Italia a Rio 2016: quanto potrà resistere ancora così in alto nel medagliere?

Pubblicato il autore: Mattia Fumarola Segui
Fonte: Eurosport

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In questi primi giorni olimpionici stiamo assistendo a grandi risultati della nostra Italia a Rio 2016: attualmente ci troviamo in quarta posizione con 3 ori (Daniele Garozzo nel fioretto, Niccolo Campriani nella carabina e il debuttante olimpico Fabio Basile nello judo), 4 argenti (Giovanni Pellielo nel trap, Rossella Fiamminho in spada, Odette Giuffrida nello judo e la coppia Cagnotto-Dallapè nei tuffi da 3 metri) e 2 bronzi (Gabriele Detti nei 400 stile libero ed Elisa Longo Borghini sulla corsa in linea) subito dopo a Stati Uniti, Cina ed Australia. Ieri sera, addirittura, la spedizione azzurra ha sfiorato la vetta della classifica con la finale di trap con l’argento di Jonny Pellielo che non è stato oro per due errori consecutivi nella finalissima contro il campione croato Glasnovic. Tra gli altri piccoli rammarichi di questa prima parte delle Olimpiadi troviamo il fiorettista Giorgio Avola che ha perso i quarti di finale da 14-8 a 15-14 contro l’americano (poi finalista) Massialas e il trio femminile Mandia- Boari- Sartori che hanno perso in semifinale contro la Russia per 5 a 3 senza conquistare nemmeno la medaglia di bronzo nella finale terzo e quarto posto contro Taipei.

Nonostante ciò, è inutile dire nuovamente che l’Italia a Rio 2016 sta svolgendo un’eccellente Olimpiade, fatta di grandi soprese da parte dei giovani e di ottime conferme. Ma la domanda che ora sorge spontanea ce la stiamo ponendo in molti: per quanto tempo riusciremo a restare così in alto nel medagliere prima di subire qualche crollo? Ci sono ancora numeriose competizioni in cui l’Italia potrà dire la sua e portare a casa qualche altra medaglia importante, ma venerdì 12 inizierà l’atletica e, come ben sappiamo, non siamo mai stati eccessivamente forti in quell’ambito: nella maratona abbiamo ancora Daniele Meucci e Ruggiero Pertile, due corridori dalla grande esperienza ma dall’età avanzata (Meucci 31 ma in particolare Pertile che è un classe 74) che quindi non sembrano particolarmente competivi con i soliti mostri africani di Kenya o Marocco. Tra gli uomini, in generale, non sembrano esserci grosse speranze di medaglie, anche se Matteo Galvan alla 200 e 400 metri potrebbe regalarci qualche sorpresa o comunque dei buoni risultati, mentre al triplo c’è ancora una volta Fabrizio Donato, reduce dal bronzo olimpico a Londra 2012. Rimane il grosso rammarico per la perdita di Gianmario Tamberi al salto in alto, a causa di quel drammatico infortunio che gli ha vietato l’Olimpiade, senza dimenticare l’ennesima possibile squalifica per Alex Schwarzer, che comunque si trova a Rio ad allenarsi in attesa dei risultati definitivi di domani.
Tra le donne, invece, troviamo nella 400 una motivatissima Libania Grenot che nei meeting precedenti ha dimostrato un’ottima condizione fisica con dei grandi risultati esaltati fieramente da lei stessa, insieme alle sue compagne di staffetta Chiara Bazzoni, Elena Maria Bonfanti e Marta Milani che (si spera)  daranno il massimo per portare a casa qualcosa di buono dalla gara a squadre; mentre, tra le altre gare in cui potremmo essere competitivi, ci sono Alessia Trost nel salto in alto e Maria Elisa Rigaudo nella marcia 20 km.

In generale, si può dire che anche in questa edizione molto probabilmente ci sarà una prevedibile discesa nel corso delle gare di atletica leggera, per cui grosse speranze di medaglia vanno riposte in queste gare che stiamo vivendo attualmente.

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