Rio 2016: la foto che ha fatto discutere e tante altre storie…

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

rio 2016

Le Olimpiadi di Rio 2016 sono iniziate solo da qualche giorno, ma già ci sono, come è giusto che sia, parecchie storie e aneddoti che si potrebbero raccontare in merito.

Una su tutte riguarda ovviamente la foto che ritrae un momento di gioco della sfida di beach volley tra la squadra egiziana e quella tedesca. Le due giocatrici sono entrambe sotto rete, in elevazione e si contendono il pallone. Ma quello che salta notevolmente all’occhio è la differenza nell’abbigliamento sportivo utilizzato dalle due olimpioniche, che evidenzia anche le sostanziali differenze dal punto di vista culturale e di visione del mondo. Le atlete tedesche indossano il classico bikini. Quelle egiziane sono invece scese in campo coperte quasi completamente. Una di loro indossa addirittura l’hijab (il velo).

L’immagine risulta certamente singolare e ha creato parecchio scalpore, soprattutto sui social dove ci si è divisi tra chi ha trovato questa foto una sorta di simbolo della multiculturalità e chi invece ha ritenuto addirittura inopportuno l’abbigliamento delle atlete egiziane. Nelle ore successive alla pubblicazione di questa foto, ecco poi che spunta anche la versione “censurata” della stessa, dove la figura dell’olimpionica tedesca viene pixelata e rilanciata sull’account Twitter di un’agenzia di stampa iraniana. A seguito di questo si scatenano nuove e ancor più graffianti polemiche, salvo poi scoprire che il tutto risulta essere una semplice parodia creata ad hoc e che il profilo che ha diramato la foto modificata è un account falso che cercava di scimmiottare il profilo ufficiale della Tasnim News Agency. L’intento dell’agenzia fake era evidentemente quello di provocare e, alla luce delle reazioni successive sui social e su molti siti di informazione internazionale, si potrebbe affermare, senza timore di essere smentiti, che l’obiettivo è stato ampiamente conseguito, visto che solo in pochissimi si sono realmente accorti di questa sorta di burla.

In tutti i casi, tornando all’immagine originale, personalmente la ritengo una foto davvero molto bella, dove due mondi, per certi versi diametralmente opposti, si confrontano solo e unicamente in ambito sportivo, contendendosi quel pallone che svolazza beffardo sopra la rete.

Al di là di questa foto, però, le Olimpiadi di Rio 2016 continuano comunque ad alimentare polemiche a livello internazionale. Dopo, ad esempio, la denuncia del Comitato Olimpico della Palestina nei confronti delle autorità israeliane in merito al sequestro, alla dogana, dell’attrezzatura e della bandiera della delegazione olimpica palestinese in viaggio verso Rio de Janeiro, ecco che, il giorno dopo l’inaugurazione dei Giochi, uno dei tecnici della squadra di vela di Israele ha raccontato alla stampa di come il team olimpico del Libano abbia rifiutato esplicitamente di dividere con degli atleti israeliani il pullman che li avrebbe portati allo stadio Maracanà per la cerimonia di apertura di Rio 2016. “Quando hanno scoperto che avrebbero dovuto dividere il bus con noi  hanno protestato e chiesto all’autista di chiudere le porte. E’ stata una cosa inaccettabile. Gli organizzatori ci hanno detto che volendo potevamo prendere un altro mezzo, ma ormai l’incidente diplomatico era accaduto.”

Se poi parliamo, per l’appunto, di incidenti diplomatici in quel di Rio 2016, non ci si può non riferire anche agli atleti della Russia, impegnati in questa Olimpiade, che vengono continuamente e sonoramente fischiati dagli spettatori presenti ogni qual volta gareggino o vincono una medaglia (come nel caso della nuotatrice Efimova) a causa delle polemiche scatenate dalla vicenda doping che ha visto anche squalificare l’intera squadra di atletica della delegazione olimpica moscovita.

rio 2016
Oltre agli atleti russi però, uno dei bersagli preferiti degli sportivi e degli appassionati brasiliani che stanno affollando in questi giorni i palazzetti sportivi e gli stadi delle Olimpiadi di Rio 2016 è, senza dubbio, il portiere della nazionale degli Stati Uniti di calcio femminile, Hope Solo, colpevole di aver pubblicato delle foto, prima dell’inizio dei Giochi Olimpici, sui suoi account social, che la ritraevano mentre mostrava ironicamente l’arsenale messo in valigia per prevenire e contrastare i morsi delle zanzare Zika. “Mi sono divertita. E sono contenta che anche i tifosi si siano divertiti: siamo in Brasile, qui c’è gente simpatica che ama il nostro sport. I cori e i fischi? Li ho sentiti, ma mi avrebbe fatto molta più paura il ronzio di una zanzara nelle orecchie…”, ha dichiarato l’estremo difensore statunitense al termine della partita giocata contro la Nuova Zelanda.

Quegli stessi tifosi e appassionati che, tra le altre cose, sono anche stati ripresi ufficialmente dalle alte sfere del CIO in quanto sono risultati troppo rumorosi. “Chiederemo ai tifosi maggior silenzio ed eleganza durante le gare. La torcida è passione, ma mal si concilia con le discipline olimpiche. A tutti piace la passione del tifo brasiliano, ma serve rispetto dell’avversario. I giochi non sono partite di calcio”. ha commentato il direttore di Rio 2016, Maria Andrada, annunciando anche che verranno fatti degli appositi annunci tramite gli altoparlanti per invitare i tifosi ad un atteggiamento più “consono“.

Ma quella di Rio 2016, oltre ad essere l’Olimpiade delle polemiche (che, in realtà, hanno da sempre caratterizzato i Giochi Olimpici e le grandi manifestazioni sportive), può anche essere ricordata per essere “l’Olimpiade delle prime volte”. A Rio 2016, infatti, per la prima volta gareggia la cosiddetta “Squadra dei Rifugiati”, team composto da atleti fuggiti da persecuzioni, guerre e violenze nei loro Paesi e che sta gareggiando sotto le insegne del CIO. Ma è anche la prima volte che nazioni come il Vietnam,il Kuwait  ed il Kosovo vincono una medaglia d’oro alle Olimpiadi. Per quest’ultima era anche la prima presenza come nazione indipendente ai Giochi Olimpici e ha conquistato l’oro nel Judo (categoria 52 Kg femminile) con l’atleta Majlinda Kelmendi. Il Vietnam, invece, si è imposto nel Tiro a Segno, con il colonnello Xuan Vinh Hoang. Discorso a parte invece per il Kuwait, che conquista la medaglia d’oro con Fehaid Aldheeani nel Double Trap (Tiro a Volo), ma essendo il suo paese sospeso dal CIO è stato costretto a partecipare sotto la bandiera del Comitato Olimpico Internazionale e non ha potuto neanche ascoltare l’inno del suo Paese al termine della premiazione. “Non era il mio inno, sono triste. Spero che il mio paese possa tornare alle prossime Olimpiadi”, ha dichiarato Aldheeani.

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Ma a Rio 2016 c’è anche stata anche la prima proposta di matrimonio LGBTQ, avvenuta dopo la premiazione della finale di rugby a 7 femminile. La brasiliana Marjorie Enya ha chiesto alla sua compagna Isadora Cerullo, giocatrice della Selecao, di sposarla, tra l’entusiasmo generale delle compagne di squadra e dei presenti, in un tripudio di palloncini a forma di cuore e dei flash dei fotografi che hanno voluto immortalare questo momento.

Un’Olimpiade, quella di Rio 2016, che ci sta dunque regalando bellissimi momenti di sport conditi dalle solite ed immancabili polemiche, ma anche da avvenimenti curiosi e simpatici.
Come, d’altronde, è giusto che sia…

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