Candidatura Olimpiadi Roma 2024: è il ‘No’ a priori che non va bene

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

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Fine dei giochi per Roma 2024
. La candidatura della capitale alle ai prossimi Giochi Olimpici è quasi definitivamente messa in archivio. L’epilogo arriva nella giornata di mercoledì con una breve conferenza stampa da parte del sindaco del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi che dichiara, senza mezzi termini, che la candidatura Olimpiadi Roma 2024 sarebbe da irresponsabili. Ad alimentare ulteriormente le polemiche sul No alle Olimpiadi di Roma si aggiunge l’incontro saltato con i vertici del Coni programmato nel primo pomeriggio. Malagò il Comitato Organizzatore hanno lasciato il Campidoglio dopo oltre mezz’ora di attesa infuriati dall’assenza del sindaco. Alcuni lanci di agenzia, poco dopo, svelano che Virginia Raggi era a pranzo presso una trattoria nella zona di Termini incurante della presenza del presidente del Coni Malagò in Campidoglio. Tutto questo non ha fatto altro che inasprire i già difficili rapporti tra amministrazione comunale a 5 stelle, Coni e comitato organizzatore che ora dovrebbe addirittura essere pronto a chiedere i danni erariali per la mancata candidatura di Roma ai Giochi del 2024.

Candidatura Olimpiadi Roma 2024: le ragioni del no

Ma è giusto dire no alla candidatura olimpica di Roma? 
Le ragioni del no alle Olimpiadi di Roma sono diverse e, per certi versi, condivisibili.
 I cittadini di Roma sanno benissimo che in questo momento la capitale è una città completamente paralizzata da inefficienze, ruberie e malgoverno. Virginia Raggi, appena salita in Campidoglio, si è resa conto di una situazione a dir poco catastrofica sia per quanto riguarda i conti del Comune che per la gestione di una città letteralmente allo sbando.
Nel corso della conferenza stampa il sindaco di Roma ha affermato addiritura che la città starebbe ancora pagando un miliardo di debiti legati agli espropri per le Olimpiadi del 1960. Un no, quello della Raggi e del Movimento 5 Stelle, a Roma 2024 che nasce dalla campagna elettorale e che, dice la Raggi, si è rafforzato in questi ultimi mesi. Il sindaco ha sottolineato poi come siano ancora evidenti le ferite in città per i soldi spesi inutilmente per i mondiali del nuoto, con strutture incomplete, fatiscenti e abbandonate.

La paura delle speculazioni e il no alle “Olimpiadi del Mattone”

Probabilmente, però, il principale motivo del No della Raggi ai giochi Olimpici di Roma 2024 è legato ai costi organizzativi, alle speculazioni e alla ‘lobby del mattone’. E lo ha detto la stessa Raggi in conferenza stampa: “Non vogliamo che lo sport utilizzato come pretesto per ulteriori colate di cemento sulla città”. Un No, dunque, legato alla paura di non sapere fermare quel brulicare di affarismi della lobby del mattone che sarebbe già pronta a mettere le mani sui cantieri delle Olimpiadi. Un No che arriva non solo dalle convinzioni del sindaco e della amministrazione capitolina ma che probabilmente sarà arrivato, anche in maniera perentoria, dal Direttorio e dal leader del movimento Beppe Grillo.

I problemi da risolvere a Roma prima di poter presentare una candidatura credibile

Coloro che non conoscono la realtà romana potrebbero storcere il naso davanti a questa vicenda. In realtà, la situazione all’interno della città è molto delicata soprattutto in relazione a tre argomenti molto importanti: la sicurezza, la gestione dei trasporti pubblici, la gestione del ciclo dei rifiuti.
Sicurezza – Non è assolutamente semplice gestire una capitale di quasi 3 milioni di abitanti e con molte aree abbandonate a se stesse. In particolare, sono le periferie le zone dove si percepisce maggiormente la mancanza dello Stato e dell’amministrazione comunale: spaccio di droga per strada, prostituzione su quasi tutte le vie consolari, furti quotidiani ai danni dei turisti nelle metropolitane e sugli autobus. C’è tantissimo lavoro da fare sulla sicurezza in città ed è una sfida che si può vincere solo con un lavoro in tandem fra amministrazione locale e stato centrale.

Trasporto pubblico locale – Questa è la seconda nota dolente per quanto riguarda la capitale. Da alcuni giorni è partita a Roma la riprogrammazione degli orari dei trasporti in base alla reale disponibilità di mezzi. In poche parole, che significa? Vuol dire che ogni giorno non ci saranno degli orari ben definiti per la partenza degli autobus e che non si potrà sapere quanti mezzi Atac metterà a disposizione su una determinata linea: un concetto quasi inconcepibile per una città come Roma, per una capitale, per una città candidata ai giochi. Il dossier Atac, in questo momento, è  il più importante dossier per l’amministrazione capitolina: incredibile, infatti, pensare come Roma possa avere un servizio di trasporto pubblico così scadente soprattutto nelle prime ore del mattino quando centinaia di migliaia di cittadini e pendolari si affidano ai mezzi pubblici incrociando le dita e sperando di arrivare a lavoro, mutuando un’espressione sportiva, entro il tempo massimo.
Rifiuti – La stragrande maggioranza dei turisti va via da Roma stupita dalla bellezza della Città ma con un velo di tristezza per il disordine, la sporcizia e il degrado anche nelle zone centrali della capitale. Spostandoci poi in periferia ecco che troviamo decine e decine di discariche a cielo aperto: nelle piazzole di servizio, vicino alle stazioni ferroviarie, sul ciglio delle strade. Insomma, anche sulla raccolta dei rifiuti e sulla gestione del verde e del decoro cittadino c’è tantissimo da lavorare.

Si può definire un errore aver detto no a priori alle Olimpiadi Roma 2024?

Forse era troppo tardi per correre ai ripari e presentare una candidatura veramente vincente ma forse l’amministrazione capitolina e il Movimento 5 Stelle hanno peccato non tanto di presunzione quanto di eccessiva mancanza di responsabilità. Il No del Movimento alla candidatura Roma 2024 è arrivato a prescindere, senza nemmeno volerci provare.
Serviva maggior determinazione, bisognava imporsi con il comitato organizzatore per avere più potere nei processi decisionali e nella fase organizzativa dei giochi perché potevano realmente essere un’occasione di rilancio per la città.
Con le dovute garanzie, l’amministrazione della città avrebbe potuto usare i Giochi Olimpici come volàno per costruire quelle strutture che mancano in questa città, per lanciare un nuovo modello di gestione sia dei mezzi di trasporto che per la raccolta dei rifiuti. Attraverso la candidatura di Roma alle Olimpiadi si sarebbero potuto sfruttare al meglio quei finanziamenti che sarebbero arrivati dallo Stato (e non solo) per chiudere l’anello ferroviario, per ristrutturare alcune opere in questo momento abbandonate come lo stadio Flaminio o ancora la famosa ed enorme vela di Calatrava nella zona di Tor Vergata, per migliorare il sistema della metropolitana della città andando a servire con le linee A e B le zone di estrema periferia, convertendo definitivamente la Roma-Lido in metropolitana, chiudendo finalmente l’ultimo tratto della metro C riprendendo il progetto originario con il capolinea nella zona della Farnesina, realizzando nuove linee di metropolitana come la metro leggera che unisce i capolinea della metro A con le fermate della metro C,  come la metropolitana che va a congiungere la Metro C con le fermate della metro B e B1.
Infine, forse, se l’amministrazione Raggi si fosse imposta cercando di avere potere quasi assoluto nella gestione organizzativa di questi giochi  si sarebbe potuto mettere in atto il primo, vero e grande progetto di Olimpiadi sostenibili.Ma per fare tutto questo erano necessari due elementi: determinazione e responsabilità. Erano, appunto.
Evidentemente queste due caratteristiche non fanno parte di questa amministrazione di Roma.

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