L’Italia dà il via alla stagione della caccia

Pubblicato il autore: Daniela Segui

caccia-640x417L’Italia da il via a breve alla stagione della caccia. Uno sport da molto definito “disumano e cruento” ma che soprattutto a nord Italia, è diventato una vera e propria mania. Cosa bizzarra è che non si uccidono animali, così come avveniva in un lontano passato, per ricavarne cibo, selvaggina o approvvigionamento: in effetti adesso si spara per puro divertimento e spesso gli uccelli vengono imbalsamati per essere esibiti nelle abitazioni a mò di trofeo. Gli sportivi, se così si vuol chiamarli, si svegliano all’alba per  colpire quanti più uccelli possono mentre sono in volo. E’ una tradizione che si tramanda da decenni e nessuno è mai riuscito a fermarla. Divieti, zone protette, e aree di caccia vietate a poco o nulla sono serviti per debellare quella  che viene definita una “pratica orribile”. Ogni anno e in una sola stagione, vengono colpiti oltre centomila volatili; in tanti secondo statistiche non muoiono sul colpo, ma vengono feriti e lasciati a terra e a fare il resto del lavoro ci penseranno cani addestrati per lo scopo. Gli animali ormai non più in grado di spiccare il volo, corrono spaventati per i prati inseguiti dai cani che alla fine riusciranno sempre a prenderli e portarli ai loro padroni. E non è finita: tantissimi uccelli colpiti e caduti in acqua vengono lasciati annegare; altri feriti gravemente sono lasciati morire sui prati; i restanti vengono “terminati” con colpi alla testa. Spessissimo le vittime agonizzanti sono addirittura lasciate sui prati in quanto finito il divertimento, diventeranno concime. In ultimo, gli uccelli spaventati dal fracasso e dai fucili “i suoni della morte” si riversano in strada finendo coll’essere schiacciati dalle auto in corsa. Questo il vero volto di uno sport “a fucile” chiamato caccia, a causa del quale tantissime specie sono e restano a via d’estinzione irreversibile già da diversi anni. Come detto, questa pratica viene svolta per scopi puramente ludici non certo per approvvigionarsi o necessità. In tempi passati molte bestie venivano brutalmente assassinate, in effetti si tratta di un assassinio, soltanto per prendere la loro pelliccia, e vendere le carcasse di animali morti alle grandi pelliccerie. La pratica, per fortuna, grazie alle campagne di sensibilizzazione, è andata fortemente in disuso. Le pellicce, almeno la grande vendita, non sono più richieste per la salvaguardia e la salvezza delle specie animali. La caccia ai volatili è uno sport che si svolge nei primi mesi autunnali, da ottobre a novembre, e tutt’ oggi viene praticata  da gruppi di persone soprattutto nel nord Italia. E’ uno sport che per fortuna al sud non ha mai avuto tanto riscontro, anche se c’è qualcuno che spara sempre per puro divertimento. A premere il grilletto spesso sono intere famiglie e ragazzi che vengono educati anche da piccoli allo scopo, diventando da adulti quasi “macchine con il fucile” senza alcuna pietà per la sofferenza degli animali uccisi. I volatili vengono sparati in volo, durante la stagione della migrazione. Presi d’assalto mentre emigrano in cerca di zone cade e abitabili, il loro destino sarà ben diverso da quello prospettato. Un vero e proprio veto in Italia ancora non esiste.

  •   
  •  
  •  
  •