Olimpiadi Roma 2024, Malagò: “Virginia Raggi ci deve rispetto”

Pubblicato il autore: Alessandro Basta Segui

Olimpiadi Roma 2024
Giovanni Malagò, dopo il “no” di Virginia Raggi in conferenza stampa alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024, ha spiegato le sue motivazioni sulla vicenda. Il Presidente del CONI chiede rispetto e confuta le motivazioni della sindaca. Di seguito le sue parole

Olimpiadi Roma 2024, il pensiero di Malagò

Sull’incontro con Virginia Raggi: “La sindaca Raggi aveva chiesto un incontro nel primo pomeriggio di oggi. Abbiamo dato disponibilità: ho avuto giornate complicate, ho smontato tutta la mia agenda per quest’appuntamento. Quello che è stato curioso è che dopo averci dato quest’appuntamento, la sindaca aveva, invece, fissato una conferenza stampa per le 15,30. Avevamo finalmente la possibilità di parlare e siamo andati, anche se un’ora ci sembrava molto poco per quest’argomento. Ci hanno fatto accomodare nel salotto del sindaco, c’era il suo portavoce e abbiamo cominciato a parlare. Intorno alle 14,50 ho chiesto notizie e mi è stato detto che stava arrivando. Alle 15 mi è stato detto nuovamente che stava arrivando: aveva avuto un impegno istituzionale con il Ministro Delrio. La sindaca è uscita intorno alle 13,15 dall’ufficio del Ministro delle Infrastrutture. Alle 15,07, alle 15,30 c’era la conferenza stampa, siamo andati via: la sindaca avrebbe dovuto dedicarci maggiore attenzione e rispetto per il mondo che rappresentiamo”.

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Riguardo la candidatura olimpica: “Noi non apparteniamo a nessun partito politico. Siamo e dobbiamo rimanere laici, ma non vogliamo che qualcuno ci tiri per la giacca da una parte all’altra. Lo sport ha chiesto all’unanimità la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024: non era mai successo! Eravamo forti di una precisa delibera da parte dell’amministrazione comunale, con tanto di mozione, con una percentuale di adesione quasi del 90% e sostegno pieno da parte del governo italiano. Il mondo dello sport ha fatto quello che gli era stato chiesto di fare. Sono cambiate le regole del gioco. Il punto centrale è uno: se non ci fosse stato l’avvento di Thomas Bach come Presidente del Cio, nessuna città d’Italia poteva aspirare a candidarsi. Si voleva dare una caratterizzazione diversa a chi si candida: si voleva recuperare ciò che era stato abbandonato e realizzare impianti temporanei, con un approccio ecologico e senza confondere le opere con altre opere strumentalizzate. Il budget è meno di un decimo delle Olimpiadi di Sochi. Ben venga qualcuno che ha il pallino della trasparenza e della correttezza. Non dobbiamo organizzare: dobbiamo decidere se sperare di candidarci ad avere le Olimpiadi o staccare la spina. Consiglio alla sindaca di non presentare la mozione al Consiglio Comunale: parla di città che non sono mai state candidate! Amburgo non è mai stata candidata. Boston non è mai stata candidata! Non parlate di cose che non conoscete. Madrid? Non si è mai ritirata. Noi ad oggi siamo obbligati a essere della partita: se poi qualcuno si prende la responsabilità tra città, candidato olimpico e governo… Serve un atto formale, ma va motivato. Ieri nello studio del dossier c’è stata l’apertura, punto per punto, su ogni argomento. Basta leggere le carte: costo zero per i cittadini romani! Come poteva la sindaca sedersi intorno a un tavolo e capire le cose come stanno? Perché non vogliono farle? Non c’è un motivo per non farle”.

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