Trionfo dell’Italia ai mondiali di Subbuteo

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

subbuteo
Subbuteo: i più grandi sapranno sicuramente di cosa stiamo parlando, mentre i più giovani avranno quasi certamente sentito parlare, almeno una volta, di questo meraviglioso gioco da tavolo, nel quale viene riproposto, in miniatura, il gioco del calcio.
Il gioco nacque in Gran Bretagna nel 1947 da un’idea dell’ornitologo Peter Adolph, che riprendeva, però, quella di un gioco già esistente dagli anni trenta, il New Footy, creato da W.L. Keelings. Originariamente Adolph avrebbe voluto chiamare il gioco The Hobby; il termine in inglese significa “passatempo”, ma designa anche una specie di falco, il lodolaio. Dal momento che il termine “Hobby”, secondo l’Ufficio Brevetti inglese, non era registrabile, l’inventore del gioco prese in prestito parte del nome scientifico: quello di Falco Subbuteo. Il gioco ha avuto grande diffusione anche in Italia soprattutto durante gli anni settanta e ottanta.
Come nel calcio vero e proprio, le squadre sono composte da undici giocatori: nel gioco da tavolo questi ultimi sono rappresentati da miniature in plastica riproducenti le fattezze dei giocatori di calcio e appoggiati su una basetta semisferica appesantita da un piccolo peso all’interno che permette, grazie al classico “tocco a punta di dito”, che richiede comunque una particolare destrezza, di spostarli e di calciare una sfera in plastica rappresentante il pallone di calcio.
Con il passare del tempo il gioco si è, sostanzialmente, evoluto.
Nonostante resistano gli appassionati legati, ovviamente, alle miniature e al gioco del passato, da alcuni anni questo sport, perchè è di questo che stiamo parlando, ha cambiato, in pratica, la propria denominazione, prendendo il nome di “Calcio da Tavolo” e ha subito alcune modifiche.
Queste riguardano principalmente i materiali utilizzati, come ad esempio il panno del campo o le cosiddette basi basculanti delle miniature, sostituite da basi più piatte. Anche se poi ci sono ancora dei giocatori che usano delle basi abbastanza riconducibili a quelle che contraddistinguevano il Subbuteo vero e proprio. C’è stata inoltre una modifica dei portieri, ora totalmente in ferro. Le regole invece non sono cambiate moltissimo, e differiscono soprattutto e sostanzialmente nella rigidità delle stesse.
Fondamentalmente, comunque, l’idea del gioco, che tanto ha appassionato i ragazzi della mia generazione e di quella precedente, è rimasta più o meno la stessa.
In tutti i casi, per coordinare e raggruppare i numerosi appassionati di questo gioco, nel nostro paese esiste la Federazione italiana, denominata FISCT (www.fisct.it). La Federazione internazionale, chiamata FISTF (www.fistf.com), invece, raggruppa, in pratica, tutte le varie federazioni nazionali sparse per il mondo.
Il gioco è piuttosto sviluppato in Europa, ed è in notevole fase d’espansione.
L’Italia è il paese con il maggior numero di club ed un discreto numero di tesserati.
Esistono, nel dettaglio, due tipologie di gioco: quello a squadre e quello individuale.
La sfida a squadre si gioca sempre uno contro uno, ma su quattro tavoli contemporaneamente e il risultato è determinato dai risultati ottenuti su ogni singolo campo.
Per quanto riguarda il gioco a squadre le categorie sono quattro, dalla D alla A. Esistono poi i gironi interregionali, che determinano l’ingresso di un certo numero di squadre nelle serie D.
Il campionato a squadre della Serie A e della Serie B si gioca in due giornate, andata e ritorno, in mesi differenti. In occasione della giornata di ritorno della Serie A e della Serie B, solitamente, si gioca anche il girone unico della Serie C e della Serie D.
Esistono poi tutta una serie di tornei nazionali ed internazionali che determinano una graduatoria in perfetto stile “ranking ATP” del tennis. In pratica, vincendo il torneo, oltre a conquistare la coppa e gli eventuali premi messi a disposizione dal comitato organizzatore, ti porti a casa dei punti che servono a migliorare la propria posizione nei ranking nazionale e internazionale.
Per quanto riguarda il gioco individuale, anche in questo caso esistono tutti i vari tornei per conseguire i punti che determinano il ranking e che servono poi per entrare di diritto a far parte delle finali nazionali, in base alla propria posizione in classifica. Gli altri posti nelle finali, invece, vengono stabiliti mediante alcune eliminatorie giocate su base interregionali.
Le categorie sono quella Open, a cui possono partecipare tutti, senza alcun limite di età, Veteran, a cui può partecipare solo chi ha già compiuto 40 anni, Under12, Under15 e Under19, a cui possono partecipare, rispettivamente, tutti i ragazzi che devono compiere 12, 15 e 19 anni, e, infine, la categoria Donne.
A livello individuale e di squadre, inoltre, si disputa, oltre alle finali nazionali, anche la Coppa Italia.
Per le varie categorie, poi, ovviamente, esistono anche i campionati mondiali a squadre ed individuali.
E proprio nei giorni scorsi, e precisamente il 3 e il 4 settembre 2016, si è concluso l’ultimo Campionato del Mondo di Subbuteo (o Calcio da Tavolo se preferite), tenutosi in Belgio e precisamente a Frameries, dove l’Italia ha quasi fatto l’enplein ottenendo la vittoria nelle categorie Open, Veteran, Under15 e Under12 e sfiorando la vittoria nella categoria Donne, che hanno pareggiato in finale contro i padroni di casa e hanno perso il titolo solo a causa della differenza reti.
Successi importanti, sopratutto per quanto riguarda la squadra italiana Open che con questa vittoria ha di fatto cancellato la cocente delusione dell’anno scorso, a San Benedetto del Tronto.
Ecco di seguito il ruolino di marcia e i dettagli delle competizioni Open e Veteran, ampiamente descritti sul sito ufficiale della Federazione Italiana e su ItaliaSubbuteo.it, il portale italiano del Calcio da Tavolo:

Il team degli Open, guidato dal capitano Massimiliano Nastasi (e composta da Saverio Bari, Massimo Bolognino, Daniele Bertelli, Luca Colangelo e Luca Zambello) si è reso protagonista di un cammino sicuro e senza intoppi. Gli azzurri hanno infatti vinto il proprio girone, che li vedeva insieme a Giappone (4-0), Olanda (3-1) e Inghilterra (4-0).

Dopo aver superato a punteggio pieno il girone, gli azzurri superano ai quarti di finale anche la Germania con il punteggio di 3-0, questi i singoli risultati:

Massimiliano Nastasi – Marcel Kwiatowski 5-2

Saverio Bari – Janus Gersie 7-1

Daniele Bertelli – Marcus Tilgner 7-1

Luca Colangelo – Alexander Ruf 2-2

In semifinale l’avversario per gli italiani era la temibile formazione austriaca (che nel mondiale di San Benedetto aveva eliminato proprio in semifinale l’Italia) guidata dal campione del mondo Wolfgang Leitner. In questo caso, però, gli azzurri si prendono la rivincita e sconfiggono gli avversari per 3-1.

Massimiliano Nastasi/Daniele Bertelli – Alexander Haas 3-2

Luca Colangelo – Wolfgang Leitner 3-1

Saverio Bari – Christian Haas 2-3

Luca Zambello – Wolfgang Haas 7-2

In finale, gli azzurri si sono trovati di fronte la Spagna campione in carica. Gli iberici, che avevano recuperato a sorpresa il campionissimo Carlos Flores (assente nel torneo individuale) sono stati battuti con un secco 4-0. Questi i parziali:

Luca Zambello/Massimiliano Nastasi – Antonio Casin 3-0

Daniele Bertelli – Juan Noguera 5-2

Saverio Bari – Carlos Flores 3-2

Luca Colangelo – David Gonzalez 3-1

Analogo, nella sostanza, il ruolino di marcia della Nazionale Veteran, capitanata da un motivatissimo e determinato Stefano De Francesco (e composta da Gianfranco Calonico, Massimiliano Croatti, Mario Corradi, Francesco Mattiangeli e Patrizio Lazzaretti) Qui gli azzurri sono arrivati primi in un girone composto da Grecia (2-0), Gibilterra (3-0) e Malta (1-1).

Quindi, l’accesso diretto alla semifinale contro la Spagna (anche in questo caso campione in carica), sconfitta senza appello per 4-0. Questo lo score:

Patrizio Lazzaretti – Antonio Montano 2-0

Gianfranco Calonico – Viçens Prats Salat 2-1

Stefano De Francesco – Ferran Coll 5-1

Francesco Mattiangeli – Luis Lopez 2-0

In finale si arrivava contro i padroni di casa del Belgio. Nonostante il tifo sfegatato del palazzetto di Frameries la musica non cambiava e gli azzurri si imponevano per 3-1, con questi risultati:

Gianfranco Calonico – Eric Threis 3-4

Patrizio Lazzaretti/Mario Corradi – Pascal Scheen 3-2

Stefano De Francesco – Benoit Massart 2-1

Francesco Mattiangeli – Daniel Scheen 2-0

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