Rio 2016, judo: Basile e Giuffrida da sogno. Oro e argento per i due giovani judoka

Pubblicato il autore: Giancarlo Fusco Segui

Rio 2016, judo: dopo la prima giornata poco fortunata per il judo italiano che ha visto l’eliminazione precoce di Elios Manzi e Valentina Moscatt, domenica 7 agosto è arrivata la riscossa siglata Basile/Giuffrida

Fabio Basile

Rio 2016, judo: Basile in azione contro il tedesco Sebastian Seidl

Rio 2016, judo: secondo giorno di gare con altri due atleti pronti a difendere i colori italiani dopo il primo giorno poco fortunato per Elios Manzi e Valentina Moscatt che hanno dovuto abdicare al primo turno delle rispettive categorie.
Oggi, domenica 7 agosto, però ci hanno pensato gli altri due giovani campioni a risollevare l’umore per il judo italiano e per i milioni di tifosi inchiodati davanti la tv perché impossibilitati nell’essere a Rio. Parliamo di Fabio Basile e Odette Giuffrida.

Rio 2016, judo: Basile e Giuffrida incantano la Carioca Arena 2 di Rio

odette giuffrida

Odette Giuffrida pronta a coronare il sogno olimpionico

Quando a Rio è ancora mattino i judoka impegnati nelle rispettive categorie iniziano a scaldare i motori e quando cala il silenzio per dare spazio all’agonismo arriva il turno anche per Fabio Basile che, per la categoria 66 kg, sale sul tatami per vedersela con il tedesco Sebastian Seidl, battuto in grande stile con un Sode Tsuri Komi goshi da urlo che lo proietta agli ottavi di finale dove ad attenderlo c’è stato l’azero  Nijat Shikhalizada, testa di serie numero 7, in un incontro ostico ma non impossibile per uno che ha le qualità del giovane italiano il quale dopo aver gestito l’avversario per la prima parte di incontro pesca il jolly ottenendo uno splendido waza ari per poi terminare la stessa azione con un ne-waza che non dà via di scampo all’avversario. Fabio c’è e vola ai quarti contro il mongolo Tumurkhuleg Davaadorj; Il judoka italiano sale sul tatami convinto di potersela giocare a viso aperto e affronta l’avversario come fatto anche negli incontri precedenti.
In questa sfida il waza ari è arrivato dopo pochi secondi dall’inzio dell’incontro, gestito poi in grande stile fino a quando il judoka italiano riesce a piazzare il secondo waza ari con un bel de ashi barai che mette la parola fine a questo quarto di finale.
Fabio Basile è lì, tra i primi cinque di questa Olimpiade di Rio per i 66 kg, in semifinale troverà il giovane talento sloveno Gomboc il quale dal canto suo può vantare l’eliminazione del georgiano Margvelashvilli.
L’impressione è che l’atleta 21enne volesse continuare a stupire tutti e, in effetti, così è perchè anche lo sloveno deve inchinarsi al suo talento. E’ Finale. La Finale, tanto attesa, tanto sognata, tanto desiderata e che ora è realtà, del resto la sete vien bevendo e perché accontentarsi quando si può afferrare la medaglia dal metallo più pregiato?
La finilissima ha visto il nostro atleta contro il koreano An Ba-Ul.
Lo sguardo è concentrato, la tensione alla stelle per i due judoka desiderosi di entrare nella storia. Pronti via, l’incontro sembra subito su un livello pari finché, però, lo stesso Fabio non pesca il coniglio dal cilindo e con un magnifico osoto-gari piazza un ippon che rompe tutti gli indugi. E’ oro, Fabio Basile è campione olimpionico e poiché a lui le cose semplici non piacciono decide di entrare anche nella storia dello sport olimpico italiano conquistando la medaglia d’oro numero 200.

In contemporanea al collega dell’esercito, anche Odette Giuffrida per la categoria 52 kg sale sul tatami alle prime ore del mattino e, accreditata dell’ottava testa di serie parte dagli ottavi di finale dove ad attenderla c’è la tedesca Mareen Kräh, battuta grazie ad uno yuko al termine di un incontro molto tirato ma che, comunque, non ha mai visto in difficoltà la giovane judoka italiana desiderosa di mostrare quanto di buono si dice di lei sin dalla fascia di età dei cadetti.
Ai quarti di finale, invece, c’è la numero uno del tabellone, la rumena Andreea Chițu, avversaria difficile da sfidare per chiunque ma Odette non vuole essere solo una comparsata per questa Olimpiade di Rio e decide di prendersi un ruolo da protagonista assoluta e con un perfetto De Ashi Barai conquista un ottimo yuko che le consente poi di gestire bene l’incontro fino alla fine.
Odette Giuffrida vola, così, in semifinale dove ad attenderla c’è la cinese Ma Yingnan. Anche questa semifinale non è per nulla semplice ma la judoka italiana in un crescendo di condizione fisica e tecnica riesce a prendere le misure della forte avversaria costringendola ad uno shido, passività che le consente di arrivare in Finale.
Un sogno che diventa realtà e che tra la Giuffrida e la medaglia d’oro vede l’atleta del Kosovo Majlinda Kelmendi. Il match parte subito in salita per la romana che incappa in uno yuko dopo che lei stessa ha provato un attacco ai danni dell’avversaria. Odette non si dà per vinta e prova a rimettersi in carreggiata non riuscendo, però, nell’impresa di ribaltare il risultato.
Per lei è argento, una medaglia d’argento che sa di oro e che comunque ha regalato una certezza al Judo italiano anche per il futuro, i ragazzi ci sono e sono davvero dei bad boys, ragazzi impavidi e giovani talenti che non temono confronti con nessuno.
Rio 2016, judo: Basile e Giuffrida, sogno o son desto? Una medaglia d’oro e una d’argento che hanno fatto sognare anche chi di judo ne capisce veramente poco e che grazie alle Olimpiadi riesce ad appassionarsi a sport conosciuti solo per sentiti dire. E’proprio il caso di dirlo a voce alta: Grazie Fabio… Grazie Odette.

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