La Rari Nantes Bogliasco è ufficialmente fallita

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

Da più di un mese tirava una brutta aria sulla Rari Nantes Bogliasco. A dir la verità era da molto tempo che la società levantina di pallanuoto era sorvegliata da vicino dai creditori e da Equitalia. La crisi, come immaginato, era irreversibile: debiti enormi verso i fornitori d’acqua e situazioni pregresse presagivano il peggio. Così oggi è arrivata la sentenza del tribunale di Genova: la Rari Nantes Bogliasco è ufficialmente fallita. Mirko Parentini è stato nominato giudice delegato mentre il ruolo di curatore fallimentare sarà ricoperto da Simone Lupi.

Le tempistiche del fallimento hanno portato il tribunale a indire in data 6 dicembre la prima riunione per esaminare lo stato del passivo patrimoniale: la sede è il tribunale di Genova, a partire dalle ore 8:45. In ottemperanza della legge fallimentare, dovrà essere presente il giudice delegato Parentini.

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Il triste epilogo della Rari Nantes Bogliasco ci porta a fare una riflessione sullo stato di salute dello sport italiano e della pallanuoto. Se da una parte il waterpolo, come lo chiamano i britanni, è indice di sicure medaglie, tra Giochi Olimpici e Campionati vari, le istanze del CONI hanno dormito attorno a questa vicenda. Il fallimento riguarda una società fondata nel 1951, con oltre sessant’anni di storia alle spalle: anche un campionato maschile, l’unico, vinto nel 1981 a +4 sulla Pro Recco, e una Coppa Italia femminile l’anno scorso.

Possibile che nessuno si sia accorto di niente? Il silenzio istituzionale, per ora, è l’unica risposta a questo interrogativo.

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I motivi del fallimento della Rari Nantes Bogliasco nascono il 26 giugno scorso. La Iren spa, società operante nel settore della distribuzione di servizi di pubblica utilità, presentò istanza di fallimento avendo maturato un credito non corrisposto di quasi 680mila euro (in questo caso d’acqua), accertato dalla sentenza passata in giudicato del 13 novembre 2015. In questo momento doveva scattare l’allarme generale per il club di pallanuoto.

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Sfogliando le pagine della sentenza di fallimento, emerge un ulteriore particolare: esiste una cartella esattoriale di Equitalia che conferma introiti non dichiarati nei periodi di imposta 2000-2007. Sette lunghi anni. La Rari Nantes Bogliasco ha sforato la soglia legislativa da 250mila euro per la dichiarazione dei redditi forfettaria riservata alle società sportive. Infine non va omesso che nel frattempo la Rari Nantes Bogliasco dilettantistica è stata rimpiazzata dalla Società A.S.D. Bogliasco 1951 nella gestione della piscina comunale. Probabilmente quest’ultima continuerà l’attività sportiva attraverso la guida tecnica di Daniele Bettini.

Dalle carte si capisce come la situazione debitoria e tributaria fosse pesante, frutto di una pregressa mala gestione della società. In questo momento salgono le possibilità di vedere ancora la Rari Nantes Bogliasco in vasca in A1 attraverso la forma dell’esercizio provvisorio. Sarebbe una soluzione tampone di una enorme emorragia ma garantirebbe ancora spettacolo al pubblico di Bogliasco e una ridotta svalutazione dei cartellini dei giocatori.

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I prossimi mesi, forse già i prossimi giorni, saranno i momenti più caldi della storia della Rari Nantes Bogliasco. Un triste, solitario e finale, per dirla come il titolo del famoso romanzo di Osvaldo Soriano, all’interno dello sport più sano del movimento italiano.

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