Medagliere Rio ’16, Italia 9^ per la terza volta consecutiva

Pubblicato il autore: Giovanni Romagnoli Segui

Olimpiadi Rio 2016
Grazie al Bronzo di Frank Chamizo (lotta libera 65 Kg) e l’Argento nel volley conquistati ieri, domenica 21 agosto, l’Italia chiude con altre due medaglie la sua avventura nei Giochi della XXXI Olimpiade disputati a Rio de Janeiro iniziati lo scorso 5 agosto 2016.
Un’edizione, quella di Rio, che per l’Italia si conclude con alcune delusioni, ma anche con grandi gioie, sopratutto alcune inaspettate, che hanno portato gli azzurri a chiudere in 9^ posizione nel medagliere con 28 medaglie complessive (8 Ori, 12 Argenti, 8 Bronzi).

Dopo i noni posti di Pechino 2008 (8 Ori, 9 Argenti, 10 Bronzi) e di Londra 2012 (8 Ori, 9 Argenti, 11 Bronzi), ecco dunque che la spedizione italiana torna in patria nella stessa posizione delle due precedenti Olimpiadi, dimostrando che probabilmente questa è la sua attuale dimensione.

L’exploit di Atlanta ’96, di esattamente venti anni fa, dove l’Italia si classificò in 6^ posizione grazie alle 35 medaglie conquistate (13 Ori, 10 Argenti, 12 Bronzi) ad oggi sembra un miraggio, ma con un pizzico in più di fortuna non è un traguardo così irraggiungibile nelle prossime edizioni. C’è infatti un bel bottino di medaglie di legno (i quarti posti per intenderci, che a Rio sono stati 10) e una schiera di atleti che per un motivo o per un altro non hanno ottenuto una medaglia che i pronostici gli avevano invece già messo al collo.

Numeri che calano dunque rispetto anche alle 34 medaglie di Sydney 2000 (13 Ori, 8 Argenti, 13 Bronzi) e alle 32 di Atene 2004 (10 Ori, 11 Argenti, 11 Bronzi), ma in rialzo dopo le 27 di Pechino e in perfetta sintonia con le 28 di Londra di quattro anni fa. Numeri comunque positivi, come conferma anche il Presidente del CONI Giovanni Malagò. “Credo che l’Italia abbia fatto una bella figura, sono orgoglioso di essere non solo Presidente del CONI ma soprattutto un italiano. Potevamo vincere qualche medaglia in più anche se le indicazioni alla vigilia erano più pessimistiche. Però le Olimpiadi sono queste: i quarti posti, 10 contro gli 8 di Londra, il programma penalizzante, le sfortunate coincidenze come quelle legate a Nibali e a Mangiacapre. La giornata di chiusura è eloquente perché rappresenta lo specchio di quello che è la spedizione italiana a Rio, con l’imponderabile che fa la differenza. Ringrazio la Federciclismo, la Federginnastica, la FIJLKAM e la Federvolley protagoniste comunque delle ultime gare. Davanti all’Italia ci sono tutte nazioni che hanno più abitanti di noi, tranne la Corea. Ho sofferto molto in questi 16 giorni, mi sono ammalato subito ma avevo il dovere di esserci sempre e comunque. Essere vicino agli atleti, tra loro. Ho provato un senso di fierezza ogni volta che ho sentito l’inno e visto sventolare il tricolore, per il significato rivestito e per tutte le persone che si sono prodigate per raggiungere questi straordinari risultati. Sono felice che tutti siano rimasti soddisfatti del servizio offerto agi atleti, merito del lavoro svolto dalla struttura guidata con  dal Capo Missione Carlo Mornati, delle scelte operate per la preparazione e gli investimenti mirati profusi nella pianificazione. Si tratta di operazioni partite da lontano e che hanno visto sviluppare progetti con molte Federazioni, senza lasciare nulla al caso, con lungimiranza. Casa Italia è stato il nostro fiore all’occhiello, regalando un affettuoso abbraccio a chi ci ha seguito, costituendo un punto di riferimento insostituibile”.

Parlando ancora di numeri e curiose statistiche, nell’edizione delle Olimpiadi appena conclusa l’Italia ha mandato a medaglia 15 regioni, contro le 13 della precedente, tra le spicca il Lazio e Roma in particolare con 6 medaglie. Parlando invece di età, Giannelli nel volley, con i suoi 20 anni, e il 46enne Pellielo nel tiro a volo, entrambi medaglia d’argento, sono rispettivamente l’atleta più giovane e quello più longevo finiti sul podio a Rio. Il bronzo del Settebello e l’argento dl Setterosa hanno fatto si che per la prima volta due squadra della stessa disciplina (la Pallanuoto) finissero contemporaneamente sul podio. Applausi anche per Niccolò Campriani che è il 5° azzurro della storia a vincere 2 ori individuali nella stessa edizione, ma anche per Elia Viviani che ha conquistato il primo oro azzurro nell’omnium. E come dimenticare la coppie Cagnotto-Dallapè (prima medaglia olimpica femminile nella storia dei tuffi in Italia) e Lupo-Nicolai (prima medaglia nella storia del beach volley).

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