Rio 2016, Fabio Basile: “Mi piacerebbe recitare in Gomorra”

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Il suo urlo liberatorio dopo aver battuto l’avversario nella finale del judo categoria 66 chili alle Olimpiadi di Rio 2016 è rimasto ben inciso nelle menti dei molti sportivi che hanno festeggiato per la sua medaglia d’oro: Fabio Basile ha conquistato tutti con la sua energia e ora si prepara a godersi il meritato momento di gloria, sognando di affermarsi anche sullo schermo dopo essersi affermato sul tatami olimpico.
Grazie ad un un ultimo atto da brividi, l’azzurro battuto il favorito sudcoreano Baul An portando a casa niente di meno che la 200ª medaglia più preziosa conquistata dagli azzurri nella storia delle Olimpiadi. L’Ippon che è valso l’oro è arrivato dopo solo un minuto e 24 secondi di gara. Da 11 edizioni olimpiche, il judo italiano non fallisce l’appuntamento con la medaglia e quello del judoka torinese è il quarto oro “di specialità”, duecentesimo nella storia dell’Italia ai Giochi Olimpici.
A quasi un mese di distanza da questo storico traguardo, può essere che il titolo olimpico vinto a Rio de Janeiro infatti, possa essere coinciso con l’inizio di una nuova vita per Fabio Basile.

Il 21enne nativo di Rivoli, tornato da poco a Torino dopo un meritato periodo di vacanza, non ha nascosto propositi da attore alla rivista settimanale di gossip “Chi”: “Il mio sogno? Quello di lavorare nella famosa serie TV “Gomorra”. Ma non perché nella vista vorrei fare il camorrista, la serie mi piace per come è recitata. Conosco a memoria le battute di Genny Savastano, mi ha fatto i complimenti anche Salvatore Esposito, l’attore che lo interpreta.”

Salito di recente al quinto posto del ranking mondiale, Basile non dimentica di essere stato poco considerato per diversi anni dai tecnici della Nazionale: “E pensare che non volevano che andassi alle Olimpiadi. Per tre anni, in Nazionale, non sono stato chiamato per nessuna gara valida per le qualificazioni. Poi è arrivato il nuovo direttore tecnico, Kiyoshi Murakami e qualcosa è cambiato. Dopo la vittoria volevo dire: “non avete capito un c…”, a chi non credeva in me, ma se non avessi avuto questo stimolo non so se avrei vinto.”

La crescita imperiosa di Basile, che lo ha portato a lottare per le medaglie già alla prima Olimpiade, ha avuto l’apoteosi nel 2016, con il bronzo agli Europei senior di Kazan, il quinto posto nel Grand Slam di Baku ed altri diversi piazzamenti importanti, che gli hanno consentito di scalare il ranking e di qualificarsi nei 66 kg a spese di Elio Verde, uno dei big azzurri della precedente generazione. Judoka d’attacco, con grandi basi tecniche, era uno dei cardini del progetto Tokyo 2020, ma ha bruciato le tappe. Insieme a Valentina Moscatt, eliminata al primo combattimento, Basile è l’unico rappresentante del judo piemontese: tutti gli riconoscono grande talento: un oro, un argento e due bronzi per lui, tra europei e mondiali giovanili, sino al terzo posto ai Giochi del Mediterraneo 2013 (aveva appena 19 anni). Era alla sua prima partecipazione ai Giochi. Ricordiamo che il judoka italiano, solo a fine 2015, si trovava ampiamente fuori dalla zona qualificazione olimpica.  Fino a quella meravigliosa notte d’oro che gli ha definitivamente cambiato la vita.

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