Paralimpiadi 2016, l’Italia chiude al nono posto nel Medagliere

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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NONO POSTO FINALE NEL MEDAGLIERE. L’IMPORTANTE CONTRIBUTO DELL’ATLETICA
Le Paralimpiadi si sono concluse e l’Italia si porta a casa ben 39 medaglie, piazzandosi al nono posto nel Medagliere di Rio de Janero 2016. Di queste 10 sono d’oro, 14 d’argento e 15 di bronzo, riuscendo a collocarsi subito dopo dei “giganti” come la Gran Bretagna, li Stati Uniti e la Cina. L’atletica, giusto sottolinearlo, ha contribuito e non poco a questo risultato sportivo. Martina Caironi è riuscita ad ottenere il suo secondo oro nei 100 T42, dopo il successo nell’edizione di Londra. Sel nel lungo la Caironi si è fermato ad un argento, in questo caso il suo tempo di 14.97 è risultato imbattibile, ricordando come il record del mondo sia proprio su a 14.61. Queste le sue parole dopo la gara: “Sono lacrime di gioia e di tensione, c’è dentro il peso e le tante aspettative di questi ultimi mesi. Volevo battere il record del mondo, l’appuntamento è solo rimandato. Sono contentissima di essere sul podio con Monica. Il nostro abbraccio alla fine dovrebbe parlare da solo”.
Assieme a lei, appunto, Monica Contraffato è riuscita a strappare un meritatissimo bronzo con il tempo di 16.30, ottenendo, così, la sua prima medaglia ad una Paralimpiade. “Il mio sogno si è avverato grazie a Martina. Ho iniziato a correre guardando lei in TV a Londra. In gara ad un certo punto non ce la facevo più, ero stanchissima ma da lontano vedevo la medaglia, non potevo mollare. Questo è il giorno più bello della mia vita, ora dovranno issare un altro tricolore sul podio”, così Monica a fine prova. C’erano speranze anche per la pedana del lungo T44, dove Roberto la Barbera, piazzatosi ottavo, ha qualche rimpianto: “Sono contento a metà perché ho sempre regalato troppo all’asse di battuta. Ho fatto grandi salti, potevo arrivare al record italiano ma non è andata. So di avere una grande misura nelle gambe ma forse questo non era il momento. Sono entrato in finale alla mia quarta Paralimpiade e comunque sono sempre tra i più forti al mondo”. Se l’oro è andato a Markus Rehm, l’argento e il bronzo se li sono aggiudicati rispettivamente Ronald Hertog e Felix Streng. Riepilogando, quindi, l’Atletica azzurra torna dal Brasile con sei medaglie: due ori per Assunta Legnante nel peso F11 e Martina Caironi nei 100 T42, due argenti per Martina Caironi nel lungo T42 e Oney Tapia nel disco F11, due bronzi per Alvise De Vidi nei 400 T51 e Monica Contrafatto nei 100 T42, tre quarti posti, Assunta Legnante nel disco F11, Federica Maspero nei 400 T43/44 e Oxana Corso nei 200 T35 e due record italiani, 14.37 per Federica Maspero nei 100 T43 e 4,51 metri per Arjola Dedaj nel lungo T11.

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LA SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA FISPES
Soddisfatto, altro non poteva essere, il Presidente della FISPES Sandrino Porru: Una squadra matura e competitiva che è stata in grado di rispondere in modo ottimale al grande livello agonistico di questa manifestazione. Ciascuno di essi ha confermato le proprie qualità tecniche anche in termini di medaglie e piazzamenti importanti. In particolare, sono contento dei messaggi positivi che i nostri atleti sono riusciti a trasmettere a tutti gli Italiani. Un grazie sentito va a tutto lo staff tecnico, al team federale e alle società sportive che hanno sostenuto in modo egregio la preparazione degli atleti in questo quadriennio paralimpico. Tutti hanno contribuito al raggiungimento di questi risultati e a porre le basi per un settore giovanile in fermento che potrà mettersi in gioco già dai Mondiali di Londra del prossimo anno”.

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