Gran Turismo – Alex Zanardi asso pigliatutto: successo in gara 2

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Ci ha fatto commuovere, ha dato speranza a chi di speranze non ne ha, un esempio, ha reso orgoglioso il proprio paese di averlo come rappresentate alle paraolimpiadi, Alex Zanardi dopo le tre medaglie a Rio 2016 (due ori e un argento), non è ancora sazio, anzi, tutt’altro.

Un rientro migliore di questo non poteva proprio esserci per Zanardi, 15 mesi dopo dall’ultima competizione motoristica, alla guida della sua Bmw M6 del Team Italia, vince gara 2 del campionato italiano Gran Turismo.

Era dal Luglio del 2015, dalla 24 ore di Spa, in Belgio, che il bolognese non gareggiava al volante, per altro condiviso con con Timo Glock e con Bruno Spengler in quella occasione. Poi, iniziarono i preparativi in vista delle gratificanti paraolimpiadi brasiliane.

Sono accorsi in massa al Mugello, che Zanardi definisce“il circuito più bello del mondo” per assistere alla gara e per fare il tifo per lui, in una corsa che lo ha visto partire dalla seconda piazza per poi stanziare nella prima parte della gara in terza posizione alle spalle di Marco Mapelli (Audi R8 LMS) e Niccolò Schiro’ (Ferrari 488). Sosta ai box e al rientro in pista Alex è davanti a tutti, tenendo botta ai continui attacchi della Ferrari che Schiro’ aveva nel frattempo consegnato a Jaime Melo. Ha conquistare il titolo è stato l’equipaggio Venturi/Gai (Ferrari 488), il cui successo è stato completamente oscurato dalla presenza di Zanardi, su cui erano puntati tutti i riflettori.

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Che Alex abbia qualcosa in più è fuori discussione, le sensazioni a volte possono essere un chiaro riflesso di quello che accadrà e Zanardi, giura che in cuor suo, se lo sentiva: “Ieri sera mi sono addormentato con l’idea che oggi potevamo fare qualcosa di importante e ora che il sogno si è realizzato, non aspetto altro che andare a festeggiare con i ragazzi del team”. 

Come quando è in pista, lo sguardo di Alex è rivolto avanti, alla strada ancora da percorrere, alle sfide ancora da vincere, ecco perché lui, Zanardi, non si vuole fermare e con ogni probabilità, manca solo l’ufficialità, tornerà alle competizioni.

Come se non bastasse, il bolognese fissa un altro importante obbiettivo, Tokyo 2020: “Voglio andare anche alla Paralimpiade di Tokyo 2020. Nella staffetta sono convinto che potremo ancora giocarcela, però, poiché sono anche un po’ egoista, vorrei provare a fare anche la gara individuale”.

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Un altra grande lezione Zanardi la da poco dopo, ed è la testimonianza di perchè oggi, non più giovanissimo, riesca ancora ad essere determinante in ogni competizione disputi, questione di testa, questione di motivazioni che lo hanno portato ad avere ancora un grande futuro davanti a se: “Ho 50 anni e pensare di avere davanti un grande futuro è una bella prospettiva, però da un certo punto di vista è vero perché anche se non posso dire di essere un ragazzino non mi sento arrivato al mio traguardo finale. Ne ho tagliati tanti nel corso della mia esistenza, però so che non è ancora finita”.

Una leggenda destinata a scrivere ancora altre pagine di storia, Alex Zanardi.

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