Dalla vittoria agli Us Open 2013 al primo oro olimpico, chi è davvero Justin Rose?

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
justin roseAlle Olimpiadi di Rio 2016 è stata la star del golf internazionale vincendo l’oro nella gara individuale maschile. Dopo 112 anni, con la defezione di alcuni big, a trionfare nella più importante gara internazionale è stato l’inglese di origine sudafricana Justin Rose. L’ultimo successo è datato nel 1904 ai Giochi di Saint Louis quando la medaglià d’oro andò a George Seymour.
Non è stato facile per Rose mettersi dietro il vincitore dell’ultimo Us Open, lo svedese Hnerik Stenson e  e quello del British Open 2016, l’americano Matt Kuchar. Il britannico, infatti, ha vinto dopo un duello serrato col rivale-amico Henrik Stenson, giocandogli accanto nell’ultimo giro e battendolo per due colpi (268 a 270) con un par alla buca 18, Da questa Olimpiade oltre a venire fuori un podio tutto da campioni abbiamo assistito alla nascita di un nuovo asso del golf.
Professionista dal 1999 Rose si trasferì in Inghilterra all’età di 5 anni. Qui ebbe un tremendo inizio di carriera (non riuscì a superare il taglio per 21 manifestazioni consecutive). A 18 anni è già un professionista, ma il suo debutto non è facile, perché manca 21 tagli consecutivi nei tornei a cui partecipa.  Dopo venti gare Justin ruppe il ghiaccio con il quarto posto nell’Austrian Open (1999) sul Challenge Tour, ma ricominciò coi tagli una settimana dopo nel Moroccan Open. Poi raccolse finalmente i primi 1.360 euro con il 74° e ultimo posto nell’European Grand Prix. Trasferitosi negli USA nel 2003, si unì al PGA Tour. Dal 2003 ha vinto 3 gare del torneo ed è diventato numero 5 al mondo. Nel 2012 l’apice del successo sfoggiando tuttora la migliore performance mai registrata al PGA Championship, girando in 66 colpi (terzo nella classifica finale). Da lì la notorietà nel mondo del golf e l’ingresso nella squadra europea della Ryder Cup dove viene ancora regolarmente convocato. Nell’European team viene appaiato solitamente con Ian Poulter.
Nel 2013 vince l’U.S. Open Trophy (primo inglese dopo diciassette anni a conquistare il trofeo) con una grande battaglia finale con il secondo classificato ossia Phil Mickelson (in compagnia di Jason Day) che era in testa al penultimo giro, ma poi ha dovuto alzare bandiera bianca terminando con due colpi di distacco. Rose è il primo inglese a prendersi il trofeo americano da 43 anni a questa parte e per riuscirci si è dovuto superare con almeno tre colpi spettacolari come l’approccio per il par alla buca 18 del difficilissimo percorso del Merion che ha concesso a Justin un par nel giro finale e il successo più importante della propria carriera. Lo scorso ottobre l’inglese ha portato a casa anche l’Ubs Hong Kong Open con 263 colpi, 17 sotto il par. Sempre nel 2015 è stato uno dei protagonisti dell’Augusta Master, autore di un giro eccellente (-5), in particolare è stato bravo nelle back nine dove ha infilato cinque birdie nelle ultime sei buche.
Oggi Justin Rose, numero 12 dell’ordine di merito mondiale, è un giocatore di gran classe, forse un po’ emotivo, soprattutto sul putt, ma a Rio ha saputo tenere testa a un rivale che in questo momento non teme confronti. Il duello Rose-Stenson ricorda infatti per certi versi la battaglia epica di Stenson con Mickelson all’Open Championship, ma a parti invertite.
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