Paralimpiadi: ecco il medagliere finale e lo splendido bilancio dei nostri eroi azzurri

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

I Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro, che erano iniziati il 7 settembre, sono finiti domenica 18 settembre. La nazione che ha vinto più medaglie è la Cina, che ha dimostrato – esattamente come era già successo a Londra quattro anni fa – di essere una squadra davvero irraggiungibile: in totale, le medaglie cinesi sono 239, di cui ben 107 d’oro. Al secondo posto del medagliere è arrivata la Gran Bretagna, che come nelle Olimpiadi dei normo dotati di agosto, si è migliorata di tanto, grazie però anche all’assenza dell’intera squadra russa. Il risultato più notevole però è quello della inaspettata Ucraina, che nonostante la difficile situazione del paese è passata dalle 84 medaglie di Londra alle 117 di Rio de Janeiro, il suo miglior risultato di sempre. Il successo degli atleti paralimpici ucraini, oltre che all’assenza dei russi, è dovuto a un programma particolare che promuove l’attività agonistica per disabili a partire dalla riabilitazione, e alla diffusione capillare di centri sportivi adeguatamente attrezzati. Davvero un bell’esempio da seguire per gli altri Stati.

La squadra statunitense è arrivata inaspettatamente soltanto quarta con una medaglia d’oro in meno dell’Ucraina, mentre l’Italia è riuscita a piazzarsi fra le prime dieci nazioni dopo 44 anni (noni per dovere di cronaca), grazie soprattutto alle medaglie nel nuoto e nella handbike. Rispetto a quattro anni fa l’Italia ha vinto addirittura undici medaglie in più: il fatto che numerose di queste siano arrivate da atleti giovani e ancora molto promettenti, come Beatrice Vio, è un buon segnale in vista delle prossime Paralimpiadi di Tokyo tra quattro anni. Si abbassa allora il sipario sulle Paralimpiadi di Rio 2016. La cerimonia di chiusura allo stadio Maracanà, con la grandissima fiorettista Bebe Vio a portare il tricolore, fa scendere i titoli di coda su un’edizione da record per la nostra spedizione azzurra: il bilancio finale dice 39 medaglie, con 10 ori, 14 argenti e 15 bronzi. L’Italia non raggiungeva un simile risultato da ben venti anni: mai così bene da Atlanta ’96: la Top ten invece mancava, come già detto, da ben 44 anni.

Il movimento paralimpico italiano pare aver funzionato in tutto e per tutto, insomma, e può festeggiare per il tanto atteso traguardo della doppia cifra negli ori. A trascinare la spedizione azzurra è stato il nuoto, con ben tredici podi, quattro dei quali appartengono allo scatenato Federico Morlacchi. Bene anche la scherma, con la giovane campionessa Bebe Vio in copertina, e l’atletica, dove Martina Caironi e Assunta Legnante dettano legge. Risultati super anche dal ciclismo, dove l’ormai leggendario Alex Zanardi si guadagna per l’ennesima volta i riflettori col trionfo individuale e di squadra, unico atleta azzurro a mettersi al collo due ori. “Fornendo una percezione della disabilità completamente diversa aiutiamo il Paese a crescere – esulta Luca Pancalli, presidente del comitato paralimpico italiano -. Le 39 medaglie vinte sono il risultato migliore degli ultimi 20 anni. Sono le conquiste alle paralimpiadi a ‘riabilitare’ la società, non il contrario”.
Appuntamento dunque alle prossime Paralimpiadi, che si svolgeranno ancora in Asia, ma stavolta in Giappone, per la XVI edizione estiva nel 2020. L’Italia ha dimostrato di essere viva, la speranza come al solito è quella di migliorarci ancora.

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