Da Rio a Tokyo 2020, verso un’olimpiade di innovazione, tecnologia e speranza

Pubblicato il autore: stefano bellachioma Segui

tokyo 2020LA DEBACLE BRASILIANA
Dei giochi olimpici di Rio de Janeiro e delle vicende ad essa collegate si può parlare per ore, ma ciò che proprio non si può dire è che siano stati un grande successo. Il pubblico, a parte questi ultimi giorni in cui si sono svolte le discipline più “importanti”, è sempre stato numericamente molto scarso. Le platee gremite si sono viste solo in occasione dei grandi appuntamenti dell’atletica leggera e poche altre volte, ad esempio le partite di volley e di calcio giocate dal Brasile, durante le quali i tifosi brasiliani non hanno dimostrato un grande spirito sportivo.  Inoltre, complice il momento di difficoltà politico-economica, le gravi mancanze della macchina organizzativa brasiliana e le tensioni tra la popolazione e la polizia hanno messo in mostra i molti problemi di quel paese che, fino a due anni fa, dava l’impressione di essere in grado di ospitare delle grandi olimpiadi (le prime in Sud America).

VERSO TOKYO 2020
Dopo questa non esaltante edizione sudamericana, e in attesa dell’assegnazione dei giochi del 2024 (per i quali Roma sembra favorita), la palla passa al continente asiatico. Infatti la prossima città nella quale arderà la fiaccola olimpica sarà Tokyo. Non è la prima volta per il Giappone, infatti il paese del Sol Levante ospitò le olimpiadi nel 1964, quattro anni dopo Roma 1960 (il caso non esiste).

INNOVAZIONI E TECNOLOGIA
Quella di Tokyo si prevede sarà un’olimpiade all’insegna del cambiamento della tecnologia e dell’ambiente.
Il CIO sta discutendo l’introduzione di cinque nuovi sport che potrebbero diventare olimpici a partire dal 2020: baseball, karate, skateboard, surf e climbing. Il karate fa parte della cultura giapponese e sicuramente verrà accolto favorevolmente dal comitato. Per quanto riguarda i restanti quattro, a parte il baseball che è uno sport di squadra, gli altri sono molto diversi dalle tradizionali discipline olimpiche, ma sono attività che stanno riscuotendo sempre più successo, soprattutto per il fatto che sono praticabili in ambienti urbani (skateboard e climbing). La decisione definitiva sarà presa nel 2017.
Come nella migliore tradizione giapponese degli ultimi decenni, la robotica sarà un elemento caratterizzente. I turisti che arriveranno in occasione dell’evento sportivo potranno scegliere di farsi “accompagnare” da dei robot (probabilmente con sembianze molto simili a quelle umane), che daranno consigli su come muoversi e quali luoghi visitare, evitando così di perdersi tra le vie di Tokyo. Inoltre la compagnia Robot Taxi Inc. sta progettando la creazione di veicoli senza guidatore che porteranno i visitatori dai luoghi di soggiorno agli stadi.

UN PROGETTO ECOLOGICO
L’ambiente è un tema molto forte in da queste parti. Dopo il disastro di Fukushima i giapponesi avranno la possibilità di mostrare quanto siano andati avanti nello sviluppo delle green technologies. Infatti gli ingegneri stanno lavorando per costruire un villaggio olimpico totalmente alimentato ad idrogeno. Questo si collega ad un progetto più ampio del governo del Giappone, che dal 2011 sta cercando di sviluppare un sistema energetico alternativo ed ecologico. Se questo banco di prova “olimpico” dovesse portare ad un successo questa tecnologia potrebbe successivamente essere applicata anche al resto del paese, e non solo.
Un progetto olimpico molto ambizioso e non facile da attuare, ma si conoscono bene il temperamento e il nazionalismo (nel senso più genuino del termine) dei giapponesi che impiegheranno il 120% delle loro forze per raggiungere i loro obiettivi. E Shinzo Abe col cappello di Super Mario rende l’idea!

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