Football, l’incredibile storia di Jake Olson

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

Jake-Olson-3                                                              Jake Olson

A quasi un mese dalla fine delle Paralimpiadi che tante emozioni hanno saputo regalarci, dal web arriva un’altra storia che arriva al cuore di tutti noi e ci dimostra, ancora una volta, che il coraggio non conosce barriere. Jake Olson, ragazzo non vedente, è riuscito a realizzare il sogno di essere ingaggiato da una squadra di football americano.
Da fan a giocatore. Nel mezzo una vita difficile, segnata da un destino avverso.
Pochi mesi dopo la sua nascita, a Jake viene diagnosticato  un tumore all’occhio sinistro. Una diagnosi che equivale quasi ad una condanna a morte. Per evitare che potesse propagarsi al cervello, i medici hanno dovuto asportare d’urgenza  l’occhio. Il rischio più grande era soprattutto che il cancro si propagasse anche all’occhio destro. Ma non si sfugge al destino e, sfortunatamente, all’età di dodici anni,  a Jake è stato asportato anche l’ altro occhio.
Da storico fan dei Trojan, la squadra di football della “University of Southern California”, prima di sottoporsi all’ultima, definitiva, operazione,  quella che lo avrebbe reso completamente cieco,  Jake ha voluto assistere a tutte le loro partite ed ha anche chiesto  di partecipare ad un allenamento.  In breve, la sua simpatia contagiosa e la sua forza hanno colpito talmente tanto i giocatori  della squadra da eleggerlo “mascotte” a vita. Da qui all’idea di poter giocare come “long snapper”, il passo è stato ancora più breve. In gergo, “long snapper” designa  il giocatore che tiene il pallone in mano appoggiato a terra e che lo consegna, successivamente, nelle mani del quarterback, facendo di fatto partire l’azione.Così, mentre frequentava il liceo, Jake ha deciso di coronare, seppur a modo suo, il suo sogno di diventare un giocatore, convinto di potercela fare. Respinto dall’allenatore, Jake non si è lasciato abbattere ed  ha trascorso  mesi ad allenarsi, per dimostrare che faceva sul serio e che poteva essere utile per la squadra del liceo. Dopo il diploma, Jake è iscritto proprio alla “University of Southern California”, dove ha fatto subito domanda per entrare nella squadra di football. Dopo i provini, questa volta è stato selezionato immediatamente, riuscendo quindi nella sua coraggiosa impresa: scendere in campo con i Trojan.
Oggi, Jake Olson, nonostante la sua cecità, è un giocatore di football ed ha imparato ad accettare e a convivere con i propri limiti. Un modo di vivere che ha trasferito anche nella pratica sportiva. Lo sport è un campo di allenamento continuo per diventare più forti. Ti poni degli obiettivi che devi raggiungere, ma non è mai subito, non è mai facile. Sulla tua strada subisci tante sconfitte.  Lo sport diventa così la metafora della vita stessa, che non sempre è facile o giusta.  E Jake lo sa bene.
La  lotta al pregiudizio si combatte anche così anche attraverso questo genere di storie,  capaci di sfatare inutili luoghi comuni ed incoraggiare le persone, vittime di grandi tragedie, a ritrovare la voglia di vivere. E’ tempo di comprendere che il non vedente può lavorare e praticare sport come tutti gli altri. Perché, contrariamente a quello che si pensa,  il vero problema legato a questa condizione non è la cecità in sé  ma l’ignoranza, un male purtroppo difficile da estirpare.

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