Tania Cagnotto, una carriera sempre ai vertici

Pubblicato il autore: Andrea Bellini Segui

Tania Cagnotto

Ieri sera, domenica 14 agosto, Tania Cagnotto si è aggiudicata una delle pochissime medaglie che mancavano al suo palmarès: infatti, è riuscita a conquistare il terzo posto alle Olimpiadi di Rio 2016 nel trampolino da 3 metri singolo; un bronzo che però sa di oro, in quanto l’altoatesina si è confermata la prima forza al mondo dopo le inarrivabili cinesi, con Shi Tingmao e He Zi che hanno conquistato rispettivamente la medaglia d’oro e quella d’argento. Ai piedi del podio si ferma ancora una volta la canadese Jennifer Abel, che vede in Tania Cagnotto la sua bestia nera: infatti, come ai mondiali di Kazan del 2015, perde il podio all’ultimo tuffo a favore dell’azzurra. In particolare, ieri sera nel suo ultimo tuffo, il doppio salto e mezzo rovesciato carpiato, Tania Cagnotto ha ottenuto un punteggio straordinario, che le è valso 81 punti (a livello delle cinesi), mentre “l’avversaria” ha sentito ancora una volta su di sé il peso dato dall’obbligo di non fallire, che non è riuscita a sopportare: il suo ultimo tuffo, infatti, le è valso 69 punti, relegandola al quarto posto finale a 5.55 punti da Tania. Inoltre, per concludere in bellezza, c’è da ricordare che nella sua ultima gara, perlomeno olimpica, l’altoatesina è riuscita a superare il muro dei 370 punti, cosa che non le era mai riuscita: il punteggio finale è stato di 372.80 punti, una soddisfazione in più per quella che viene considerata all’unanimità la più grande tuffatrice italiana di sempre.

Tutte le medaglie di Tania Cagnotto

Quella olimpica, come detto, era l’unica medaglia che mancava a Tania Cagnotto; mancanza colmata dal doppio podio sempre dai 3 metri: infatti, non dobbiamo dimenticarci l’argento conquistato con Francesca Dallapé, sempre dietro alle cinesi. Con questi due podi olimpici, il medagliere personale dell’azzurra vede un bottino di 61 medaglie totali, contando quelle ottenute nei trofei giovanili, tra europei e mondiali, tra il 1999 e il 2003. Una carriera piena di successi, partita, a livello “ufficiale”, inteso non più a livello giovanile, nel 2000, quando Tania aveva appena 15 anni: quell’anno vide la partecipazione dell’altoatesina agli Europei di Helsinki e, cosa più importante e prestigiosa, alle Olimpiadi di Sidney 2000; in tutti e due i casi non arrivarono medaglie, ovviamente, ma comunque ottimi risultati, come il piazzamento al quinto posto agli Europei. Un processo di crescita che comincia a dare i suoi frutti solo due anni più tardi, agli Europei di Berlino del 2002, dove ottiene il bronzo nel trampolino sincro e l’argento dalla piattaforma. Da lì in poi un crescendo di successi; Tania Cagnotto, infatti, si afferma come atleta più forte a livello europeo, facendo incetta di ori: in particolare, il primo oro conquistato è datato 2004, ed è stato ottenuto a Madrid, dalla piattaforma; piattaforma che verrà poi abbandonata a partire dal 2008, anno in cui, ad Eindhoven, in Olanda, conquista l’oro singolo e il bronzo sincro. A partire da quell’anno, fino ad oggi, Tania si concentra solo sul trampolino, da 1 e da 3 metri, monopolizzando il podio, a livello europeo: da Torino 2009 a Londra 2016 riesce, infatti, a salire sempre sul podio (tranne in due occasioni, con un quarto ed un sesto posto dai 3 metri), conquistando 18 ori, 3 argenti e 1 bronzo, a cui va ad aggiungersi, proprio nell’ultima edizione, l’argento nel sincro misto in coppia con . Poi, nel già citato mondiale di Kazan dell’anno scorso, ecco l’impresa che non ti aspetti: arriva infatti il primo oro mondiale dal trampolino da 1 metro con il risultato finale di 310.85 punti, a 1.65 punti da Shi Tingmao, ieri vincitrice dell’oro.

A Rio 2016 l’ultima gara

Ecco, riassunta in poche righe, la carriera ed i successi di Tania Cagnotto: sicuramente un riassunto inadeguato, perché è impossibile raccontare in poche righe la carriera fantastica di un’atleta straordinaria, di cui già si sente la mancanza. Già, perché quella di ieri sera è stata quasi sicuramente la sua ultima gara, immaginare dei ripensamenti appare improbabile, ma è giusto così: quanto atleti, infatti, hanno avuto l’onore e la forza di abbandonare in modo così trionfale? Pochi, sicuramente (uno di questi è Phelps, che dopo aver dominato queste Olimpiadi ha annunciato il ritiro definitivo). Non sappiamo quale sarà la sua decisione definitiva, quindi non ci resta che una cosa da dirle: grazie di tutto, Tania.

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