Paralimpiadi: Bebe Vio sarà la portabandiera nella cerimonia di chiusura

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Bebe Vio

Paralimpiadi di Rio, e sono 34. Continua la straordinaria avventura dell’Italia alle Paralimpiadi di Rio: nella notte il trio composto da Beatrice Vio, Loredana Trigilia e Andreea Mogos ha vinto il bronzo nel fioretto femminile a squadre. Le azzurre hanno battuto in finale Hong Kong 45-44 grazie ad una grande rimonta firmata dalla Vio, 19enne veneziana, la più giovane della squadra. VIO: “VITTORIA STUPENDA” –“L’importante è che ci siamo divertite questa è la nostra medaglia ed è bellissima, è stupendo averla vinta con la mia squadra, ci tengo più a questa che alla medaglia d’oro”, ha detto Bebe Vio che a Rio ha conquistato anche l’oro nel fioretto individuale. “In gara – aggiunge  – pensavo alla fantastica storia che ho e mi ripetevo che non poteva finire con una sconfitta. Abbiamo tirato tutti gli assalti a mille e ci è dispiaciuto perderli tutti quasi ma non fa niente, abbiamo vinto quello più importante. Siamo delle bestie mentalmente e vogliamo spaccare tutto”. Bebe Vio a Rio ha già vinto una medaglia d’oro nel fioretto categoria B, il primo trionfo a 5 cerchi nella giovane carriera della 19enne di Mogliano Veneto. Ma ieri, nella prova a squadre, ha sfidato (e superato) anche le campionesse di categoria A. Numero uno al mondo compresa. E poco importa se alla fine l’Italia sia uscita in semifinale con la corazzata cinese. C’era ancora una medaglia da conquistare, il bronzo centrato nella ‘finalina’ con Hong Kong. Una rimonta pazzesca, quella di Bebe, salita in pedana sul 40-38 per le avversarie per scendere solo sul 45-44 finale. Ed è stata grande festa azzurra con Loredana Trigilio e Andreea Mogos.
E SARA’ PORTABANNDIERA ALLA CERIMONIA DI CHIUSURA – A completare la grande giornata di Bebe Vio la notizia che il 18 settembre avrà l’onore di guidare la nostra Delegazione al suo ingresso nel leggendario Stadio Maracanà di Rio de Janeiro. “SIAMO UNA GRANDE SQUADRA” –  Soddisfatta anche Loredana Triglia: “Finalmente, dopo cinque edizioni è arrivata finalmente la medaglia. Siamo una grande squadra e ce la meritavamo, anzi, meritavamo sicuramente qualche cosa in più oggi”. Parla anche Andreea Mogos: “Sono emozionatissima, questo è il traguardo più alto che abbia mai raggiunto in carriera e ora voglio godermelo tutto. Pubblico fantastico, tutti tifavano Italia: questo ci ha fatto sentire come a casa”.

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La storia di Bebe Vio, il fenomeno azzurro

Quando aveva undici, nel 2008, Bebe Vio fu colpita da una meningite fulminante. La malattia degenerò in una vasta infezione che rese necessaria l’amputazione di tutti e quattro gli arti. “A dieci anni aveva fatto la profilassi contro la meningite di tipo A , raccontava il padre. Allora i sanitari ci dissero che era troppo piccola per sottoporla alla vaccinazione contro la B. Per loro era meglio aspettare che compisse i quattordici anni. Noi ci siamo fidati, d’altronde erano degli specialisti. Purtroppo ci siamo sbagliati: praticamente dodici mesi dopo mia figlia ha contratto il batterio” . Con straordinaria caparbietà, Bebe, insieme con la sua famiglia, è riuscita a trasformare la disgrazia in un trionfo, umano e sportivo. E stata anche scelta tra i 5 testimonial mondiali, uno per ogni continente, per la campagna di sensibilizzazione a favore dei vaccini contro la meningite. Ora lotta per lei e per l’Italia, dando lustro al nostro Paese nel mondo. Notizia dell’ultim’ora, sarà lei la portabandiera azzurra alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi.  “Un giorno vorrei diventare capo di Sky Sport e presidente del Coni”, diceva qualche tempo fa al Maurizio Costanzo Show. “Nel 2028”, precisava. Quel giorno non sembra poi così lontano.

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