Buon compleanno Paralimpiadi! Cent’anni di storia e un’ edizione da record.

Pubblicato il autore: matteo lanzi Segui

Cento di questi giorni.E’ il caso di dirlo,ed è un bene che si dica. Fra pochi giorni (esattamente il 7 Settembre) a Rio inizierà l’edizione numero 15 delle Paralimpiadi, a 100 anni dalla prima volta.Un’edizione da record, con 4.350 atleti provenienti da 160 Paesi diversi. Una storia lunga un centenario, una storia di uguaglianza cercata e piano piano ottenuta, non senza difficoltà..
In principio fu George Eyser. Americano, amputato a una gamba, vinse 6 medaglie nelle Olimpiadi del 1904, svoltesi a St.Louis,tra cui l’oro nel volteggio. Anche dopo la competizione rimase in una società sportiva di St. Louis come atleta. Il successo riecheggiò in modo clamoroso, e creò i presupposti per quello che diventarono poi le Paralimpiadi.
Nel primo dopoguerra, molti veterani furono costretti a rimanere su sedie a rotelle a causa di gravi lesioni spinali, con il rischio concreto di rimanere in disparte e senza futuro. Ma un giorno a Stoke Mandeville, nell’ospedale di Buckinghamshire, arrivò il dottor Guttman ,che rimise i lesionati in condizione di muoversi, grazie a speciali terapie e allo sport competitive. Così, nell’Agosto del 1948, nel giorno dell’apertura delle Olimpiadi di Londra, si aprirono anche i giochi di Stoke Mandeville, a cui parteciparono 16 militari e un numero non precisato di donne ferite in guerra.
L’evento del dottor Guttman divento’ annuale e inizio’ a godere di grandissima fama, tanto da ricevere nel 1956,durante le Olimpiadi di Melbourne,la Coppa Fearnely,trofeo dedicato a chi si distingueva per meriti eccezionali nel nome dell’Olimpismo.Era la prima volta che tale premio veniva assegnato a organizzazioni che si occupavano di sport paralimpico.
Se il padre a livello internazionale dello sport paralimpico è Guttman, in Italia ebbe un ruolo di spicco il professor Di Maglio, che ricoprì nel nostro Paese il ruolo che il collega britannico ebbe Oltremanica:nel 1957 fu nominato primario del Centro paraplegici di Ostia “Villa Marina”,luogo che ebbe lo stesso ruolo  in Italia dell’ospedale di Stoke Mandeville.Lì il professor Di Maglio iniziò delle ricerche sul recupero di pazienti dal punto di vista fisico tramite lo sport competitivo, con ottimi risultati, tanto da creare le basi per la fondazione, nel 1974, dell’Associazione nazionale per lo sport dei paraplegici italiani (ANSPI),primo ente ufficiale che disciplinava lo sport per persone con disabilità in Italia.
I primi giochi Paralimpiadi a tutti gli effetti sono quelli del 1960,svoltisi a Roma dove, tra l’altro, l’Italia fece un’ottima figura, piazzandosi prima nel medagliere con 82 medaglie, di cui 28 d’oro. Fu un’edizione storica poichè fu la prima a svolgersi lontano da Stoke Mandeville e perchè, per la prima volta, gli atleti paralimpici ( 400 da 23 paesi diversi) condivisero gli stessi ambienti di quelli normodotati. Da quell’edizione in poi si decise che le Paralimpiadi avrebbero dovuto svolgersi con la stessa cadenza delle Olimpiadi, ma si dovette aspettare il 1988 e l’edizione di Seul per avere anche la concomitanza di sede oltre a quella di data. Col tempo arrivò una sempre maggiore considerazione, un sempre maggior interesse e una sempre maggiore copertura televisa. Per l’edizione di Rio, per la prima volta, la fiamma è stata accesa a Stoke Mandeville , in onore al dottor Guttman.Giochi Paralimpici

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