Rio 2016, il Settebello si arrende alla Serbia: finisce 10-8

Pubblicato il autore: gian luca pepe Segui

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La Serbia parte forte portandosi sul 6-0, tardiva la reazione dell’Italia. Ora la finale per la medaglia di bronzo contro Montenegro

Si infrange contro la Serbia il sogno olimpico dell’Italia, dopo un avvio di partita che ha annichilito sul nascere le speranze azzurre di raggiungere la finalissima di Rio 2016. La superiorità della Serbia, campione del mondo in carica, non ha lasciato scampo al pur volitivo Settebello, che con un finale di orgoglio, è riuscito comunque a rendere meno amara la sconfitta, chiudendo sul 10-8. La prima frazione si è chiusa sul 3-0, evidenziando uno strapotere forse addirittura superiore alle attese: la seconda frazione (chiusa sul 6-2), ha indotto il ct azzurro a sostituire il portiere Tempesti con il suo vice Del Lungo, contribuendo ad imprimere quella reazione che ha permesso agli azzurri di finire in crescendo la semifinale olimpica. Anche la terza frazione di gioco è andata ad appannaggio dei campioni del mondo (1-0), prima che l’Italia, sulla spinta di un orgoglio (seppur tardivo) ritrovato, si aggiudicasse la quarta ripresa (3-6), terminando sul definitivo 10-8. Rammarico, dunque, per la Nazionale di Campagna, per aver trovato le contromisure solo a partita in corso, contro un avversario che per essere messo realmente in difficoltà, necessitava di un’opposizione molto più decisa, e soprattutto di un approccio alla partita più determinato. Per il Settebello, tuttavia, non c’è tempo di abbattersi: la finale valevole per la medaglia di bronzo, rappresenta l’opportunità di lenire la cocente delusione provata in semifinale, e di ottenere una medaglia di bronzo che renderebbe comunque positiva la spedizione azzurra in Brasile. Avversario il Montenegro, una compagine che per la sua fisicità e prestanza, presenta delle insidiose somiglianze con la Serbia, come ricordato nel post gara, dal commissario tecnico italiano. Sarà dunque compito dell’Italia, trovare le residue energie fisiche e nervose, e portare a casa un bronzo che arricchirebbe ulteriormente il medagliere azzurro.

Il ct Campagna nel post gara: “Peccato, c’è tanta amarezza. Poteva essere la partita del salto di qualità”
Non nasconde la delusione il commissario tecnico Campagna: “Peccato, perché abbiamo perso una grande opportunità, poteva essere la partita che ci faceva fare il salto di qualità”, ha riferito l’allenatore subito dopo la sconfitta, aggiungendo: “Abbiamo pagato un inizio poco spregiudicato, e per la prima volta non abbiamo messo in pratica il piano partita fin dall’inizio, prendendo che non dovevamo prendere. Peccato perché ci credevamo. La Serbia non ha mollato, quel 6-0 che non rispecchiava i valori, la Serbia non era quella di Kazan che ci ha schiacciato, gliela abbiamo regalata noi. Nulla da dire sul sacrifico dei ragazzi che ce l’hanno messa tutta. Ora dobbiamo concentrarci sul bronzo perché sarebbe comunque un grande risultato”.
Sempre sulla Serbia il tecnico ha concluso: “Merita di giocarsi la medaglia più prestigiosa, nulla da dire. Hanno giocato la loro partita, ma non è comunque quella di Kazan. Potevamo farli incartare prima”.
Infine un commento anche su Montenegro, avversario nella finale valevole per il bronzo: “Sono squadre tutte fisiche e giocheranno cosi’ anche loro. Spero che i ragazzi apprendano da questa lezione sul piano nervoso, questo partire meglio contro il Montenegro, che la metterà sullo stesso piano”.
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