Surf in inverno…La stagione ideale?

Pubblicato il autore: Daniela Segui

snoubord-volna-ledSembra alquanto bizzarro, eppure l’inverno rappresenterebbe per gli appassionati la stagione migliore per il surf: le correnti, il freddo e le onde più alte aiuterebbero di molto i surfisti a cavalcare il mare. Secondo sondaggi e foto che impazzano sul web, sono in tantissimi i surfisti che decidono di praticare la loro passione in inverno… Verrebbe quasi da dire più freddo è più passione c’è! Durante la fredda stagione invernale i mari, specialmente quelli glaciali, possono raggiungere temperature anche inferiori ai venti gradi, molto più fredde che all’esterno. Gli atleti in questo senso sono obbligati a indossare delle particolari tute termiche per impedire ipotermie e per sopportare al meglio il freddo esterno e interno all’acqua. Certamente il movimento aiuta, ma non è la stessa cosa che in estate. Durante la bella stagione può essere divertente e una “spazzata al caldo” montare sulla tavola, soprattutto lungo le coste australiane. Eppure durante l’estate, nonostante le immagini, non ci sarebbero le stesse onde che in inverno. Le foto che giungono in merito sono alquanto suggestive: distese di sabbia e nevischio attendono questi ardimentosi e i paesaggi che si visitano per l’occasione sono a dir poco bizzarri. Si sta su una tavola da surf ma si ammira una natura simile alla Groenlandia con tanto di montagne innevate e spiagge sotto una coltre di ghiaccio e neve. Insomma la “visuale” ideale per gli appassionati con tanto di onde alte e visioni davvero mozzafiato. Ma è davvero tutto così idilliaco e senza rischi? Secondo esperti e dottori no: il rischio ipotermia è abbastanza alto, elevatissimo, se anche si considerano che le temperature di un mare ghiacciato raggiungono una soglia più elevata della stessa temperatura esterna. Le tute termiche non sono sufficienti in questi casi a mantenere il corpo caldo a lungo: si dovrebbe restare in movimento continuo, cosa che diventa più difficile quando gli arti perdono di sensibilità a causa delle basse temperature. Testimonianza di ciò due fratelli Burton e Richard Hathaway che qualche anno fa tentarono l’impresa rischiando quasi la vita. I due sportivi si trovavano in Canada con una temperatura esterna che sfiorava i meno trenta e quella del mare che arrivava anche a quasi meno cinquanta gradi. Entrambi erano muniti di speciali tute per impedire al corpo di gelare e tentarono di scalare le onde altissime date le correnti fredde che imperversavano in zona. L’impresa era tanto difficoltosa quanto difficile: i surfisti, come detto, sono quasi morti, i piedi si sono quasi ghiacciati e un fitto strato di ghiaccio avvolgeva i loro corpi. Hanno rischiato seriamente di morire assiderati per l’impresa senza per lo più ricevere alcuna medaglia. Tutto questo può essere servito forse come monito a non compiere più la cosa, ma non certo per riceverne gloria. Le loro tute termiche, quanto i due hanno affermato,erano veramente costosissime e in grado di resistere a basse temperature: evidentemente il freddo risultava troppo estremo anche per le stesse. Nonostante ciò ancora ci sono sportivi che s’avventurano in imprese del genere… Forse per puro spirito d’avventura? O per la voglia di superare i loro stessi limiti?

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