“Lo sponsor ha influenzato la selezione degli atleti”, l’accusa alla squadra olimpica del Sudan del Sud

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui
Sudan del Sud
La squadra olimpica del Sudan del Sud è nell’occhio del ciclone per le accuse relative all’influenza e alla pressione che un famoso sponsor pare abbia esercitato affinché determinati atleti venissero selezionati per Rio 2016 a discapito di altri.Ben due corridori sui tre iscritti dalla squadra del Sudan del Sud, infatti, sono stati sostituiti dal Comitato Olimpico Nazionale, nonostante i loro nomi fossero stati precedentemente selezionati dalla Federazione di Atletica del loro paese.Lo rende noto un recente e più che approfondito servizio pubblicato dal “The Guardian”.

Il segretario generale del Comitato Olimpico Nazionale del Sudan del Sud, Tong Chor Malek Deran, avrebbe addirittura dichiarato, nel corso di alcune interviste o tramite dichiarazioni pubbliche, di essere stato sostanzialmente pressato affinché venisse selezionata la velocista Margret Rumat Rumar Hassan, essendo la protagonista principale di una campagna pubblicitaria della Samsung, nonostante lei non fosse assolutamente l’atleta più veloce del suo paese.
La Samsung ha, ovviamente, negato qualsiasi influenza o pressione nei confronti della squadra del Sudan del Sud. La stessa azienda ha inoltre rilasciato una nota ufficiale con la quale, per l’appunto, si è cercato di sottolineare che “la Samsung non ha alcun accordo di sponsorizzazione con la squadra del Sudan del Sud” e sopratutto che “la Samsung non è mai stata coinvolta nelle decisioni del Comitato Olimpico Nazionale del Sudan del Sud.”

Il Sudan del Sud è la più giovane nazione del mondo, nata dalle ceneri di una devastante e brutale guerra civile che si è protratta per oltre quattro decenni. Ha ottenuto la sua indipendenza nel 2011, ma al suo interno, oltre a numerosi problemi come la carestia e la siccità, continuano a riemergere numerose e pericolose lotte intestine.Quelle di Rio 2016 saranno le prime Olimpiadi alle quali questo paese prenderà parte. La delegazione del Sudan del Sud è composta da un piccolo manipolo di atleti che gareggerà solo nelle competizioni dell’atletica. Nessuno degli atleti presenti è riuscito a registrare i tempi necessari ad ottenere la qualificazione automatica ai giochi, di conseguenza la Federazione di Atletica del Sudan del Sud ha dovuto indicare due corridori, per farli partecipare, in rappresentanza del proprio paese, ai giochi olimpici.

La scelta era ricaduta su Mangar Magur Chuot, campione nazionale in carica per i 200 metri il cui miglior tempo è a soli 0,26 secondi sopra il tempo di qualifica automatica, e Santino Kenyi, che ha stabilito il nuovo record nazionale del Sudan del Sud nei 1500 metri ai recenti Giochi Africani.

Kenyi parteciperà alle olimpiadi. Chuot invece, dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale, nello scorso dicembre, che lo inseriva nella squadra in partenza per Rio de Janeiro, giovedì scorso, tramite mail, è stato informato di non far più parte della selezione. Al suo posto il Comitato Olimpico Nazionale ha indicato Hassan e il maratoneta Guor Marial.

La Federazione di Atletica del Sudan del Sud ha reagito duramente a questa imposizione, rivolgendosi anche alla IAAF affinchè venisse impedita la partecipazioone di Hassan e di Marial ai Giochi. Nella lettera ufficiale invita dal segretario generale della Federazione di Atletica del Sudan del Sud, Jimmy Long John, si afferma chiaramente che “nessuno di questi due atleti era stato selezionato dalla Federazione di Atletica per partecipare ai Giochi e, di conseguenza, si richiede di intervenire tempestivamente affinchè venga cancellata la loro iscrizione in qualità di atleti rappresentanti il Sudan del Sud alle Olimpiadi.
Lo stesso segretario generale della Federazione di Atletica del Sudan del Sud ha poi ribadito, anche tramite il The Guardian, che “il nostro paese ha bisogno dei suoi atleti migliori per gareggiare in questa competizione.”

Il segretario generale del Comitato Olimpico Nazionale ha subito replicato dicendo che “avremmo voluto inviare una delegazione più numerosa a Rio, ma le regole non ce lo permettono e quindi non ci è concesso questo privilegio. Sono molto dispiaciuto, ma questa è la situazione del Sudan del Sud.”

Eppure i dati sono piuttosto evidenti. Hassan non è la corridrice più veloce del suo paese. Ai recenti Giochi Africani di Durban fece registrare il tempo di 27.61 nei 200 metri. A differenza, ad esempio, della sua connazionale, Viola Lado, che ottenne il tempo di 26,98, stabilendo il nuovo record nazionale del Sudan del Sud in quella competizione.

Chuot invece, che ha il doppio passaporto (Australia e Sudan del Sud) detiene in record nazionale dei 200 metri maschili ed è stato campione nazionale australiano nel 2014. Nel 2016 ha scelto di correre per il Sudan del Sud in onore di suo padre, Makur Chuot, che era stato ucciso durante la sanguinosa guerra civile di quei terriori.

“Ha dovuto lottare per salvare il suo popolo, ed è morto facendolo. E’ morto da eroe”, ha detto al THe Guardian in una lunga intervista prima della sua partenza per Rio.

Chuot fu costretto a fuggire, giovanissimo, dalla sua terra e dopo aver trascorso ben otto anni in un campo profughi in Kenya, lui e la sua famiglia sono stati reinsediati in Australia. Qui venne scoperto e lanciato come corridore, ottenendo ottimi risultati e vincendo anche il titolo di campione nazionale nei 200 metri nel 2014. A Giugno di quest’anno, a Durban, dopo aver deciso di correre per il Sudan del Sud, ha stabilito il nuovo record per il suo paese.

Il suo allenatore, Lindsay Bunn, che lo aveva scoperto e incoraggiato in Australia, dopo questa assurda esclusione dai Giochi si è detto preoccupatissimo per lui: “La mia preoccupazione principale riguarda la salute di Mangar. Sono davvero preoccupato per lui. Questa storia lo ha assolutamente devastato. Un atleta si allena per anni, tutti i giorni, per raggiungere questo obbiettivo e poi, una settimana prima dei Giochi, viene scaricato via e-mail, nonostante lui sia chiaramente il miglior corridore del suo paese. In tutti i miei anni impegnati costantemente nello sport non ho mai assistito ad un abuso più disgustoso di questo”.

Bunn ha inoltre dichiarato di aver presentato una denuncia, sostenuta dalla Federazione di Atletica del Sudan del Sud, alla Corte di Arbitrato per lo Sport, affinchè si intervenga prima del 5 agosto, data iniziale dei Giochi Olimpici di Rio 2016.

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