Paralimpiadi Rio, Alex Zanardi: il supereroe dei nostri giorni

Pubblicato il autore: Mattia Emili Segui

Paralimpiadi Rio 2016, Alex Zanardi conquista un altro oro nella handbike a 50 anni: “Se sei spinto solo dall’ambizione a un certo punto ti stanchi, occorre passione”

paralimpiadi rio zanardiAlla soglia dei 50 anni Alessandro Zanardi rinconquista la medaglia d’oro già vinta a Londra 2012 nella prova a cronometro 20 km della handbike, categoria H5, compiendo una rimonta straordinaria da metà gara in poi. Il suo primo pensiero all’arrivo è stato per i suoi cari e per un amico, anch’egli atleta: “Ho tante dediche da fare per questa gara: a mia mamma che mi ha messo al mondo, a mia moglie Daniela che amo tanto e a mio figlio per cui darei la vita. Ma la dedico anche a Gianmarco Tamberi: sei forte e ti rifarai dalla botta che hai preso prima di Rio“. Insomma, quale miglior incoraggiamento per tornare a vincere se non quello di Alex? Successivamente, al termine della gara, lo stesso saltatore italiano, infortunatosi in una gara di preparazione ai Giochi Olimpici, ha subito replicato le parole del campione paralimpico: “Ho seguito la gara di Alex e la sua vittoria mi ha fatto venire la pelle d’oca. Lui ha toccato il cuore di tutti con la sua storia, ma con queste parole è entrato nel mio e ci rimarrà per sempre“.

Alex Zanardi, quando la seconda vita può essere meglio della prima

Quello che ci rimane scolpito nel cuore e nella mente della storia di Zanardi è come un uomo, grazie soprattutto allo sport, possa letteralmente rinascere dalle proprie ceneri e trasmettere all’intera umanità un’intensa sensazione di speranza. Di come un’individuo, in situazioni particolari, possa sprigionare delle virtù che forse nemmeno egli stesso conosce. E qui non stiamo parlando di “ceneri” intese come insuccessi o infortuni sportivi, ma di avvenimenti molto più importanti e difficili.
Quel 15 settembre del 2001, sul circuito tedesco del Lausitzring, non è soltanto cambiata la vita dell’uomo e del pilota, ma è come se Alex fosse nato un’altra volta: una nuova vita, un nuovo corpo, una nuova consapevolezza. Quei 55 minuti trascorsi con meno di un litro di sangue in corpo, i sette arresti cardiaci, le svariate operazioni per ridurre le fratture e soprattutto l’amputazione di entrambe le gambe non hanno per nulla scalfito il sorriso, la voglia di vivere e scherzare su quanto accaduto.

Le sue parole all’indomani dell’incidente furono quelle di uno che era già pronto per ripartire, per qualche altra missione, magari ancora più avvincente: “Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa. Quanto mi è accaduto mi ha arricchito di esperienze che altrimenti avrei completamente ignorato. Certo ci sono state molte difficoltà, ma anche tante soddisfazioni e alla fine non ho alcun rimpianto per quello che mi è accaduto“. Celebre anche la frase che l’allora pilota della Formula Cart, che alla premiazione dei Caschi d’Oro, a pochi mesi dal drammatico evento, disse davanti alla platea: “Ringrazio tutti, sono così emozionato che mi tremano le gambe“.

Paralimpiadi Rio Zanardi, terzo oro olimpico ma… “Voglio togliermi altre soddisfazioni”

Sul traguardo di Rio de Janeiro, Alex Zanardi è esausto: “E’ stata una gara difficilissima, sono arrivato allo stremo delle mie forza, ho dovuto dare tutto quello che avevo nel cuore, nei muscoli e nell’anima: sono arrivato all’agonia“. Tuttavia l’ex pilota bolognese non ha nessuna intenzione di mollare: “Non so cosa mi è rimasto per domani (la gara in linea, ndr), ma intanto questa medaglia l’ho portata a casa. Sono ancora un ragazzino e voglio togliermi molte altre soddisfazioni ancora“.
Dopo l’incidente Zanardi è tornato a correre con la auto, riuscendo anche a vincere una gara del Mondiale Turismo e ad aggiudicarsi il Campionato Italiano Superturismo. Ma i suoi più grandi successi li ha costruiti grazie alla handbike, su cui corre dal 2007: da allora il 50enne emiliano ha conquistato in questa disciplina ben 8 titoli mondiali, 4 medaglie olimpiche (3 d’oro), oltre a svariati successi nazionali. Nel 2014 e 2015 si è superato, concludendo l'”Iron man”, la massacrante gara di Triathlon  (4km di nuoto, 180 km in handbike e 42 km di maratona in carrozzina) in meno di 10 ore.
A chi, sempre sul traguardo di Rio, gli chiede dove trova tutta questa forza, risponde: “Molte persone credono già di aver dato tutto, mentre invece non sanno quale sia davvero il loro reale potenziale“.

 

 

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