Olimpiadi 2024, ecco perché non ci sono alternative italiane a Roma. Le tappe verso l’assegnazione

Pubblicato il autore: Maurizio Ribechini Segui

roma2024 (fonte Comitato Roma 2024)In queste ultime settimane si fa un gran parlare delle Olimpiadi del 2024, manifestazione che Roma è candidata ufficialmente a ospitare.

Le ultime dichiarazioni del sindaco di Roma Virginia Raggi e del leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo sembrano infatti allontanare l’organizzazione dei Giochi olimpici dalla capitale italiana. Tutto ciò, oltre alle prevedibili polemiche politiche nazionali, ha causato anche alcune prese di posizione da parte di diversi amministratori locali che hanno avanzato l’ipotesi di candidature alternative delle rispettive località e città per lo stesso 2024. Mentre ad esempio il sindaco di Napoli De Magistris, a cui ha fatto eco il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, appena ieri ha proposto l’organizzazione dei Giochi del 2028. In realtà va detto che queste ipotesi sono pressoché impossibili. Come ha dichiarato stamani al quotidiano Il Mattino il presidente del CONI Giovanni Malagò, affermando: “Una candidatura italiana alle Olimpiadi 2028? Impossibile. O Roma 2024 o niente. La candidatura era stata ufficializzata dal premier Renzi nel dicembre 2014, durante la cerimonia di consegna dei Collari d’oro al Foro Italico. Il percorso, a fronte dell’apprezzamento internazionale emerso anche in occasione dei Giochi di Rio de Janeiro, è diventato sempre più tortuoso, anzi impraticabile, a causa della ferma opposizione dei 5 Stelle, il partito del sindaco Virginia Raggi”.
Le motivazioni sono facilmente spiegabili. Iniziamo dal fatto che è del tutto impossibile una candidatura italiana alternativa a Roma per i Giochi del 2024, infatti va precisato che secondo le regole del CIO le candidature olimpiche riguardano una singola città e non l’intero stato a cui essa appartiene, il quale pertanto non ha alcuna voce in capitolo per dire ad esempio “Ci abbiamo ripensato, non si fanno più a Roma ma in un’altra città”. La candidatura non è infatti in mano all’Italia come paese ma al comitato promotore e ovviamente alla città individuata. Quindi tecnicamente se Roma si tira indietro restano in lizza Parigi, Budapest e Los Angeles, le cui candidature (al pari di quella romana) sono state accettate ufficialmente dal CIO nello scorso autunno, e solo fra queste rientrerà la scelta.
Non altrettanto impossibile sul piano formale, ma di fatto assai improbabile, è invece l’evenienza che una città italiana possa organizzare invece i successivi Giochi del 2028. Infatti a causa della tradizionale alternanza fra i continenti è assai probabile che all’Europa tocchino appunto i Giochi del 2024, quando saranno passati 12 anni dall’ultima Olimpiade europea (Londra 2012). In mezzo i Giochi di Rio 2016 e quelli di Tokyo 2020. Ecco che infatti nel 2024 ad esempio la candidatura di Los Angeles, secondo questa logica, ha poche possibilità, al contrario di Budapest e soprattutto di Roma o Parigi. Ma nel 2028 dovrebbe toccare nuovamente ad un paese del continente americano e perché no, per la prima volta, ad uno africano. Se l’Italia salta l’organizzazione delle Olimpiadi del 2024, insomma, se ne riparla probabilmente nel 2036 se non oltre.

Guardando le tappe mancanti verso l’assegnazione ufficiale dei Giochi del 2024, osserviamo che le prossime scadenze sono ad ottobre con la fase “Governance, legale e Finanziamenti”, poi a febbraio 2017 con la fase del “Games Delivery, Experience and Venue Legacy”. Infine fra esattamente un anno, il 13 settembre 2017, ci sarà la decisione definitiva, che verrà comunicata durante la 130ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale a Lima, in Perù. Quel giorno si saprà ufficialmente quale sarà la città ospitante delle Olimpiadi 2024.

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