Paralimpiadi Rio 2016: pioggia di medaglie per l’Italia!

Pubblicato il autore: Omar Bonelli Segui

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Spettacolare sabato per l’Italia alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro, la terza giornata in Brasile si era aperta con l’argento di Ferrarin e il bronzo di Achenza nel triathlon, ma è solo l’inizio di una giornata da favola.
Successivamente due argenti per la spedizione azzurra con Martina Caironi, la portabandiera, nel salto in lungo T42 e Cecilia Camellini nei 400 S11 del nuoto, e due bronzi con Vincenzo Boni nei 50 dorso S3 e Giulia Ghiretti nei 50 farfalla S5.

Per rendere la giornata storica, è mancato solo l’oro agli azzurri, comunque molte medaglie che vanno a rimpinguare il medagliere alle Paralimpiadi di Rio, arrivato già a otto podi, 3 argenti e 5 bronzi.
La portabandiera Martina Caironi ha vinto l’argento nel salto in lungo della classe T42 grazie alla misura di 4.66 metri, suo record personale, la cronaca della gara vede partire subito alla grande l’italiana, che dopo aver piazzato un ottimo 4,54 al primo tentativo, eguaglia subito dopo il record italiano di 4,60 che gli appartiene, per poi superarlo di 6 cm alla quinta prova. La sua stupefacente prestazione nulla può però contro l’attuale primatista del mondo Vanessa Low, l’acerrima rivale tedesca che è stata capace di saltare la stratosferica misura di 4,93, migliore prestazione iridata di tutti i tempi, a +14 cm dal suo limite precedente. Terza posizione per la cubana Malu Perez Iser (3,92). In questa specialità la 27enne bergamasca ha collezionato, nella sua fulminante carriera, cinque podi nelle più importanti manifestazioni internazionali, tra cui un oro risalente ai Mondiali di Lione del 2013 e un argento guadagnato a Doha l’anno scorso.

A fine gara l’entusiasmo della saltatrice azzurra è alle stelle: “È una sensazione bella, già dall’ora di pranzo sentivo le farfalle nello stomaco e le ho tenute fino al momento di entrare nello stadio con il tifo di questi brasiliani fantastici. Il vero obiettivo era fare il personale, per ora i 6 cm mi bastano perché a febbraio avevo rischiato di non fare le Paralimpiadi per un infortunio. Quando la Low ha sparato questi salti incredibili, mi sono detta non vinci, prova a fare almeno un salto bene’. Per fortuna ho ancora margini di miglioramento soprattutto a livello tecnico nella salita del ginocchio destro, ma ho bisogno di tempo per lavorarci”.

Argento anche per Cecilia Camellini arrivato dalle piscine, per l’italiana ennesima medaglia della sua straordinaria carriera sportiva. Impegnata nei 400 metri di categoria S11, l’emiliana nuota in 5:16.36, giungendo al traguardo con 1.28 di ritardo dalla trionfatrice della prova, l’olandese Bruisma (5:15.08). Un argento importante quello conquistato da Cecilia che sa di riscatto dopo il 7° posto nei 100 dorso S11 che aveva lasciato un po’ di amaro in bocca, ma soprattutto dopo tredici mesi di fatica, di preparazione di una gara non facile, ed estenuante.
Dalla vasca arrivano altre due medaglie, due bronzi. A conquistarle sono Vincenzo Boni, terzo nella finale dei 50 dorso S3 col tempo di 46″67 alle spalle dell’ucraino Vynohradets, oro, e del cinese Huang, argento, e Giulia Ghiretti, sul gradino più basso del podio nei 50 farfalla S5. L’azzurra si migliora di oltre due secondi e chiude col crono di 45″74: oro alla cinese Xu, argento per la norvegese Rung.

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