Triathlon: Jonathan Brownlee sviene, il fratello lo porta al traguardo

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
Brownlee

Alistair Brownlee scorta il fratello Jonathan, esausto, fino al traguardo

Cozumel (Messico) – In principio fu Enea che, vedendo Troia in fiamme, decise di prendere suo padre Anchise sulle spalle e scappare, trovando rifugio dopo mille peripezie su quelle coste del Lazio dove infine sorse la gloriosa città di Roma. Quindi fu la volta di Dorando Pietri, indimenticato maratoneta italiano che nel 1908, alle Olimpiadi di Londra, tagliò per primo il traguardo, stremato e sorretto dai giudici di gara. Stavolta l’epilogo drammatico ha visto protagonisti i fratelli Brownlee, oro e argento nel Triathlon olimpico di Rio, che forse nemmeno sono a conoscenza di questi precedenti tanto simili al loro. Siamo a Cozumel, in Messico, dove si sta disputando l’ultima gara dell’anno valevole per il World Triathlon Series, la coppa del mondo di specialità, con il britannico Jonathan Brownlee che deve assolutamente vincere e sperare che il suo avversario diretto in classifica, lo spagnolo Mario Mola, arrivi non prima del quarto posto. Tutto sembra procedere secondo i piani, quando a poco meno di un chilometro dall’arrivo Jonny, il più piccolo dei due fratelli, accusa un colpo di calore che lo porta a barcollare, come se le gambe fossero fuori dal suo controllo, proprio mentre era tutto solo al comando. Il fratello Alistair, leggermente staccato dietro di lui insieme al sudafricano Henri Schoeman, si accorge però della situazione, e con un allungo lo raggiunge, lo sorregge e lo scorta fino al traguardo, permettendogli di non abbandonare la gara, ma sacrificando il primo posto, conquistato da Schoeman, ed il secondo, lasciato proprio al fratello, letteralmente spinto oltre il traguardo per poi essere lasciato cadere a terra privo di forze, subito soccorso dai medici di gara e ricoverato in ospedale.

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Un gesto che ha lasciato tutti gli spettatori increduli, vista l’importanza del titolo in palio, ma che ha portato a riflettere su quanto siano legati questi due fratelli, campioncini britannici della disciplina olimpica, che pure a Rio avevano stracciato la concorrenza salendo sui due gradini più alti del podio.
“Avrei voluto che quel maledetto idiota avesse fatto il ritmo giusto e vinto la gara. Avrebbe potuto camminare gli ultimi due chilometri” , ha commentato scherzosamente Alistair nel dopo gara, aggiungendo che “è stata una normale reazione di umanità nei confronti di mio fratello, ma avrei fatto la stessa cosa con chiunque altro. Anche io nel 2010, ad Hyde Park, mi sono trovato nella stessa situazione, e posso assicurare che è una sensazione orribile.”
Fortunatamente Jonny, direttamente dal letto ospedale, ha poi rassicurato tutti i suoi fan tramite il suo account Twitter, ironizzando sul suo drammatico arrivo, visto che “normalmente succede quando hai avuto troppo da bere, mentre stavolta è stato il contrario”, ed ammettendo che “non è stato proprio il finale che avrei voluto, ma ho dato tutto.”
In conclusione, Jonathan ha voluto quindi ringraziare il fratello per la sua “incredibile lealtà”, complimentandosi anche con i suoi diretti rivali, lo spagnolo Mola e il sudafricano Schoeman, rispettivamente vincitore finale del World Triathlon Series e della gara appena conclusasi.

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Risultati di gara

1. Henri Schoeman (SA) 1h 46′ 50″

2. Jonathan Brownlee (GB) +18″

3. Alistair Brownlee (GB) S.T.

4. Richard Murray (SA) +45″

5. Mario Mola (Spa) +46″

Classifica finale ITU World Triathlon Series

1. Mario Mola (Spa) 4,819pt

2. Jonathan Brownlee (GB) 4,815pt

3. Fernando Alarza (Spa) 4,087pt

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