Pistorius senza pace: giallo in carcere, tentato suicidio o incidente?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Oscar Pistorius

Oscar Pistorius, il campione paralimpico sudafricano in carcere per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp, avrebbe tentato il suicidio tagliandosi le vene dei polsi nella sua cella del penitenziario di Pretoria. L’ex atleta è stato immediatamente portato al Kalafonh Hospital, una clinica privata della capitale sudafricana, dove è arrivato in condizioni serie, ma stabili. I medici hanno tamponato con dei bendaggi le vistose e profonde ferite ai polsi e l’ex corridore non sarebbe in pericolo di vita, tanto che alle prime ore di questa mattina per evitare il rischio di fuga è stato riportato nella sua cella. Durante le medicazioni in clinica Pistorius è stato tenuto sotto stretta sorveglianza da un corposo numero di agenti, almeno 10. Mistero ancora su come Pistorius si sia procurato i tagli.
Secondo uno dei portavoci del penitenziario “Blade Runner” si sarebbe ferito cadendo dal letto. Questa la versione che il campione paralimpico avrebbe dato al personale che lo ha assistito subito dopo l’accaduto. Ben diversa, invece la tesi dell’unico altro detenuto nell’ala militare del penitenziario di Pretoria, che avrebbe visto personalmente Pistorius tagliarsi le vene dei polsi con una lama. Tesi supportata dal fatto che mentre il campione paralimpico si trovava in ospedale, due guardie carcerarie hanno ispezionato la cella privata dell’ex corridore sudafricano da cima a fondo trovando coltelli dalla lama affilata. Il probabile tentato suicidio è avvenuto ad un mese esatto dalla condanna a 6 anni di reclusione inflitta a “Blade Runner” dal giudice Masipa e a due settimane dalla notizia che il pubblico ministero Gerrie Nel avrebbe deciso di fare ricorso contro la sentenza, considerata troppo lieve per un caso di omicidio volontario.

Pistorius: dalle stelle all’inferno, caduta di un uomo difficile

Pistorius a Londra, nel 2012, centrò la sua idea folle: diventare il primo biamputato a gareggiare con i normodotati in un’Olimpiade. Il mondo si inchinò al coraggio di un essere umano che, nonostante la nascita senza le tibie e l’amputazione ad appena 11 mesi di entrambe le estremità sotto le ginocchia, fosse riuscito a competere alla Olimpiadi con le sue avveniristiche protesi. Nel 2013 però succede quello che nessuno si aspetta, la notte di San Valentino, la bellissima fidanzata di Pistorius, Reeva Steenkamp, viene uccisa, da lì in poi la favola di Pistorius finisce e comincia un film horror che ha rischiato di avere un finale tragico.

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