Campagna: “Tempesti come Buffon, lo voglio portabandiera nel 2020”

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

Il ct del Settebello Sandro Campagna non ha dubbi su chi possa essere il prossimo portabandiera italiano ai Giochi Olimpici del 2020 che si terranno in Giappone, a Tokyo: “Mi batterà affinché questo riconoscimento vada a Stefano Tempesti. Lo considero come il Gigi Buffon della pallanuoto. Alla manifestazione giapponese avrà quarant’anni, penso che due anni di riposo dalla Nazionale possano fargli bene. É il nostro baluardo, mi confronterò con il presidente del CONI Malagò“. Campagna candida Tempesti e lo paragona all’estremo difensore della Juventus, lui che è bianconero di Palermo, storico feudo calcistico degli Agnelli.

Per Tempesti si tratterebbe della sesta Olimpiade, un record assoluto che credo sia solo stato stabilito da Raimondo D’Inzeo nell’equitazione” continua Campagna. Il ct si è dimenticato di Piero D’Inzeo (il fratello meno titolato) e Josefa Idem, tutti a otto Olimpiadi anche se l’ex canoista-ministro disputò le prime due per la defunta Germania dell’Ovest. Tutti grandi campioni entrati nella storia dello sport italiano e mondiale con parecchi ori olimpici.

Campagna, intervistato dal blog ‘Questione di Stile’ della Gazzetta dello Sport, spiega il perché di questo audace paragone tra portieri: “Buffon è intoccabile come lo è Tempesti e non solo perché sono tifoso della Juventus. Sono due grandi dello sport ma sono umani, quindi possono alternare prestazioni superlative a qualche errore. In Italia basta veramente fare uno sbaglio o due dopo una carriera brillantissima che ricordano subito l’ultima cosa fatta“. Dura la vita del numero uno, specialmente quando sei criticato dopo un semplice errore. Buffon non ha brillato contro la Spagna e in una prestazione di campionato della Juventus, errori che hanno scatenato uno stucchevole vespaio mediatico. Subito zittito dai tre miracoli di Lione, in Champions League.

A 40 anni si può migliorare – prosegue Campagna – Un giornalista è giusto che critichi Buffon per quell’errore, ma lì si deve fermare“.

Aprendo il capitolo ormai chiuso sui Giochi Olimpici di Roma del 2024, il ct Campagna non nasconde la sua delusione: “Mi resta l’amaro in bocca perché sarebbe stato un impulso per il nostro sport minore, avrebbe dato grande entusiasmo a tanti giovani spingendoli a fare attività sportiva. Sarebbe stata un’opportunità anche per permettere a tanti sport che non hanno mai l’opportunità di qualificarsi all’Olimpiade, come la pallamano: avrebbero potuto partecipare per la prima volta dando un impulso notevole al movimento“. Le parole sono di uno sportivo, mica di un politico. Campagna ha spiegato con parole pesate e precise i riflessi negativi della scelta del Comune di Roma e del Sindaco pentastellato Virginia Raggi.

Pazienza. Ormai non si può far più niente. La pallanuoto resta ampiamente lo sport italiano più sano, non solo perché è una garanzia nel nostro medagliere, ma anche perché segna numeri sempre in crescita. Gli italiani si stanno appassionando a questo sport di fatica, che premia, però, i sacrifici in vasca. Peccato, davvero, ha ragione Campagna. Il ct guida il Settebello dal 2009 e inizia ad avere le idee chiare per il futuro: “Ho fatto lo sportivo ad alti livelli e l’allenatore ad alti livelli. Mi manca solo la via dirigenziale. Per il momento voglio assicurare una continuità generazionale al Settebello: ancora tre, quattro uomini e saremo già pronti per Tokyo“. Con Tempesti, si spera, in prima linea.

Stefano Tempesti

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