JUDO: Gianni Maddaloni compie 60 anni

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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Il mondo del Judo, martedì 13 settembre, ha festeggiato una ricorrenza importante: ha compiuto infatto 60 anni Gianni Maddaloni, grande Judoka. Il figlio Pino fu iridato (a 24 anni ) a Sydney nel 2000, ma in Australia cercava i giornalisti per raccontare la sua storia speciale. Egli partì dal Rione San Gaetano per diventare il simbolo positivo di Scampia, fece praticare judo ai minorenni detenuti nel carcere di Nisida e in quello di Airola. Questo allenatore di judo, dopo tanti sacrifici, portò i figli Pino, Marco e Laura a diventare campioni: In tanti anni di attività, Gianni ha visto tanti ragazzi che salgono sul tatami allo Star Judo Club. Ne vede passare un migliaio all’anno, ragazzi con storie e caratteristiche diverse. Ma Gianni non si prende cura solo dei ragazzi, ma anche (ed è questo il fatto straordinario) delle mamme e dei papà, L’allenatore ha un grande progetto in testa e un credo che indica che nella sua palestra ci debba essere il 70 per cento delle attività destinate al sociale: disabili, ragazzi delle comunità, ex detenuti. Una grande attenzione quindi, per la realtà quotidiaa. A suo tempo Maddaloni si espose per protestare contro Gomorra, reo di mostrare il lato peggiore della loro terra. Si spese inoltre per le tante associazioni di Scampia, oltre a stare al fianco della mamma di Ciro Esposito, il ragazzo ferito a morte nella finale di Coppa Italia a Roma nel 2014. Maddaloni gira l’Italia per raccontare la sua vita. Giovanni Malagò si accorse di lui e gli donò per un anno lo stipendio da presidente del Coni. Il sogno sarebbe quello di realizzare una cittadella dello sport a Scampia. La proposta venne inviata al governo: la speranza è più viva che mai. Proprio martedì 13 settembre la città di Scampia lo ha celebrato con una festa in palestra, alla presenza dei giovanissimi che si sono affermati in una buona fetta di Europa. Con loro Maddaloni punta, più agguerrito che mai, alle prossime Olimpiadi: con la sua tenacia, siamo pronti a scommettere che allestirà una squadra competitiva. Il Judo è un’arte e può servire ad educare alla disciplina: domenica 11 settembre ad esempio, a Modena si è svolto il corso aggiornamento Istruttori di Judo a Modena organizzato dal comitato Emilia Romagna. Quattro i docenti del corso fra i quali Giuseppe Tribuzio, sociologo dell’Educazione e della Salute, formatore e docente di Sociologia presso l’Università degli studi di Bari. Da anni si occupa di modelli educativi e della promozione del Judo all’interno della scuola pubblica per prevenire il disagio e la dispersione scolastica. Al corso si è sottolineato che gli insegnanti, i dirigenti scolastici, gli educatori e tutti coloro che per professione si occupano della crescita dei giovani, possono recuperare i suggerimenti che la cultura sportiva e judoistica cercano di promuovere. Il contatto fisico nella pratica del Judo è la chiave di volta dell’intera costruzione pedagogica. Senza una formazione, i giovani diventano sempre più soli e più lontani dal mondo degli adulti. I genitori avviati a qualsiasi attività sportiva possono essere consapevoli di questo: non è sufficiente che i loro figli si muovano, studino, brucino calorie, dando all’organismo la possibilità di mantenersi in buona salute, è importante, mentre fanno tutto ciò, l’assimilazione di principi morali, quali tutti insieme per crescere e progredire, sfruttando al meglio le caratteristiche del singolo individuo. Siamo sicuri che tutto questo piacerebbe sicuramente a Gianni Maddaloni.

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