Sabato azzurro alle Paralimpiadi di Rio 2016

Pubblicato il autore: Arianna Salpietro Segui

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A Rio De Janeiro arrivano le prime medaglie azzurre
 in queste Paralimpiadi di Rio 2016 con Francesco Bettella che ha vinto la medaglia d’argento nei 100 dorso S1 – il padovano ha nuotato in 2’27″06, giungendo alle spalle dell’ucraino Boiko con un tempo di 2’08″01 e davanti all’altro ucraino Kol, che raggiunge i 2’27″45, “Non pensavo fosse così dura“, le prime parole di Francesco che dedica la medaglia alla sua allenatrice, arrivano anche altre soddisfazioni per l’Italia.
Dopo l’argento di Francesco, arriva anche la seconda medaglia tricolore con Federico Morlacchi sui 400 stile S9, l’azzurro si ferma alle spalle dell’australiano Hall, oro con 4’12″73. Per il varesino in 4’17″91 ed è invece bronzo al britannico White che arriva terzo con 4’21″38.
Le parole del nuotatore di Luino sono di soddisfazione: “Il Morlacchi di Rio batte il Morlacchi di Londra per ora, sono contento – ha spiegato scherzando – ad un certo punto pensavo di prendere l’australiano, poi mi son corretto, meglio star qua“.
Argento anche per Cecilia Camellini nello spettacolare sabato dell’Italia alle Paralimpiadi, che registra il suo record personale in 5’16″36 nella finale dei 400 stile S11 del nuoto chiusa dietro dell’olandese Bruinsma, che vince l’oro, e davanti a Xie che conquista un altro bronzo cinese. Arrivano poi ancora dal nuoto altri due bronzi con il terzo posto di Giulia Ghiretti nei 50 farfalla categoria S5 e quello di Vincenzo Boni nei 50 metri dorso S3.

Un susseguirsi di successi, dopo poco gli azzurri conquistano la terza e quarta medaglia per il team tricolore nel triathlon: una medaglia d’argento con Michele Ferrarin nel triathlon maschile PT2, piazzandosi dietro il britannico Andrew Lewis e davanti al marocchino Mohamed Lahna; di bronzo per Giovanni Achenza nel PT1 dietro la coppia olandese Jetze Plat e Geert Schipper.

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Non ci delude neanche la nostra portabandiera Martina Caironi che conquista la prima medaglia d’argento nell’atletica del salto in lungo T4, lasciandosi alle spalle la concorrenza di ben otto avversarie dopo aver piazzato un ottimo 4,54. In questa specialità, la 27enne bergamasca ha collezionato ben cinque podi nelle più’ importanti manifestazioni internazionali, tra cui un oro che risale ai Mondiali di Lione del 2013 e un argento guadagnato a Doha l’anno scorso. La sua premiata prestazione eguaglia l’attuale primatista del mondo Vanessa Low, la rivale tedesca che e’ stata capace di saltare la stratosferica misura di 4,93 con +14 centimetri dal suo limite precedente, mentre in terza posizione troviamo l’atleta cubana Malu Perez Iser con il risultato di bronzo di 3,92.

Martina a fine gara dichiara che “è  una sensazione bella, già dall’ora di pranzo sentivo le farfalle nello stomaco e le ho tenute fino al momento di entrare nello stadio con il tifo di questi brasiliani fantastici. Sono contenta di aver aperto le danze delle medaglie per la squadra di atletica, altre ne verranno sicuramente. Oggi il vero obiettivo era fare il personale, per ora i 6 cm mi bastano perché a febbraio avevo rischiato di non fare le Paralimpiadi per un infortunio. Quando la Low ha sparato questi salti incredibili, mi sono detta ‘non vinci, prova a fare almeno un salto bene’. Per fortuna ho ancora margini di miglioramento soprattutto a livello tecnico nella salita del ginocchio destro, ma ho bisogno di tempo per lavorarci” poi l’atleta azzurra lascia una dedica speciale “Dedico questa medaglia alle vittime del terremoto, è un modo di dirgli che anche da lontano gli sono vicina. Loro non hanno avuto una seconda possibilità come l’ho avuta io“.
 

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