Rio 2016: morte di Bahaman primo caso nella storia delle Paralimpiadi

Pubblicato il autore: Ramona Buonocore Segui

Logo_Paralimpiadi_Rio_2016_thbLa salma di Bahman Golbarnezhad potrebbe ritornare in Iran nelle prossime ore. 
A dichiararlo è stato il segretario generale del Comitato paralimpico iraniano Masoud Ashrafi che vorrebbe accelerare le indagini sull’incidente ciclistico che è costato la vita al 48enne atleta iraniano nella giornata di ieri.
Non sappiamo dire le cause dettagliate dell’incidente, attualmente. Dobbiamo aspettare che le indagini facciano il loro corso” hanno dichiarato il presidente dell’Ipc Sir Phil Craven e il presidente di Rio 2016 Carlos Nuzman durante la conferenza stampa indetta nella serata.
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il ciclista iraniano avrebbe perso il controllo della sua bicicletta sulla rapida discesa  Praiña durante la prova su strada delle categorie C4- C5, riservata agli atleti amputati agli arti superiori o con leggeri problemi neurologici, battendo violentemente la testa.
A causa della rapidità della discesa e della scarsa visuale, la ruota anteriore si sarebbe infilata nella canalina di cemento.
Durante il trasporto in ospedale l’atleta ha subito un primo arresto cardiaco e un secondo una volta giunti all’ospedale Barra d’Or. Alle 11 del mattino (16 in Italia), poco dopo l’arrivo in ospedale i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del ciclista.
Dopo la caduta dell’atleta iraniano, anche i due atleti in competizione per conquistare l’oro sono caduti a terra ai lati della pista, senza riportare gravi conseguenze.
A causa della mancanza dell’ambulanza, la gara dei tandem per gli ipovedenti è stata interrotta e fatta ricominciare solo in un secondo momento quando i mezzi di soccorso sono ritornati in postazione.
 “È un percorso competitivo, impegnativo – ha detto Pier Jones della Federazione internazionale ciclistica – ma gli atleti che arrivano qui sono tutti atleti esperti. Non c’erano oggetti in mezzo alla strada, né alcun impedimento”.
“La caduta è avvenuta dopo 35 km dalla partenza, l’ambulanza è arrivata dopo due minuti, tutte le cure sono state date tempestivamente” aggiunge Joao Grangerio, responsabile dell’area medica di Rio 2016.
“Speriamo che sia il primo e anche l’ultimo – commenta Craig Spence, capo comunicazione dell’Ipc – purtroppo nello sport gli incidenti accadono. In questo momento, per noi, è importante fare chiarezza sui dettagli e le sue cause, con un pensiero alla famiglia di Bahman”.
“È stato fatto tutto il necessario per proteggere il percorso e non potevamo immaginare che ci potessero essere dei rischi per la salute dei corridori” ha aggiunto il portavoce di Rio 2016, Mario Andrada.
La conferma del decesso di Bahman Golbarnezhad è stata data otto ore dopo l’accaduto per: “permettere al comitato paralimpico nazionale di avvisare la famiglia e per non turbare gli atleti iraniani in quel momento in gara”.
Al Villaggio Olimpico la bandiera paralimpica dell’Iran è stata messa a mezz’asta, così come a Rio centro dove oggi la nazionale iraniana maschile di sitting volley giocherà la finale contro la Bosnia Erzegovina.
Questa sera alla cerimonia di chiusura dei giochi allo stadio Maracanà verrà osservato un minuto di silenzio mentre il comitato paralimpico promette un’indagine profonda e veloce per capire le cause dell’incidente.
Da sessant’anni ad oggi quello di Bahman è stato il primo incidente mortale della storia delle Paralimpiadi.

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