Paralimpiadi Rio 2016. L’Italia chiude al nono posto!

Pubblicato il autore: simona salta Segui

Italia nona nel medagliereParalimpiadi Rio 2016. L’Italia chiude nona!
Con 39 medaglie: 10 oro, 14 argento e 15 bronzo l’Italia arriva nona in classifica del medagliere delle Paralimpiadi di Rio 2016 dopo i grandi dell’atletica come la Cina, gli States e la Gran Bretagna.
Siamo arrivati alla fine di questa meravigliosa esperienza. I giochi si erano aperti con Martina Caironi che entrava con il tricolore nello stadio Maracaná, si sono chiusi ancora con lei e il suo sorriso contagioso dopo il trionfo nei 100 T42. Al suo fianco Monica Contraffatto che ha portato a casa un meritato bronzo.
Per la primatista Caironi si tratta invece del secondo oro paralimpico. Il primo lo vinse a Londra. Martina era alle prime armi e fu un grandissimo successo. Oggi il secondo oro che conferma le capacitá di Martina e il suo ruolo di campionessa iridata.
Se nel lungo Martina si era dovuta accontentare del secondo posto, qui il suo crono è imbattibile: 14.97 per lei, non molto lontano dal suo record del mondo (14.61).
Al traguardo è un pianto liberatorio: “Sono lacrime di gioia e di tensione, c’è dentro il peso e le tante aspettative di questi ultimi mesi.
Volevo battere il record del mondo, l’appuntamento è solo rimandato. Sono contentissima di essere sul podio con Monica. Il nostro abbraccio alla fine dovrebbe parlare da solo”.
Monica Contrafatto, compagna di squadra di Martina,ottiene il terzo posto in 16.30 e con la sua prima medaglia corona il sogno di salire sul podio di una Paralimpiade.La sua felicità è incontenibile: “Il mio sogno si è avverato grazie a Martina. Ho iniziato a correre guardando lei in TV a Londra. In gara ad un certo punto non ce la facevo più, ero stanchissima ma da lontano vedevo la medaglia, non potevo mollare. Questo è il giorno più bello della mia vita, ora dovranno issare un altro tricolore sul podio”.
Ancora aspettative erano per la pedana del lungo T44. Nonostante la supremazia di Markus Rehm,Roberto La Barbera conquista l’ottavo posto di una finale. Il primatista assoluto non è completamente soddisfatto: “Sono contento a metà perché ho sempre regalato troppo all’asse di battuta. Ho fatto grandi salti, potevo arrivare al record italiano ma non è andata. So di avere una grande misura nelle gambe ma forse questo non era il momento. Sono entrato in finale alla mia quarta Paralimpiade e comunque sono sempre tra i più forti al mondo”.
L’argento va all’olandese Ronald Hertog (7,29) ed il bronzo al tedesco Felix Streng (7,13).
Il team italiano dell’Atletica conclude le Paralimpiadi di Rio con sei medaglie (due ori per Assunta Legnante nel peso F11 e Martina Caironi nei 100 T42, due argenti per Martina Caironi nel lungo T42 e Oney Tapia nel disco F11, due bronzi per Alvise De Vidi nei 400 T51 e Monica Contrafatto nei 100 T42), tre quarti posti (Assunta Legnante nel disco F11, Federica Maspero nei 400 T43/44 e Oxana Corso nei 200 T35) e due record italiani (14.37 per Federica Maspero nei 100 T43 e 4,51 metri per Arjola Dedaj nel lungo T11).
Il Presidente della FISPES Sandrino Porru è contentissimo dei risultati ottenuti durante questa “trasferta” brasiliana: “Una squadra matura e competitiva che è stata in grado di rispondere in modo ottimale al grande livello agonistico di questa manifestazione. Ciascuno di essi ha confermato le proprie qualità tecniche anche in termini di medaglie e piazzamenti importanti. In particolare, sono contento dei messaggi positivi che i nostri atleti sono riusciti a trasmettere a tutti gli Italiani. Un grazie sentito va a tutto lo staff tecnico, al team federale e alle società sportive che hanno sostenuto in modo egregio la preparazione degli atleti in questo quadriennio paralimpico. Tutti hanno contribuito al raggiungimento di questi risultati e a porre le basi per un settore giovanile in fermento che potrà mettersi in gioco già dai Mondiali di Londra del prossimo anno”.
Orgogliosi di essere italiani e di avere atleti che, a dispetto delle difficoltá fisiche, aggrediscono la vita ottenendo grandi risultati e regalando splendide emozioni.
Che siano di esempio alle nuove leve. Mai arrendersi. La costanza e la grinta premiano.
welcome home Guys!

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