Esclusiva SN, Klaus Dibiasi: “Per le Olimpiadi nei tuffi i cinesi sono avanti a tutti, ma vedo bene la Cagnotto”

Pubblicato il autore: Maurizio Ribechini Segui
DibiasiIn occasione dei campionati europei di Dragon Boat che si sono svolti in questo weekend appena trascorso all’EUR a Roma, SuperNews ha intervistato in esclusiva Klaus Dibiasi.
Nato in Alto Adige nel 1947,  è praticamente una leggenda vivente del mondo dei tuffi, dove ha letteralmente dominato i salti dalla piattaforma negli anni Sessanta e Settanta. Dibiasi è stato tre volte campione olimpico (a Città del Messico nel 1968, a Monaco di Baviera nel 1972 ed a Montreal nel 1976), due volte campione del mondo e due volte campione d’Europa, sempre dalla piattaforma; ha anche vinto diverse medaglie internazionali nei salti dal trampolino.
Vediamo che cosa ci ha detto.

Dibiasi, cosa si prova a essere definito “l’uomo che ha cambiato il mondo dei tuffi, come i Beatles hanno cambiato quello della musica”?
“E’ una frase che ha detto di me Giorgio Cagnotto e sono fiero di questo, perchè lui è stato per anni il mio antagonista sul trampolino ma anche il miglior amico di sempre: abbiamo fatto una vita di sport insieme. Sentire queste parole da parte sua è stato emozionante.”

Come è cambiato il mondo dei tuffi negli ultimi quarant’anni?
“Noi italiani una volta eravamo i più preparati anche atleticamente, adesso il tuffatore invece deve fare una preparazione particolare e cominciare molto presto, a 6-7 anni di età, un po’ come nella ginnastica, che anzi inizialmente è utile per fare poi i tuffatori. Ci vogliono comunque una decina di anni di allenamenti per arrivare a un livello internazionalmente interessante.”

Guardando alle imminenti olimpiadi di Rio de Janeiro, quali possibilità di medaglia crede che ci siano per gli italiani?
“Nei tuffi l’Italia manda a Rio una squadra con quattro maschi e quattro femmine. Le speranze sono molto elevate, anche se chiaramente non facciamo pronostici prima del tempo, perché questo sport è un po’ come un gioco: nessuno può avere mai certezze o può sentirsi con la medaglia al collo prima di partire. Ricordo che i tuffi in gara sono cinque per le donne e sei per gli uomini, quindi un piccolo errore a livello mondiale può essere fatale e compromettere una buona prestazione. I nostri ragazzi sono molto preparati, in primo luogo Tania Cagnotto che a Londra è stata sfortunata. Per l’oro credo che i cinesi siano molto avanti sia nell’individuale che nel sincro, hanno una scuola che viene da lontano. Quando io gareggiavo i cinesi non c’erano fra gli avversari ma si sentiva comunque dire che ai Campionati Asiatici avevano fatto più punti di quanti ad esempio ne avevo fatti io in preparazione delle Olimpiadi di Montreal, dove poi avrei vinto l’oro”. Ricordiamo che dopo aver smesso di gareggiare da atleta, Klaus Dibiasi è stato l’allenatore della squadra olimpica italiana in quattro edizioni dei Giochi: nel 1980 a Mosca, nel 1984 a Los Angeles, nel 1988 a Seul e nel 1996 ad Atlanta. Poi è stato Team Leader nel 2004 ad Atene e nel 2008 a Pechino e infine Dirigente responsabile a Londra 2012.  Di fatto quindi, fra atleta, allenatore e dirigente ha partecipato a ben 11 edizioni delle Olimpiadi. È inoltre membro della commissione tecnica per i tuffi della LEN (Lega Europea di Nuoto) e della FINA (Federazione Internazionale di Nuoto).

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