Bunjee jumping da “brivido” sul ponte Salle

Pubblicato il autore: Daniela Segui

67975_700xUn’atleta resta impigliata sull’elastico del bunjee jumping tanto da risultare impossibile risalire. Intervenuti i soccorsi in elicottero per potere recuperare la giovane, per fortuna indenne dall’incidente. I fatti sono accaduti all’incirca un mese fa, ma la notizia desta ancora tanto clamore. La sportiva in effetti poteva “restarci secca” da questo brutto incidente, e se non fossero intervenuti prontamente i soccorsi in elicottero, per lei la disavventura sarebbe finita davvero molto male. Per fortuna, questa volta tutto è bene quel che finisce bene. I fatti sono successi il 17 luglio in Abruzzo presso il ponte Salle sul fiume Orta da dove la ragazza di anni venticinque, ha effettuato il fatidico “lancio”. Tutto appariva come una semplice giornata di svago e “pura adrenalina”: una volta saltata giù dal ponte, la protagonista avrebbe provato quei brividi e quelle emozioni che soltanto una jumper può e riesce a sentire. Evidentemente qualcosa è andato storto. A quanto pare, la jumper poco prima di lanciarsi nel vuoto, come accade a tutti le prime volte del resto, ha avuto un istante di blocco e agitazione tanto, secondo ricostruzioni, da non rimbalzare sull’elastico così come  richiede la prassi, ma da frenare la risalita e infine avvilupparsi sulla stessa molla che le ha consentito il fatidico lancio. La situazione è apparsa subito seria: in quelle condizioni nessuno potrebbe più risalire dal vuoto in cui si trova ed è stata chiara la necessità del pronto intervenuto in elicottero. Per la giovane, appesa “a un filo” non più pura adrenalina, bensì terrore: sospesa a tanti metri da terra, a testa in giù e senza possibilità di risalire, ha temuto davvero il peggio come lo spezzarsi della corda o la posizione troppo scomoda per poterci restare a lungo. Fortunatamente tutto è andato per il meglio. La sportiva è stata “ripescata” appena in tempo, disincastrata e infine fatta planare dolcemente a valle da dove i soccorsi hanno potuto condurla al più vicino ospedale. Niente di rotto per fortuna e nessuna ferita per lei, solo un grande spavento e la probabile ripromessa di non riprovarci più o di vincere il panico connesso a tale disciplina. In effetti non è stato facile per lei, nonostante i buoni propositi iniziali, mantenere la calma una volta salita sulla sommità, sapere di doversi lanciare nel vuoto a decine di metri più in basso, guardare quello stesso spazio da dove poi sarebbe caduta liberamente e senza freni. Effettivamente la cosa spaventa chiunque e, c’è da scommettersi, anche i più avventurosi prima di compiere il gesto hanno dovuto combattere per anni contro la paura del “salto nel vuoto”. C’è chi si prepara psicologicamente alla cosa, altri tentano di fare simulazioni anche al computer prima di compiere il gesto, altri ancora credono che una volta saliti in alto, passi ogni timore. Evidentemente, e l’esempio della venticinquenne l’ha dimostrato, non sempre è così. Resta poi da considerare che il bungee jumping potrebbe rivelarsi anche mortale, come tutti gli sport estremi: non rari infatti episodi di elastici spezzati, salti non effettuati correttamente con conseguenze più o meno gravi, attacchi di panico con interventi di paramedici e chi più ne ha più ne metta. Gli esperti, ovviamente, consigliano cautela e estrema certezza prima di effettuare un “passo del genere”.

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