più matura e so come gestire al meglio le emozioni e la pressione che inevitabilmente affiorano nel corso di una manifestazione del genere. Credo fortemente nella squadra e nel lavoro che abbiamo fatto finora. L’esperienza di Londra fa parte del passato perché ogni torneo e ogni partita è una storia a sé. Con Viky vogliamo lottare per qualcosa di grande.”



Il percorso della coppia azzurra è però denso di insidie, a partire da un sorteggio tutt’altro che agevole.
“Dobbiamo pensare a noi stesse e non al sorteggio – sentenzia Viky –. Guardando indietro mi rendo conto che con Marta abbiamo fatto grandi cose in questi tre anni. Ogni momento vissuto insieme è stato speciale. E’ giunto il momento di goderci la nostra prima Olimpiade, unite più che mai.”

“Attualmente siamo in ottava posizione nella classifica olimpica – conclude Marta – e tra l’altro siamo la squadra più giovane nella top ten. Quindi è chiaro che il nostro viaggio finora è stato grande. Le Olimpiadi sono solo un altro passo nella nostra crescita come squadra: Rio chiude un ciclo olimpico, ma allo stesso tempo ne apre un altro.”

Le valigie sono chiuse, cariche di sogni e di speranze. Marta e Viktoria sono pronte a rincorrere il sogno a cinque cerchi e a portare l’Italia laddove nessuno prima c’era mai riuscito. In bocca al lupo ragazze!

 

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