NFL, Obama: “Kaepernick ha il diritto di protestare”. Il quarterback si era inginocchiato durante l’inno nazionale.

Pubblicato il autore: Saverio Crea Segui
Colin Fonte:guardian.com

Colin Kaepernick inginocchiato per protesta, durante l’inno nazionale americano.  Fonte: guardian.com

Obama: “Kaepernick ha il diritto di protestare”. Il quaterback si era inginocchiato durante l’inno nazionale

Sta scatenando polemiche ed elogi in America il gesto del quarterback Colin Kaepernick. Il giocatore dei San Francisco 49ers, durante l’inno americano, si è inginocchiato sul prato dello stadio. per motivi politico-sociali. Dura era stata la critica di Donald Trump, candidato repubblicano alla Casa Bianca: “Penso sia una cosa terribile e forse dovrebbe trovarsi un paese che lo tratti meglio. Facciamolo provare, non accadrà…”. La franchigia di San Francisco si era espressa, a favore del “diritto di un individuo di partecipare o meno alla celebrazione dell’inno“. Divisi invece i tifosi. Joseph Artiaga, tifoso 18 anni, ha detto a USA TODAY Sports.  “ Supporto la sua volontà di rimanere seduto durante l’inno”. 
Non credo sia un problema come tutti pensano. Ha scelto di fare come voleva, come chiunque”. Altri supporters, si sono mostrati meno teneri con il loro beniamino. In particolare, l’atleta protestava contro l’odio razziale e le diseguaglianze tra bianchi e neri. “Non sono anti-americano – aveva ribadito Colin a fine partita – io amo l’America e la sua gente. Ecco perché sto facendo quel che sto facendo. Voglio che il Paese migliori e credo che discussioni come quella a cui io ho dato il la servano a tutti per meglio comprendere i diversi punti di vista”. “Sono tanti i messaggi che vorrei mandare – abbiamo tanti oppressi, tanti che subiscono trattamenti inappropriati o ai quali non vengono offerte le giuste opportunità. Le brutalità della polizia sono un altro problema del quale ci si dovrebbe occupare”. A pronunciarsi sull’accaduto, è oggi il presidente statunitense Barack Obama. Durante il G20, il capo di stato si è mostrato a favore dell’atteggiamento di Kaepernick. Obama ritiene che il giocatore “sia interessato a problemi seri e legittimi”.  “Ha esercitato il suo diritto costituzionale di mandare un messaggio. C’è una lunga serie di figure dello sport che l’hanno fatto”. Kaepernick è stato accusato di essere irrispettoso nei confronti dei veterani e della polizia ma ha negato aspramente queste illazioni. Il quarterback, continuerà la sua protesta finché non ci sarà “un cambiamento importante”. Cambiare il modo di trattare le persone nere negli Stati Uniti è un auspicio che il presidente USA ha da tempo fatto suo. “A volte la protesta è controversa o rende le persone frustrate o arrabbiate ma preferisco che ci siano giovani impegnati nel tentare una via per accedere al nostro processo democratico piuttosto che gente che rimane seduta in disparte senza prestare attenzione a nulla”. Lo sportivo del team di San Francisco, ha inoltre deciso di donare 1 milione di dollari per progetti comunitari. “Non dubito della sua sincerità, per quanto ho sentito”, prosegue Obama“Sono convinto che abbia a cuore delle tematiche nobili di cui bisogna parlare. Se non altro, può aiutare ad interessarsi e a discutere di argomenti di cui bisogna occuparsi realmente”. “Forse i suoi detrattori inizieranno a vedere che lui si ha a cuore la giustizia e l’uguaglianza. Può essere rumoroso ma è così che funziona la democrazia”, conclude Barack Obama.
Intanto, il gesto potrebbe cominciare ad influenzare altri sportivi. Anche Eric Reid, compagno di squadra di Kaepernick, si è seduto durante l’inno. Lo stesso ha fatto la star del Calcio statunitense Megan Rapinoe, durante una gara di NWSL durante lo Star-Spangled Banner non è rimasta in piedi. “E’ stato intenzionale”, ha detto Rapinoe dopo il match. “E’ stato un piccolo assenso per Kaepernick e tutto quello che rappresenta. E’ disdicevole il modo in cui è stato trattato e il  modo in cui i media hanno considerato il gesto. In questo paese, Dobbiamo confrontarci con i temi razziali in maniera più consapevole. “Essere un gay americano, so cosa significa guardare la bandiera e non vedere protette tutte le tue libertà. E’ stato un gesto piccolo e qualcosa che mi propongo di fare in futuro, per alimentare il dibattito. E’ importante che la gente bianca supporti la causa delle persone di colore. Non dobbiamo per forza essere la voce leader ma mostrare il nostro supporto è qualcosa di davvero potente”. C’è da scommettere che la presa di posizione del 28enne afroamericano, otterrà altri proseliti e biasimi. In questi casi, è sempre conveniente aprire il dialogo e non chiudersi nella propria opinione ristretta.

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