Paralimpiadi 2016. La grinta femminile domina Rio!

Pubblicato il autore: simona salta Segui

Assunta LegnanteParalimpiadi 2016: La grinta femminile domina Rio!

Sono state 10 le medaglie che il Team italiano, nelle ultime ore, ha regalato alla sua nazione

5 nel ciclismo, con l’oro nell’handbike time trial di Luca Mazzone, Alex Zanardi, Vittorio Podestà.

L’argento di Alberto Simonelli nell’arco compound, quello di Federico Morlacchi nei 100 rana S9.

I tre bronzi di Efrem Morelli nei 50 rana SB6, di Francesca Porcellato nell’handbike a crono, di Giancarlo Masini nella bicicletta a crono.

Noi Italiani orgogliosi soprattutto delle nostre donne che con la loro grinta e tenacia hanno regalato emozioni e medaglie.

L’oro meritatissimo e atteso di Assunta Legnante, classe 1978, ipovedente, che realizza con 15.74 il suo season best .

Assunta nella sua categoria non ha rivali. Dietro di lei l’ uzbeca Burkhanova (15.05 – World Record) e la messicana Valenzuela (13.05).

Assunta in carriera ha vinto la medaglia d’argento ai Campionati europei di atletica leggera indoor 2002 e il titolo europeo ai Campionati europei indoor di Birmingham nel 2007.

Nel 2006 si è posizionata al quinto posto ai Campionati europei di Göteborg.

Soprannominata “cannoncino” per la potenza delle braccia, è alta 189 cm per un peso di 122 kg.

“È stata la gara più difficile da 4 anni a questa parte – ha detto Assunta – per colpa dei dolori di schiena e alle gambe. All’inizio ero preoccupata, l’uzbeca era vicina. Mi sono detta, devi fare la gara della vita. Questo oro l’ho vinto per fame, come mi dice sempre mio padre, devo avere fame di tutto, di vincere, di conoscere, di vivere”.

Un’altra atleta magnifica, entrata nella storia della scherma azzurra, con il suo meritatissimo l’oro è stata Beatrice Vio, per tutti solo “Bebe”.

Classe 1997 Beatrice, detta Bebe è una delle più giovani atlete presenti a Rio.

Nata a Venezia ,Bebe è seconda di tre fratelli.

A 11 anni fu colpita da una meningite fulminante che le causò una infezione fortissima con successiva necrosi ad avambracci e gambe con successiva amputazione. Uscita dall’ospedale si sottopose a riabilitazione e presto riprese l’attività sportiva, anche agonistica, come schermitrice.

A Rio Bebe ha ottenuto la consacrazione di campionessa, andando a vincere la medaglia d’oro nella sua specialità, il fioretto di categoria B.

Decisiva la sua vittoria, in finale, sulla cinese Zhou (15-7)

“Bebe è un talento straordinario, ha una capacità di vincere facendo sembrare la cosa come la più naturale del mondo – ha ammesso il Presidente del CIP, Luca Pancalli – ma dietro a questi successi c’è una programmazione seria, c’è un lavoro di anni per arrivare a questo appuntamento nella miglior forma possibile, fisica e mentali. Bebe è una delle migliori ambasciatrici del nostro movimento – ha aggiunto Pancalli – considerata la giovane età, potrà regalarci ancora tante Paralimpiadi a questi livelli”.

“Grazie, Bebe, per questa vittoria, per come l’hai maturata e per le emozini che ci trasmetti ogni volta che vai in pedana”.

Delusione invece per Giusy Versace, velocista calabrese squalificata nella finale dei 400 metri categorie T43-44 per un’invasione di corsia.

“E’ vero, ho toccato la linea bianca interna della corsia nella seconda curva – ha detto Giusy – e la squalifica ci sta tutta. Purtroppo ho sbandato e, oltre a perdere l’assetto di corsa, ho messo il piede sulla linea. Me ne sono accorta subito e a quel punto la mia gara era gia’ compromessa. Adesso mi concentrero’ sui 200 metri, perche’ la mia Paralimpiade non puo’ finire cosi’

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