Olimpiadi Rio 2016, l’Italia se ne va dal Brasile con un ottimo bottino

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

PaltrinieriOlimpiadi Rio 2016, la spedizione azzurra chiude al nono posto nel medagliere con 8 ori e 28 medaglie, stesso numero di Londra, ma con più argenti. I nostri atleti erano arrivati in Brasile senza il favore dei pronostici, invece tornano da quest’Olimpiade con più allori di quelli che ci si aspettava alla vigilia. Dalla scherma sono arrivate in tutto quattro medaglie (a Londra ne erano arrivate addirittura sette), la prima con l’argento della Fiamingo nella spada individuale, risultato eguagliato dalla Di Francisca nel fioretto e dalla spada a squadre maschile che non è riuscita ad avvicinarsi all’oro, che invece non è sfuggito a Garozzo che ci ha regalato la seconda medaglia del metallo più pregiato e la numero 201 della storia. Fabio Basile nel judo 66 kg maschile si è preso il primo oro per gli azzurri e il 200esimo nella nostra storia olimpica, Odette Giuffrida nella categoria 52 kg femminile prende un bellissimo argento. Nella categoria della lotta arriva il bronzo per Franck Chamizo che poteva aspirare anche a qualcosa di più. La vera “gallina dalle uova d’oro” è stata la disciplina di tiro in tutte le sue forme, la quale ha visto gli atleti azzurri salire sette volte sul podio: Campriani si è preso l’oro due volte, sia nella carabina 10 mt. per poi bissare nella carabina 50 mt. tre posizioni; Giovanni Pellielo da buon highlander si prende l’ennesima medaglia, l’argento nella fossastesso risultato per Marco Innocenti nel double trap; nello skeet femminile la bellissima doppietta della coppia azzurra Bacosi-Cainero, le quali sono salite sui primi due gradini del podio; nella categoria maschile vittoria per Gabriele Rossetti. In vasca Gabriele Detti si prende due bronzi, il primo nei 400 sl, il secondo nei 1500 sl dove Paltrinieri vince l’oro da dominatore. In acque libere nei 10 km la Bruni conquista l’argento dopo la squalifica dell’avversaria francese che l’aveva trattenuta irregolarmente. Dai tuffi arrivano finalmente le medaglie che premiano la carriera di Tania Cagnotto, che dai tre metri individuali conquista il bronzo con un’ ultima rotazione da 9, mentre nel sincro guadagna l’argento insieme alla Dallapè. Anche il ciclismo ha regalato gioie e dolori, con lo sfortunatissimo Nibali che avrebbe meritato la medaglia, che viene presa dalla Longo Borghini, la quale si guadagna il bronzo, invece è commovente l’oro conquistato da Elia Viviani in pista. La coppia del 2 senza di canottaggio, Abagnale-Di Costanzo è di bronzo, stesso risultato per i 4 senza Castaldo, Lodo, Montrone e Vicino. Fantastica la pallanuoto con il setterosa d’argento (inavvicinabili gli USA) e il settebello di bronzo capace di “infiltrarsi” tra le corazzate dell’ex Jugoslavia. Chiudiamo con la coppia Nicolai-Lupo (portabandiera nella cerimonia di chiusura) d’argento nel beach volley e sconfitti solo dal Brasile padrone di casa, come l’Italvolley maschile che ieri ha ceduto in tre combattutissimi set (sarebbe bello anche capire come sia stato possibile invertire alcune decisioni a favore dei brasiliani nonostante il video challenge). «Sport Illustrated» dava agli azzurri massimo 20 medaglie e il dodicesimo posto, il Presidente del Coni Malagò aveva posto l’asticella almeno a 25 medaglie, ma c’era d’aspettarsi che i nostri azzurri avrebbero dato qualcosa in più, sperando che tra 4 anni a Tokyo vada anche meglio.

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