Paul Heyman senza freni: “E’ inaccettabile! Insegnerò qualcosa a voi e al pubblico”

Pubblicato il autore: Alessandro Basta Segui

Paul Heyman

Paul Heyman è uno dei personaggi più controversi dell’intero universo WWE. Il manager di Brock Lesnar si è reso protagonista in diverse occasioni di episodi sopra le righe, perdendo il controllo anche fuori dalle scene del ring e in conferenza stampa. E’ quello che è accaduto nelle ultime ore, quando Heyman ha incontrato un giornalista di Games Radar per parlare di WWE 2k17. Alla prima domanda ritenuta scomoda, l’avvocato ha perso la pazienza (non ci vuole poi molto per uno come lui) e ne ha dette di tutte i colori al povero giornalista. Ripercorriamo la vicenda attraverso le sue dichiarazioni, riportare da World Wrestling.

Paul Heyman perde la ragione: le parole di fuoco al giornalista

Le prime parole di Heyman: “Brock Lesnar non è un amante dei videogiochi e non dirà mai di esserlo. Sicuramente lo sono i miei figli di 14 e 12 anni. E dopo aver visto la preview di WWE 2K17 pensano che questo possa essere il gioco più bello non solo della storia della WWE, ma della storia dei videogiochi. Ed è ovvio che sia così, dato che in copertina c’è Brock”. Poi il seme della discordia. Il giornalista “osa” chiedere se i figli avessero mai usato il personaggio di Brock Lesnar arrabbiandosi per una sconfitta. A questo punto, Paul Heyman esplode: “Ma chi ha fatto entrare questo tizio? Io non ragiono per ipotesi, se tua zia avesse le palle sarebbe tuo zio. Ma non le ha, quindi non lo è. Fatemi domande su fatti, per cortesia. Chiedetemi informazioni e insegnerò qualcosa a voi e al pubblico. Domande del genere invece sono inaccettabili, un po’ come i vestiti che hai deciso di metterti per questa intervista”.

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Heyman, furbizia e tempismo: come perdere la testa

Se a primo impatto, Paul Heyman potrebbe sembrare un personaggio con problemi nella gestione della rabbia e delle situazioni conflittuali, in realtà, chi ha seguito il mondo del Wrestling negli ultimi 25 anni sa che non è affatto così. Episodi come quello in questione sono praticamente all’ordine del giorno per Heyman, ma questo non vuol dire si tratti di azioni senza senso. Nella sua lunga carriera in WWE, WCW e ECW, il manager ha imparato a gestire ogni tipo di situazione, incastrandosi in maniera straordinaria nei meccanismi della Federazione. Non a caso Heyman è riuscito a guadagnarsi il soprannome di “One of the Greatest Minds in Professional Wrestling” e a conquistare il titolo di “Best Booker” in ben tre occasioni, nel 1994, nel 1997 e infine nel 2002. Se a questo aggiungiamo il premio di “Manager of The Year” conquistato nel 1992, restano pochi dubbi sulle capacità dialettiche e di manovra di questo controverso personaggio. Prima di parlare dell’ennesimo colpo di testa di Heyman, dunque, sarebbe bene entrare nella mente del manager di Brock Lesnar e comprendere le dinamiche che lo portano quasi in ogni occasione a presentarsi senza alcun freno nei confronti dei suoi interlocutori: che siano manovre per portare vantaggi mediatici e materiali ai suoi protetti? E’ lecito pensarlo, in un mondo, quello del Wrestling, dove tempismo, furbizia e personalità formano un mix fondamentale nella carriera di ogni tesserato.

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